di Mina Cappussi –
Interessi e appetiti girano attorno alla prevista elezione del Presidente, che si preannuncia una presidentessa. In campo è scesa anche una famiglia potente, pronta a sostenere una delle candidate in lizza. Perché mai? Ne vedremo delle belle alle 18 in seconda convocazione
(UMDI – UNMONDODITALIANI) Qualcuno ha fatto notare che c’era più pubblico che ad un Consiglio Comunale. Assolutamente vero. Alla scorsa riunione della Consulta della città di Bojano la presenza in aula è stata notevole. Il che fa riflettere. Si pensava di eleggere il Presidente e il nuovo Direttivo. Invece i consultori hanno deciso all’unanimità di soprassedere.
Vogliono prima un Regolamento più confacente al ruolo della Consulta, visto che quando il Regolamento è stato elaborato le associazioni di volontariato, i sodalizi culturali e sociali, i gruppi di interesse, i Comitati di Quartiere, non sono stati ascoltati. Nessuno si è preoccupato di sentirli sulla questione che li riguardava direttamente, in spregio degli orientamenti scaturiti dal riformato titolo V della Costituzione e di quella sussidiarietà orizzontale di cui tanto si parla, ma di cui,in effetti, ci si riempie solamente la bocca.
Adesso la consulta è determinata ad apportare le improcrastinabili modifiche al Regolamento, ma nel frattempo interessi e appetiti girano attorno alla prevista elezione del Presidente, che si preannuncia una presidentessa. In campo è scesa anche una famiglia potente, pronta a sostenere una delle candidate in lizza. Perché mai? Non si sa.
Certo è che la rinnovata attenzione per la Consulta la dice lunga su quelli che sono gli equilibri e le formazioni in vista di future consultazioni elettorali. C’è chi mira ad entrare nell’Amministrazione di traverso per sostenere la caduta dell’attuale governo locale, e chi invece intende fiancheggiare il team di Antonio Silvestri, per vedersi riconosciuto un qualche favore in termini di ingaggio. Ma non era questo lo spirito della Consulta.
Nelle intenzioni di chi scrive, che per prima ha cominciato a vagheggiare una Consulta delle Associazioni, in tempi non sospetti, essa doveva essere l’anello di raccordo tra l’Amministrazione e la cittadinanza, strumento di partecipazione democratica in grado di dare voce al popolo sulle questioni che lo riguardano da vicino e che spesso sfuggono al mandato elettorale anche del più attento degli Amministratori. Vedremo che accadrà stasera quando la cordata si presenterà compatta per cercare di eleggere una delle candidate. Ma l’elezione potrebbe anche slittare di qualche settimana: giusto il tempo di riorganizzare le armi per la battaglia finale, che si preannuncia “partecipata”.
28 / 11 / 2011
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