di Carmelina Rico –
Iniziava il 7 ottobre 2001 la missione Enduring Freedom, risposta degli Usa all’11 settembre. Un evento al quale ha partecipato anche l’Italia con uomini e mezzi, caduti e polemiche, successi e fatiche
(UMDI UNMONDODITALIANI) Il 7 ottobre 2001 gli aerei Usa cominciarono a sganciare missili da crociera e bombe a guida laser su diversi obiettivi strategici, a Kabul e altrove nel Paese centro-asiatico, preludio all’invasione di terra che sarebbe presto seguita. Una campagna militare contro il terrorismo internazionale nata dopo i fatti dell’11 settembre e a leadership Usa, che ha trovato la sua iniziale giustificazione nella legittima difesa. Un intervento che aveva l’obiettivo di catturare o uccidere Osama Bin Laden, ritenuto la mente dell’attentato alle Torri Gemelle, e distruggere le basi di al Qaeda. E’ stato l’evento bellico più lungo per gli Stati Uniti.
Un evento al quale ha partecipato anche l’Italia all’interno della coalizione internazionale con uomini e mezzi, caduti e polemiche, successi e fasi critiche.
Ricordiamo, con commozione, i soldati italiani caduti in Afghanistan:
L’ultimo caduto era stato il caporale maggiore Alessandro Di Lisio, ucciso da un ordigno vicino il villaggio di Ganjabad, 40
chilometri a nord est di Farah. Era il caduto numero 14 tra i militari in divisa. L’elenco si era aperto il 3 ottobre 2004, con il caporale maggiore Giovanni Bruno, morto per un incidente stradale a Kabul. Il 3 febbraio 2005 il capitano di fregata Bruno Vianini muore per lo schianto di un aereo civile in volo tra Kabul ed Herat. L’11 ottobre 2005, viene trovato morto nella camerata del battaglione del Genio a Kabul il caporal maggiore Michele Sanfilippo, ucciso da un proiettile partito accidentalmente. Il 5 maggio 2006 un ordigno uccide, su una strada vicino Kabul, il tenente Manuel Fiorito e il maresciallo Luca Polsinelli. Il 2 luglio 2006 muore d’infarto a Herat il tenente colonnello Carlo Liguori. Il 20 settembre 2006, a Chahar Asyab, si ribalta un mezzo blindato Puma e uccide il caporal maggiore Giuseppe Orlando. Sei giorni più tardi, ancora a Chahar Asyab, un ordigno uccide il caporal maggiore Giorgio Langella. Nell’attacco rimane gravemente ferito anche il caporal maggiore Vincenzo Cardella, che muore qualche giorno più tardi. Il 24 novembre 2007 un attentatore suicida colpisce nella valle di Pagman, 15 chilometri da Kabul, e uccide il maresciallo capo Daniele Paladini. Il 13 febbraio 2008, nel distretto di Uzeebin, in uno scontro a fuoco cade il maresciallo Giovanni Pezzullo. Il 21 settembre 2008 muore a Herat per un malore il caporal maggiore Alessandro Caroppo. Il 15 gennaio 2009, per un infarto, muore il maresciallo dell’Aeronautica Arnaldo Forcucci. A questo elenco si aggiunge il nome di Lorenzo D’Auria, agente del Sismi, morto per le ferite riportate nel blitz delle forze speciali britanniche per la sua liberazione, il 24 settembre 2007.
07 / 10 / 2011
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