AMBROGIO FOGAR POETA DELL’AVVENTURA, GIRAMONDO E GIORNALISTA

Attualità

di Claudio Beccalossi –

Ambrogio Fogar personaggio noto al grande pubblico perché ha fatto dell’ avventura una sorta di professione. Ricordo di un uomo che ha incarnato, per molti, il mito stesso della scoperta per mezzo di imprese compiute sui mari, nei deserti, fra i ghiacci e, per tredici lunghissimi anni, negli spazi infiniti della propria mente.Tra le sue imprese, traversate oceaniche in barca a vela in solitario e, nel 1983, il viaggio al Polo Nord. Tuttavia, è stato anche un eroe discusso (criticati il valore e l’ autenticita’ di certi viaggi).

(UNMONDODITALIANI – UMDI) Lo conobbi, diventando un suo provvisorio “compagno di viaggio” su un taxi diretto alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, dopo un’affollata conferenza intitolata “Dagli oceani all’Himalaya” che aveva tenuto presso l’Auditorium “Mons. Chiot” della chiesa di San Luca, a Verona, il 1° febbraio 1983. Intervistai lui, Ambrogio Antonio Fogar (nato a Milano il 13 agosto 1941 e morto nella stessa città il 23 agosto 2005), personaggio sulla cresta dell’onda ma disponibile a confidenze quasi logorroiche. Il materiale giornalistico raccolto, poi, venne pubblicato sul mensile “Quo Vadis” del marzo successivo (tre articoli su tre pagine con richiamo in copertina e quattro foto, compresa una delle tre che avevo scattato durante il suo incontro scaligero).

Il 9 giugno 1984, poi, ebbi l’occasione di dialogare ancora con lui, al termine d’un faccia a faccia con il numeroso pubblico dei suoi estimatori al Teatro Nuovo, sempre a Verona. L’evento era stato organizzato dopo il tentativo fallito di raggiungere a piedi il Polo Nord avendo a fianco solo Armaduk, il cane di razza siberian husky. Fogar mi donò una copia del suo ultimo libro che conservo tuttora, “Verso il Polo con Armaduk”, con la dedica autografa: “A Claudio, con gli auguri per la vita. Ciao! Ambrogio Fogar”. La mia seconda, lunga intervista trovò pubblicazione nell’inserto “Arena Sette” di “Arena Bazar” della settimana dal 22 al 28 giugno 1984.

Fogar rimase purtroppo ferito, il 12 settembre 1992, in un incidente in Turkmenistan nel corso del raid Parigi-Mosca-Pechino. Il fuoristrada condotto con Giacomo Vismara si ribaltò lasciando il suo compagno illeso mentre lui, “eroe” al centro anche di tante polemiche, subì la frattura della seconda vertebra cervicale che lo costrinse paralizzato. Ma mai vinto…

11/06/2014

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