di Mina Cappussi –
L’addio al paracadutista ucciso in Afghanistan. La città di Campobasso ha partecipato al lutto per la perdita di Alessandro Di Lisio, il militare rimasto ucciso in Afghanistan, posticipando l’apertura dei negozi alle 18. Saracinesche abbassate, quindi, in concomitanza con i funerali che si sono svolti nella cattedrale del capoluogo molisano. Per tutta la mattina il feretro è stato salutato da centinaia di persone nel Comando militare regionale. Nonostante il gran caldo cattedrale e piazza della Prefettura si sono riempite di gente, e di dolore
Funerali solenni per Alessandro Di Lisio, il primo caporal maggiore della Folgore ucciso in Afghanistan dall’esplosione di una bomba posta ai margini della strada, che ha colpito il carro su cui viaggiava. Le esequie sono state celebrate nel duomo di Campobasso, dove il parà 25enne risiedeva con la famiglia.
Un picchetto di militari dell’8° Genio Guastatori, i commilitoni dell’appena venticinquenne soldato morto, si è portato, dalla sede del Distretto Militare, alla volta della Cattedrale. La bara è stata portata a spalla dai compagni di reparto del ragazzo, dalla piazza antistante il duomo fino all’interno dell’edificio, dove è stata deposta ai piedi dell’altare maggiore. Il feretro, avvolto nel tricolore, ha ricevuto un fragoroso applauso e l’onore delle armi tributatogli da un picchetto interforze. A salutare Di Lisio erano presenti in prima fila, oltre ai familiari, anche i sindaci di Campobasso, Oratino e Castellino del Biferno. Tra i fedeli anche l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, Monsignor Giancarlo Maria Bregantini. In chiesa anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa: al suo arrivo alcuni presenti ha iniziato ad applaudire al suo indirizzo, ma il ministro li ha bruscamente zittiti. Tra i banchi anche la responsabile del settore Difesa sen. Roberta Pinotti, il sen. Mauro Del Vecchio, l’on. Gianpiero Bocci e numerosi altri rappresentanti parlamentari.
Il feretro è stato accolto all’esterno della chiesa da un lungo applauso. Molte le corone di fiori depositate, tanto che non tutte hanno trovato posto all’interno.
«Il dolore della famiglia di Alessandro attraversa tutta la nazione», ha detto nell’omelia monsignor Vincenzo Pelvi, l’ordinario militare che ha officiato le esequie, rivolto alla famiglia Di Lisio. Il prelato ha ricordato il giovane come «un instancabile operatore di pace, di quella pace che viveva in lui in quanto giovane allegro e solare». Un riferimento anche alle missioni di pace italiane nel mondo: «In Afghanistan come in tante altre zone del mondo – ha affermato monsignor Pelvi – le nostre missioni sono di pace, per portare stabilità e sviluppo, ma anche per difendere la sicurezza della nostra nazione e l’occidente dalla minaccia del terrorismo globale».
18 / 07 / 2009
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