di Luigi Pinna –
Il premier libico Sarraj ha chiarito: “il nostro Paese non accetterà la stabilizzazione dei migranti nei suoi confini: siamo terra di transito, non d’origine”
(UMDI UNMONDODITALIANI) Non sarà consentito l’ingresso della missione navale europea Sophia nelle acque libiche. Il premier ha intenzione di spiegare un comando unico congiunto per ammodernare la flotta libica perché possa svolgere il suo ruolo. Lo ha dichiarato dopo l’incontro col suo omologo Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi per la firma dell’accordo sui migranti. “Voglio dire ai libici che mai e poi mai faremo un accordo che intacchi la nostra sovranità”, ha aggiunto.
L’accordo che il presidente Sarraj e io abbiamo firmato – ha spiegato Gentiloni – da un lato rafforza la cooperazione tra Italia e Libia in tanti settori: c’è bisogno di sviluppo, unità, rinascita, ricostruzione;e dall’altra parte mette tutto l’impegno italiano possibile a sostegno della Libia nel contrasto al traffico di essere umani, nel contrasato all’immigrazione clandestina, di cui entrambi i nostri Paesi sono in qualche modo vittime.; Sarraj ha poi chiarito che la Libia non consentirà che i migranti espulsi vengano “stabilizzati” nel suo Paese, che resta terra di transito e non di origine.
“L’immigrazione clandestina – ha spiegato – è una delle questioni discusse da mesi a livello bilaterale e regionale. E’ una problematica che getta un’ombra su Libia, Italia ed Europa. Ora, però, l’accordo traccia programmi e modalità per la lotta a questo fenomeno, che è un crimine contro l’umanità, e mira a proteggere la vita degli immigrati e a rimpatriarli secondo le norme internazionali”. Lo stesso Sarraj ha poi chiarito che il memorandum consente inoltre di proteggere i nostri confini meridionali, che sono permeabili, e insiste sull’offerta di
aiuti alle guardie costiere, fornendo aiuto umanitario agli immigrati affinché possano essere rimpatriati in maniera umanitaria.
Gentiloni, da parte sua, ha spiegato che la firma dell’accordo è solo un pezzo del progetto da sviluppare. Se ne parlerà venerdì a Malta nel vertice dei capi di Stato e di governo: per dare forza e gambe a questa intesa, oltre all’impegno dell’Italia che lo farà con fondi già messi a disposizione nella legge di Stabilità, serve un impegno economico dell’intera Unione Europea.
03/02/2017
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