Addio a Giancarlo Bigazzi. L’ultimo dei grandi canzonieri

Addio a Giancarlo Bigazzi. L’ultimo dei grandi canzonieri

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di Stefania Paradiso *

(UMDI UNMONDODITALIANI) A 71 anni è morto Giancarlo Bigazzi, eccezionale autore di canzoni ed ex componente degli Squallor. Alla Badia Fiesolana è stata allestita la camera ardente e domenica mattina si svolgeranno i funerali.

Sul finire degli anni ’60 firma la colonna sonora di brani rimasti nella storia, tra i quali Luglio, scritta per Riccardo Del TurcoLisa dagli occhi blu per Mario TessutoEternità per i Camaleonti e Ornella Vanoni e negli anni successivi testi come Erba di casa mia per Massimo Ranieri e Montagne verdi per Marcella Bella. Quest’ultima racconta: “Mi chiese di raccontargli la mia storia, voleva sapere tutto di me, così nacque il testo”.

Da ricordare anche Giancarlo Bigazzi come componente,per 25 anni, degli Squallor, band formata assieme a Daniele Pace, Totò Savio, Alfredo Cerruti ed Elio Gariboldi.

Negli anni ’80 inizia a scrivere per Umberto Tozzi, portando il cantante a divenire una star a livello internazionale. Impossibile dimenticare canzoni bellissime come GloriaTi amo e Tu.

Negli anni ’90, dopo il grande successo di Self Control di Raf, iniziò a lanciare nel mondo del musica nuovi talenti come Marco Masini (sono di Bigazzi le migliori canzoni del cantante toscano), Paolo Vallesi e Aleandro Baldi.

Per la Bompiani sta per uscire con Il geniaccio, biografia scritta da Aldo Nove, perché Bigazzi “non era un semplice autore e compositore di megasuccessi, ma è stato anche un grande innovatore, produttore e inventore di un nuovo genere alla guida degli Squallor”.

Bigazzi è stato sempre molto attento al sociale, affidando brani intensi ad artisti come Mia Martini (Gli uomini non cambiano) e accusato di essere un ruffiano rispose: “Se ruffianeria vuol dire toccare le corde profonde dell’anima, chiamatemi ruffiano. Non m’importa se si dice che faccio speculazione con le parole, l’importante per me è far venire la pelle d’oca alla gente”.

“Era l’ultimo dei grandi canzonieri – come lo ha definito Caterina Caselli – e chi ama il pop oggi si sente un po’ più orfano”.

Fu proprio Bigazzi a mettere il suo marchio di fabbrica su Si può dare di più, pezzo vincitore a Sanremo interpretato dallo stesso Tozzi, insieme a Morandi e Ruggeri.

E l’avvicinarsi del Festival ci farà sentire ancor di più la sua mancanza.

25 / 10 / 2017

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Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

http://www.minacappussiartista.it/

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