Autovelox Bojano illegittimi contestati dal Comitato Pro Trignina che presenta una perizia

Autovelox Bojano illegittimi contestati dal Comitato ProTrignina che presenta una perizia

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Autovelox Bojano illegittimi contestati dal Comitato Pro Trignina, il quale annuncia ricorsi alla Prefettura di Campobasso. La perizia effettuata l’8 novembre 2025, evidenzia irregolarità nella distanza dei cartelli, assenza di segnalazioni intermedie e mancato funzionamento delle luci notturne. Contestata, inoltre la mancata indicazione dell’omologazione nei verbali

Autovelox Bojano illegittimi contestati dal Comitato Pro Trignina, che ha effettuato delle rilevazioni stradali sulla SS 17  dall’Appennino Abruzzese all’Appennino Appulo-Sannitico nel territorio ricadente in agro del comune di Bojano  nel giorno 8 novembre 2025, per verificare la legittimità dei due autovelox fissi installati nell’ultimo anno.

Autovelox Bojano illegittimi contestati per gravi irregolarità

“Queste rilevazioni e controlli effettuati in seguito al sopralluogo dell’8 novembre vogliono rappresentare una chiara ed evidente dimostrazione della illegittimità degli strumenti di controllo elettronici in rapporto alla posizione, ai segnali ed ai cartelli previsti dalla normativa vigente sul tratto stradale della SS 17 in territorio dell’agro di Bojano, – afferma Antonio Turdò del Comitato Pro Trignina – in questo territorio sono posizionati n. 2 autovelox, uno in direzione Isernia posto alla kilometrica 205+500 ed uno in direzione Campobasso posto alla kilometrica 206+800, ambedue hanno un funzionamento sia diurno che notturno. In primis non è richiamato nella tabella posta ai piedi degli autovelox il Decreto prefettizio che autorizza la postazione medesima (come si può evincere dalla foto in basso, ndr)”.

“In direzione Isernia il primo e unico segnale posto di controllo elettronico della velocità dice di trovarsi a 1300 metri, nulla di più falso, – continua Turdò – infatti alla nostra rilevazione esso è a 946 mt, quindi inferiore ad 1 kilometro, il che porta alla totale illegittimità della postazione. Infatti poiché siamo su una strada statale secondaria che il Codice della strada indica come limite 90, in caso di riduzione del limite di velocità come in fattispecie è obbligatorio mettere il primo segnale di avvertimento a minimo un kilometro come previsto dal Codice della Strada che impone la distanza minima di un chilometro tra il segnale di limite di velocità e la postazione di autovelox ai sensi del Decreto Legislativo n. 285/1992, articolo 142, comma 6 e, successivamente, specificato dal D.M. n. 282/2017. Su questa postazione non sono allocati i segnali intermedi in avvicinamento a 400 metri e 150 metri.”

“In direzione di Campobasso il primo e unico segnale posto di controllo elettronico della velocità dice di trovarsi a 1500 metri, nulla di più falso, – sostiene Turdò – infatti alla nostra rilevazione esso trovasi a 1100 metri, quindi un’azione ingannatoria dell’utente automobilista. Su questa postazione non sono allocati i segnali intermedi in avvicinamento a 400 metri e 150 metri. In tutte e due le postazioni non funzionano le luci di allerta sia dello strumento di controllo elettronico sia nei segnali, e poiché abbiamo anche un funzionamento notturno esso è obbligatorio dalla legge e dalle circolari ministeriali che ci permettiamo di richiamare: l’obbligo di illuminazione o segnalazione degli autovelox su strade extraurbane non è previsto da un singolo articolo del Codice della Strada (CdS), ma è una combinazione di requisiti normativi stabiliti principalmente dall’art. 142, comma 6-bis, del CdS e dai decreti successivi, in particolare il D.M. 282/2017 e il nuovo Decreto Autovelox dell’11 aprile 2024. L’obbligo fondamentale è la segnalazione preventiva e la visibilità della postazione di controllo. Cose che in questa postazione per i servizi di controllo in notturna non avviene proprio.”

“In tutti i verbali a noi pervenuti che saranno oggetto di ricorso gerarchico presso la onorevolissima Prefettura di Campobasso, Area III, – aggiunge Turdò – nessun riferimento viene fatto alla omologazione degli strumenti utilizzati per il controllo elettronico della velocità, infatti l’omologazione degli autovelox è un obbligo imprescindibile per la validità delle multe, come stabilito dal Codice della Strada e confermato ripetutamente dalla Corte di Cassazione. Le multe elevate con strumenti che non sono debitamente omologati sono considerate nulle e possono essere contestate con un ricorso. Il mancato riferimento all’omologazione nel verbale dell’autovelox può rendere la multa nulla, anche se sarà nostra cura fare un accesso agli atti per verificare se fosse nella titolarità dell’ente.”

“ La Corte di Cassazione ha stabilito che l’omologazione è un requisito fondamentale per la validità delle sanzioni, e che l’approvazione ministeriale non è sufficiente. Il verbale deve obbligatoriamente indicare il modello del dispositivo omologato utilizzato, altrimenti la sanzione può essere impugnata e annullata,  – spiega Turdò – la Corte di Cassazione ha affermato che le multe rilevate con autovelox non omologati sono illegittime con diverse pronunce, tra cui l’ordinanza n. 10505 del 18 aprile 2024 e la sentenza n. 26521 del 1° ottobre 2025. Queste sentenze stabiliscono che “omologazione” e “approvazione” sono procedure distinte e che solo l’omologazione garantisce la legalità della rilevazione, rendendo nulle le multe in assenza di tale certificazione.”


Precisano che per quanto concerne i segnali luminosi, in special modo per il servizio in notturna, c’è la conferma da diverse sentenze. “Ne citiamo una del Giudice di Pace di Taranto, – conclude Turdò – la numero 1516/2015, che faceva riferimento specifico alla legge n.117 del 2007”: “i segnali luminosi di preavviso devono essere installati con adeguato anticipo rispetto alla posizione del dispositivo, così da garantirne sempre un avvistamento tempestivo”. Cosa inesistente in queste due postazioni”.

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Alessia Cioffi

Sono Alessia Cioffi, ho 25 anni mamma a tempo pieno. Sono diplomata al liceo dello scienze umane, attualmente sto svolgendo il servizio civile, un'esperienza che mi arricchisce ogni giorno a livello umano e professionale. L'arte è la mia più grande passione, fin da piccola adoravo perdermi tra i colori! Quando non sono impegnata a rincorrere i miei figli o a inventare nuove attività insieme, mi dedico anche alla cucina, adoro sperimentare nuove ricette, soprattutto se si tratta di dolci! Mi piace rigenerarmi tra sentieri e cieli aperti; fare passeggiate immerse nel verde mi ricarica. Ho una mente aperta, sempre pronta ad accogliere nuove idee, culture e prospettive, perché credo che la bellezza della vita stia nella scoperta e nella condivisione!

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