Asini alla riscossa, ci curano e insegnano la mitezza con l’onoterapia

Attualità

di Federica Notte –

(UMDI – UNMONDODITALIANI) Ritorno degli asini. Stavano scomparendo, e invece ora in Italia se ne contano 59mila, il 90 per cento in più rispetto a 10 anni fa. Cosa più importante, è stato scoperto che possono curarci, corpo e mente, attraverso l’onoterapia. Sembrerebbe un animale antico, quasi dimenticato, appartenente ad un mondo arcaico, invece l’asino è modernissimo, quasi un simbolo della modernità e dei suoi problemi, con tutto ciò che porta in termini di esempio di mitezza, in un mondo sempre più governato dalla violenza, di volontà di padroneggiare il tempo, laddove viviamo immersi nel vacuo affanno del presente, di forza delle relazioni, mentre soffriamo per il virus di una solitudine fatta anche di infinite connessioni virtuali.

Sull’isola di Panarea, arcipelago delle Eolie, si trovano due asini che adesso vivono nel bosco allo stato brado. Attraverso l’onoterapia, si riscopre la morbidezza che serve a smussare le spigolosità del nostro carattere, a riscoprire il piacere della lentezza, dei tempi giusti e distaccati dalla fretta, a coltivare la capacità di entrare in relazione con gli altri. Sono gli asini che ci insegnano quanto la mitezza non sia da confondere con la debolezza, ma semmai rappresenti il valore della solidità, di una grande forza interiore. All’inizio del Novecento in Italia c’era almeno un milione di asini, negli anni 50 il calo verticale e poi il rischio di vederli sparire per sempre. Di 15 razze, ne restano 8: l’esemplare più bello e alto è quello di Martinafranca. Il numero è andato di nuovo crescendo negli ultimi 20 anni e all’anagrafe equina se ne contano ufficialmente 77.096, altrettanti meticci e non registrati. Ci sono alcune decine di allevamenti, il più grande d’Europa è in provincia di Reggio Emilia800 esemplari.

L’onoterapia è stata introdotta in Italia uno psicologo di origine abruzzese, Eugenio Milonis. Era il 1994. “L’asino è un animale di compagnia perfetto”, avrebbe spiegato. “Io allora ne avevo presi 2 quasi per caso, salvandoli dalla macellazione (si chiamavano Romeo e Giulietta), poi mi sono reso conto di quanto avrebbero potuto dare: così equilibrati, accoglienti. Forti e morbidi al tatto. Ideali per lavorare sulla disabilità psichica, di bambini ed anziani”. Milonis, presidente della Rete Italiana Interventi Assistiti parla di co-terapia. È adatta a tutti, ma soprattutto per bambini e persone anziane. Largo agli asini, dunque, e diamogli spazio nelle nostre vite.

09 / 05 / 2017

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