di Angela Perrella –
Sembrava che finalmente si stesse raggiungendo una certa libertà anche in quei Paesi che fino ad oggi non avevano potuto fruirne al 100%; i social network sono davvero arrivati in ogni parte del mondo, anche laddove i regimi totalitari limitano la libertà del proprio popolo. Fino all’altra notte, quando in Tagikistan non è stato più possibile collegarsi a Facebook. I motivi? Non è dato conoscerli
(UMDI UNMONDODITALIANI) Improvvisamente il social network più utilizzato al mondo, Facebook viene oscurato; caos. Se in Italia Facebook ha dei problemi, anche se per pochi minuti, gli utenti vanno su tutte le furie. Immaginate in Tagikistan dove, da un momento all’altro e senza nessun preavviso, il sito è stato spento. L’altra notte, infatti, il servizio comunicazioni del paese facente parte dell’ex Unione Sovietica, ha intimato i provider di bloccare l’accesso al celeberrimo social. L’ordine è pervenuto dapprima in forma orale, poi, su richiesta dei provider tagiki, è Accesso a facebook arrivata l’ordinanza ufficiale in forma scritta. La notizia è stata diffusa in tutto il mondo dall’agenzia di stampa Interfax. È un provvedimento inaccettabile, che “viola i diritti dei consumatori, in questo caso degli utenti internet, e danneggia l’immagine del paese”; è questa la prima dichiarazione ufficiale pervenuta dal Presidente dell’Associazione dei Provider Internet. Ciò che lascia perplessi è, oltre all’immediatezza dell’esecuzione della direttiva, il fatto che la stessa non abbia fornito agli utenti ed ai provider motivazioni chiare e precise circa la necessità di oscurare il social. Una decisione del genere porterà inevitabilmente dietro di sé polemiche e discussioni, dal momento che tutti hanno il diritto di poter usufruire della comunicazione, anche digitale e telematica, per tenersi in contatto con le persone care e, perché no, anche con il restodel mondo. Non si è più nel periodo dell’oscurantismo medievale, nel 2012 non è tollerabile un simile atteggiamento di censura
29 / 11 / 2012
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