di Antonio Rocco –
Addio alle monete da uno e due centesimi di euro. E’ quanto propone l’emendamento, a prima firma Boccadutri, presentato alla cosiddetta manovra-bis. Tra gli emendamenti presentati figurano anche numerose proposte per colmare il vuoto lasciato dai voucher
(UMDI-UNMONDODITALIANI) Preparatevi a dire addio alle monetine da 1 e 2 centesimi, a partire dal 1 gennaio 2018. È quanto prevede un emendamento Pd alla manovra-bis (primo firmatario Boccadutri), in cui si specifica che il risparmio derivante dallo stop al conio è destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. “Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro il primo settembre 2017, – si legge – si stabiliscono le modalità attraverso cui i pagamenti effettuati in contanti sono arrotondati nel periodo di sospensione”. Era più di una volta che la proposta era stata fatta al Parlamento. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, responsabile del conio delle monete su richiesta del ministero dell’Economia, nel 2015 ha prodotto 405 milioni di pezzi, l’84% composto da monete da 1 e 2 centesimi,
rispettivamente 220 e 120 milioni, senza però rendere noto il costo per ciascuna stampa. Secondo delle stime fatte tre anni fa dallo stesso Boccadutri, nel 2013, il costo sarebbe stato di 23 milioni di euro.
Tra gli emendamenti presentati figurano anche numerose proposte per colmare il vuoto lasciato dai voucher. Si va dall’introduzione dei “coupon” per il lavoro a breve termine, firmata Ap, alla “card” per il lavoro saltuario, avanzata dalla Lega, fino a un vero e proprio “libretto famiglia” per pagare le prestazioni occasionali di colf, badanti ma anche insegnanti che danno ripetizioni ai figli a scuola, come chiede il Pd. I compensi non potranno superare i 5.000 euro nel corso di un
anno e, fermo restando tale limite complessivo, le attività occasionali possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 1.500 euro. Ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, non può corrispondere compensi di importo complessivamente superiore a 7.500 euro. La retribuzione oraria è fissata in 12 euro.
15 / 05 / 2017
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