Bojano Centro Terza Età Commissariamento senza precedenti in Italia. La decisione del sindaco Carmine Ruscetta e dell’assessore Carmen Romano basata su chiacchiericcio e pettegolezzo. Alla base ci sarebbe la decisione del Direttivo guidato da Franco Meloni, di non consentire a due socie di gestire autonomamente il denaro. La gestione amministrativa del direttivo commissariato è cristallina, supportata da conti perfetti, spese giustificate. Ogni atto è protocollato. Lettera aperta ai cittadini e ai candidati alle prossime elezioni comunali
Bojano Centro Terza Età Commissariamento senza precedenti in Italia. E’ la dichiarazione e triste considerazione del Presidente del Centro, carabiniere in congedo e membro dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Franco Meloni.

Franco Meloni, brigadiere Arma dei Carabinieri, Associazione Nazionale Carabinieri, una vita per lo Stato
Una lettera aperta che fa riflettere, diramata agli organi di stampa e diffusa a tappeto sul territorio, diretta alle redazioni giornalistiche, alle istituzioni locali, ai candidati delle liste per le prossime elezioni comunali, e alla cittadinanza, che parla di un commissariamento senza motivazioni e senza rispetto.
Bojano Centro Terza Età Commissariamento senza precedenti in Italia: fatto gravissimo
“Una vicenda che, per modalità e conseguenze, merita chiarezza e trasparenza. – Scrive Meloni – Un fatto gravissimo, che non può essere taciuto né minimizzato: il COMMISSARIAMENTO DEL DIRETTIVO DEL CENTRO POLIFUNZIONALE PER LA TERZA ETÀ DI BOJANO. (di seguito abbreviato Centro Anziani)
L’Amministrazione Comunale di Bojano, nella persona del sindaco Carmine Ruscetta, del suo esecutivo e dell’Assessore alle Politiche Sociali, Carmen Romano, ha commissariato il Direttivo del Centro Anziani, senza che al Presidente in carica siano mai state comunicate motivazioni formali, documentate e circostanziate.
Un provvedimento così grave – tanto da incidere sulla vita di un’associazione e sulla reputazione delle persone coinvolte – dovrebbe poggiare su atti ufficiali, verificabili e notificati agli interessati. Nulla di tutto ciò è avvenuto. Ad oggi, infatti, non esiste alcuna comunicazione che giustifichi con parole chiare ed inequivocabili quali siano state le motivazioni che hanno portato a questa inaccettabile decisione.
Le uniche “motivazioni” circolate – malcelate, vaghe e non supportate da alcun fatto acclarato – fanno riferimento a lamentele di uno sparuto numero di soci su un presunto, mai accertato, malumore all’interno del Centro Anziani che più propriamente vanno definite chiacchiericcio e pettegolezzo da piazza.
Gestione danaro da parte di due socie
La verità, invece, alberga in altre motivazioni, e cioè nella corretta decisione presa dal Direttivo del Centro, di non consentire a due socie di gestire autonomamente il denaro in dotazione del centro (come risulta dal verbale di assemblea regolarmente indetta e protocollata al Comune) in quanto questo avrebbe rappresentato un precedente e una scorretta gestione del denaro pubblico.
Tale diniego è stato supportato da innumerevoli pareri formalizzati da: avvocati, commercialisti, capi settore del Comune stesso.
Nonostante il cristallino agire del Direttivo, lo stesso è stato “punito” con un commissariamento che ha provocato un danno evidente e ingiustificato, in primis alla dignità dello scrivente, Franco Meloni, nella sua funzione di Presidente del Centro che, privo di qualsiasi contestazione ufficiale, si è trovato esposto a sospetti, illazioni e giudizi sommari da parte della comunità. Un danno umano, morale e sociale che nessuna amministrazione dovrebbe mai permettere.
Gestione cristallina, conti perfetti, spese giustificate
La gestione amministrativa del direttivo commissariato è cristallina, supportata da conti perfetti, spese giustificate, documenti limpidi e attività ben riconosciute nel tessuto sociale locale. Ogni atto documentato e protocollato.
In un Paese fondato sul diritto e sulla trasparenza amministrativa, il commissariamento di un centro anziani, nel quale nessuna irregolarità è stata rilevata, rappresenta un fatto anomalo, forse unico nel suo genere, dato che, da ricerca condotta a livello nazionale, risulta siano stati commissariati solo tre centri anziani per fatti gravi che intaccavano il codice penale.
Luogo di socialità violato
Il Centro Anziani è un luogo di socialità, solidarietà e comunità. Merita rispetto. Lo meritano soprattutto le persone che, con impegno volontario, lo hanno guidato e sostenuto. Confido che questa lettera possa contribuire a riportare la vicenda nel solco della correttezza istituzionale e della trasparenza, valori che ogni amministrazione pubblica è chiamata a garantire.
Appello ai candidati alle elezioni
Confido che i candidati alle prossime elezioni comunali vogliano approfondire questa inqualificabile faccenda, restituendo dignità a persone oneste, che a schiena dritta hanno gestito la cosa pubblica ed il denaro di tutti.
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