di Serena Lastoria–
Elia Finzi, direttore storico del “Corriere di Tunisi” si è spento lo scorso 16 settembre all’età di 85 anni. Il mondo dell’informazione italiana all’estero perde un punto di riferimento, un uomo che ha rappresentato per la collettività degli italiani a Tunisi un pilastro e una guida insostituibile
UMDI UNMONDODITALIANI) “Abbiamo l’immenso dolore di annunciarvi la brusca scomparsa del direttore e fondatore del giornale Elia Finzi. Egli ha creduto sino all’ultimo nel dialogo tra le culture, tra i popoli, tra le persone. Ha lottato tutta la sua vita per mantenere viva la collettività italiana in Tunisia, dandogli una voce, quella del giornale, e crediamo che per lui e per noi oggi più che mai sia necessario assicurarne la continuità”. Con queste parole la redazione del Corriere di Tunisi comunica la triste notizia della scomparsa del suo Direttore. L’intero mondo dell’informazione italiana all’estero è a lutto per la perdita di Elia Finzi, direttore e grande giornalista dell’informazione italiana all’estero, morto a Tunisi il 16 settembre scorso. Oltre a dirigere il giornale, su cui firmava in ogni numero l’editoriale “Nostri problemi”, Finzi è stato presidente del Comites di Tunisi ed è stato uno dei fondatori della Fusie (Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero). La famiglia Finzi arrivò in Tunisia dalla prima metà del 1800. Come spiega il corriereditunisi.it, il direttore si trasferì con il padre, Giulio, da Livorno a Tunisi dopo il fallimento dei moti carbonari del 1820‑1821. Con lui sbarcarono nella Reggenza di Tunisi altri profughi provenienti da vari Stati italiani i quali furono accolti benevolmente dall’Autorità beylicale. Contribuirono attivamente alla creazione di infrastrutture (tipografie, ospedali, banche, scuole laiche e militari) e, nonostante si trovassero a volte in contraddizione con le Autorità, poiché considerati di matrice “eccessivamente liberale”, furono nell’insieme incoraggiati a stabilirsi in modo definitivo in Tunisia. Nel 1956, con l’indipendenza della Tunisia, i Finzi ottennero l’autorizzazione a pubblicare un giornale allora settimanale, “Il
Corriere di Tunisi”, che dal marzo del 1956 non ha mai interrotto le sue pubblicazioni. Il primo direttore fu Giuseppe Finzi, poi suo figlio Elia che ha portato avanti il suo lavoro. La Famiglia Finzi oltre a farsi portavoce dell’informazione italiana all’estero, è stata ideatrice con l’Ambasciata d’Italia di un progetto di recupero della memoria italiana in Tunisia attraverso l’edizione di libri che trattano alcuni temi tra i più significativi della storia della collettività. Dal 2001 Elia Finzi ed il figlio Claudio, hanno aperto nella zona industriale di Tunisi una nuova tipografia, “Finzi Usines Graphiques”, che negli anni si è mantenuta grazie allo sforzo costante di modernizzazione e di spirito inventivo che di generazione in generazione ha sempre saputo mantenersi vivo. Dopo aver appreso la notizia, la Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero ha voluto dare il suo cordoglio per la scomparsa di Elia Finzi e in un comunicato dichiara “Elia Finzi è morto. Al capolinea della vita è sceso un amico, un collega, un punto di riferimento al quale abbiamo guardato con sincera ammirazione”. Anche la redazione di UMDI si unisce al cordoglio per la perdita di un grande giornalista, un grande innovatore e un grande uomo.
18 / 09 / 2012
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