di Massimiliano Rossi –
Un’identità falsa. Fermato con una pistola all’aeroporto di Vienna. Il Ministro degli interni della Germania inizia un riesame delle richeiste di asilo effettuate dal 2015
Ha fatto scandalo ultimamente la notizia dell’arresto di un soldato delle Forze armate della Germania, che, riuscendo a farsi registrare come rifugiato di origini siriane, ha poi tentato un atto terroristico, per fortuna sventato dalle forze di polizia, evitando una tragedia.
La storia dell’attentatore
Franco Albrecht, questo il nome del 28enne, originario di Offenbach, che, stando a quanto appreso da un’indagine accurata, faceva parte di una delle unità di fanteria di stanza in Francia, più precisamente a Illkirch. A quanto pare
Albarecht, più o meno nel 2015, aveva approfittato dell’immigrazione di massa avvenuta in Germania in quel periodo, creandosi una falsa identità, David Benjamin, un venditore di frutta di origini siriane, scappato da Damasco. Nel 2016, è così riuscito ad ottenere il diritto di asilo e il Land della Baviera, ricevendo anche un’indennità di 409 euro al mese. Albrecht ha interpretato questo ruolo fino al momento dell’arresto, il 3 febbraio, quando è stato fermato all’aeroporto di Vienna. A quanto pare, le guardi aeroportuali hanno trovato su di lui una pistola e un piccolo quaderno, che esaminato in seguito, si è capito essere la “death list” di Albaretch, dove erano scritti tutti i nomi delle persone che avrebbe ucciso se il suo attentato fosse riuscito. Gran parte delle persone nella lista erano politici. Da un interrogatorio è fuoriuscito che l’attentatore era un estremista e che aveva organizzato il suo attacco, insieme ad un complice, ancora a piede libero, con lo scopo di screditare gli stranieri, affermando che “l’immigrazione di massa sta scatenando un genocidio nell’Europa occidentale”.
I provvedimenti
A seguito di questo episodio, proprio ieri, mercoledi 31 maggio, Thomas de Maizière, il ministro degli Interni della Germania, ha affermato che nel corso dei prossimi mesi verranno riesaminate molte delle richieste d’asilo concesse ai migranti che sono arrivati nel paese nel corso del 2015 e 2016. Questi controlli esamineranno tutti gli immigrati che vanno da un’età minima di 18 anni, fino ad arrivare ad un massimo di 40 anni. Coinvolgeranno, quindi, più di centomila persone di origini diverse. Ancora non si riesce però a capire come si possa essere arrivati a dare diritto di asilo ad un attentatore con un’identità falsa.
01 / 06 / 2017
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