di Marucci –
Il Mare Adriatico è da sempre un’importante arteria di comunicazione, sulla quale si fonda la ricchezza della Serenissima, ponte tra Oriente e Occidente sulla Via della Seta, Via che ha messo in moto scambi di merci e di persone, sulle cui navi viaggia il patrimonio di conoscenze greche e bizantine
(UMDI – UNMONDODITALIANI) Galleria Antichi Forni, situata nel cuore del centro storico di Macerata, ospiterà la seconda
edizione della mostra collettiva Adriatica la via dell’arte. L’edizione è dedicata a Padre Matteo Ricci, illustre gesuita gesuita, matematico, cartografo e sinologo italiano del XVI secolo originario di Macerata. Nato da una nobile famiglia, iniziò gli studi in una scuola gesuita e nel 1568 si trasferì a Roma per completare la sua formazione di letterato e di religioso. Nel 1572, entrato nel noviziato a Sant’Andrea al Quirinale e presso il Collegio Romano, seguì i corsi diretti dal tedesco padre Cristoforo Clavio dal quale ereditò la grande passione per le discipline scientifiche come la matematica, l’astronomia e la cartografia oltre alla conoscenza dei letterati classici. Padre Ricci fu uno degli uomini scelti per il trasferimento in Cina e dopo esser stato ordinato sacerdote, partì per la missione verso Macao. Costretto a restare lì a causa dell’interdizione della Cina agli stranieri, si dedicò appieno all’apprendimento della lingua e degli usi e costumi cinesi, vestendo successivamente gli abiti propri dei letterati. Dopo avere tentato invano nel 1598 di raggiungere Pechino, Padre Matteo Ricci rientrò a Nanchino dove rimase fino al 1601,
anno in cui riuscì finalmente a raggiungere la capitale. In questi anni crebbe il legame di stima reciproca con la classe colta e con le schiere governative cinesi tanto che Pdre Matteo Ricci venne raccomandato per il suo ingresso a Pechino, capitale del “Regno di Mezzo”, alla Corte Imperiale di Wanli. La fama di teologo, predicatore e letterato occidentale lo precede a tal punto che l’Imperatore, incuriosito e colpito dallo “straniero”, gli concesse il permesso di fondare una chiesa (sostenuta a spese dell’erario) e ammettendolo a corte, lo introdusse nella cerchia dei mandarini, i più importanti funzionari imperiali. Alla sua morte, avvenuta nel 1610, la comunità cristiana cinese, fondata da Padre Matteo Ricci, contava 500 convertiti di cui 400 solo a Pechino.
Per la mostra, promossa da FederArt, con il patrocinio del Comune di Macerata, della Regione Marche, dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, di Standards For Museum Education e Heraclion Museum of Visual Art esporranno le loro opere artisti provenienti dalle Accademie di Belle Arti di Venezia, Bologna, Macerata, Roma, Lecce e da artisti della Romania, Bulgaria, Croazia, Ungheria, Slovenia, Grecia, Armenia, Serbia, Russia, Ucraina, Albania, Turchia. Da sempre il Mare Adriatico con i suoi golfi, le sue insenature, i suoi promontori, stimola l’immaginazione di letterati ed artisti ed è una risorsa importante per le città che vi si sono affacciate. L’importanza culturale di questo bacino ha dato origine all’idea di una mostra curata da Francesco Ruggiero e Elena Dell’Andrea, vuole coinvolgere le radici comuni e i processi evolutivi che attingono a questo mare che è anche teatro dei racconti del poeta alessandrino Apollonio Rodio. Egli narra che gli Argonauti, durante il viaggio di ritorno dal Mar Nero, a causa di una deviazione imposta da Zeus, dovettero risalire il Danubio e arrivare al Mare Adriatico, attraverso un mitico passaggio sotterraneo. Il Mare Adriatico stesso è da sempre un’importante arteria di comunicazione, sulla quale si fonda la ricchezza della Serenissima, ponte tra Oriente e Occidente sulla Via della Seta, Via che ha messo in moto scambi di merci e di persone, sulle cui navi viaggia il patrimonio di conoscenze greche e bizantine.
“Macerata, per la sua posizione centrale, è il luogo ideale per ospitare l’incontro tra artisti di diversa provenienza geografica e culturale – affermano i curatori – che, moderni “Argonauti dell’Anima”, operano lungo e per la Via Adriatica, da nord a sud dell’Europa e oltre. Artisti che sottolineano la potenzialità dell’uomo di plasmare un linguaggio globale, simbolo della comune intenzione creativa di difendere la pace, l’ambiente, attraverso l’arte contemporanea. Favorire gli artisti a conquistare meritatamente terreno nella vita è tra i servizi primari che si possano rendere a una comunità articolata, la cui ricchezza è garantita solo dal costante ricambio generazionale e dall’apporto delle sue forze più fresche e nuove. Qui non si tratta di promuovere gli artisti, soprattutto i più giovani, alle banalità della ribalta spesso fatua dell’universo massmediale, ma di sostenerli sul terreno per lo più aspro e faticoso della Ricerca e dell’Espressione artistica, riconoscendo nell’impegno dell’artista un lavoro, che viene responsabilmente offerto alle dinamiche della vita contemporanea, agli interessi, alle scelte, alla cronaca, come alla formazione culturale e civile della nostra Società”.
Il taglio del nastro ci sarà venerdì 4 marzo nella Galleria Antichi Forni alle 17.00. Questi gli artisti che espongono nella
mostra Adriatica la via dell’arte, che rimarrà aperta fino al 22 marzo: Maria Agata Amato, Stefano Armakolas, Clarissa Baldassarri, Gianpaolo Berto, Eleonora Böhm, Lamprini Boviatsou, Sara Bruni, Marco Luca Calogiuri, Claudia Carnazzola, Gloria Catucci, Laudisia Colonnelli, Mattia De Luca, Claudio Delli Santi, Yiannis Dimitrakis, Andrea Di Salvatore, Gabriele Rosato, Matteo Miccoli, Martina Donati, Giovanni Duca, Flavia Fanara, Valentina Faraone, Isabella Ferrini, Giovanni Furlani, Son Hyunsook, Dénes Kelemen, Laure Keyrouz, Lehel Kovács, Dániel László, Lydia Margaroni, Marija Markovic, Cosimo Marullo, Giorgia Marzi, Octavian Micleusanu, Antonio Miglietta, Chen Mo, Rocco Monteleone, András Nagy, Veronica Orofino, Vito Palladino, Jing Peng, József Pinczés, Iacopo Pinelli, Beatrice Pra Floriani, Andrey Protasov, Giampiero Quarta, Maria Punam Sassudelli, Salvatore Sava, Rocco Sciaudone, Zhang Shiliu, Javier Stacchiotti, Ábel Szabó, Bernadett Szitas, Eleonora Tanucci, Annalisa Tarozzo, Thomas Tournavitis, Trama E Ordito, Dávid Utcai, Valentina Vallorani, Raffaele Vargas, Giulio Xie, Veronica Zuanel.
