ZONE FRANCHE URBANE: AMPIO IMPEGNO DEL SINDACO FANELLI IN FAVORE DI COMUNI INTERESSATI ED IN PARTICOLARE DI CAMPOBASSO di Red.Cro. –
NON E’ POSSIBILE AVERE LO STESSO METRO DI GIUSIZIO SU UN NEGOZIO IN UN PICCOLO CENTRO MOLISANO ED UNO IDENTICO IN UNA GRANDE CITTA’. MERCOLEDI’ 27 GENNAIO UN DOCUMENTO D’INTESA VERRA’ PRESENTATO DINANZI ALLA COMMISSIONE CHE STA CONVERTENDO IN LEGGE IL DECRETO DELLE ZONE FRANCHE
«Siamo disponibili a discutere solo dopo la riformulazione della norma inserita nel decreto milleproroghe, all’esame del Senato.»
 È quanto afferma il sindaco Micaela Fanelli, responsabile delle Politiche Comunitarie Anci e impegnata sinergicamente con il sindaco Di Bartolomeo e il vicesindaco Cimino al tavolo sulle Zone Franche Urbane al Ministero dell’Economia con esperti del Tesoro, dall’agenzia dell'entrate e dello Sviluppo Economico.
«Solo dopo l’abrogazione del decreto milleproroghe ed il ritorno alla formulazione originaria delle zone franche urbane – prosegue il sindaco Fanelli – ci sarà la disponibilità a discutere di correttivi che favoriscano con più forza nuovi insediamenti ed occupazione, a partire da modalità di erogazione dei fondi da definire con un decreto attuativo da assumere d’intesa in Conferenza Unificata. Pur rimanendo pronti a discutere sulle condizioni di assegnazione dei fondi, l’impianto giuridico, con un regime di defiscalizzazione automatico, deve tornare alla situazione precednete al milleproroghe. La reale portata innovativa delle zone franche urbane nell’ordinamento italiano è legata alla defiscalizzazione ed agli automatismi, gli unici strumenti che in determinate aree possono favorire sviluppo ed occupazione. In particolare, nelle zone di Campobasso ammesse all’agevolazione, si può generare un reale rilancio, favorendo soprattutto la nascita di nuove iniziative. Penso non soltanto alle attività commerciali o artigianlai, ma anche a imprse innovative e di giovani che oggi hanno estrema difficoltà a partire, soprattutto per la paura di affrontare i “costi” che il sistema pubblico genera. Il tutto andrebbe coordinato con gli altri strumenti ed interventi esistenti: i bandi di incentivazine per lo start-up e spin-off, gli investimenti infrastrutturali in particolare del PISU, le scelte formative di alta formazione dell’Università, gli impianti a basso impatto ambientale che scommettono sull’abbattimento del costo dell’energia e nuovi processi e prodotti, magari anche capaci di coniugarsi con percorsi di ricerca. In caso contrario non si genera un reale impatti, poiché la sola agevolazione è un appeal insuffciente, e soprattutto non si mostra un percorso di scelte che guardano all’economia del futuro, quella che può svecchiare anche l’attuale tessuto economico locale, troppo basato sul terziario pubblico e privato tradizionale e ancora incapace di cogliere la necessità di un sistema economica che cambia. Sembra “futuribile” e invece deve essere il futuro, per non restarne esclusi. Il ruolo di una buona amministrazione è anche quello di mostrare la via; non solo, (e già sarebbe tanto!), non creare ostacoli all’iniziativa privata ma anche indirizzare gli strumenti pubblici in modo da fare strategia, attraverso un uso coordinato degli stessi e una concertazione con il partenariato ecnomico e sociale.»
Fanelli prosegue lanciando un’ipotesi di lavoro di prospettiva «Ma, passando dall’area dove lo “scatto” dovrebbe essere in avanti, che non può non essere quella dei centri urabi, più propensi, in teoria, al dinamismo, c’è anche un’altra occasione che potrebbe venire dall’inserimento di questa strumentazione di vantaggio nell’ordinamento nazionale. È quella dei comuni delle aree interne, in particolare montane. Comuni rurali dove gli esercizi commerciali e artigianali sono quasi dei presidi “Sociali”. Queste attività economiche vanno “aiutate” con regimi di particolare e significativo favore fiscale. Non sono sufficienti gli attuali strumenti. Un negozio a Pietracatella non può essere paragonato ad un negozio a Brecia, è evidente. Le zone franche rurali in Molise e nelle Regioni simili alla nostra dovrebbero diventare una battaglia dei diversi rappresentanti istituzionali. Per ora è solo una idea, che sta marciando anche grazie ad alcuni sensibili soggetti del partenariato. Dovremmo, lavorando insieme, provare a farla diventare qualcosa di più.»
La responsabile Politiche Comunitarie ha anche preannunciato che l’Anci presenterà alla Commissione Affari Costituzionali del Senato un’emendamento per chiedere il rirpistino del regime di esenzione totale. «Il documento sarà illustrato durante l’audizione che avremo mercoledì 27 gennaio prossimo davanti alla Commissione che sta convertendo in legge il decreto.»
UN MONDO D'ITALIANI -- ITALIAN INTERNATIONAL DAILY MAGAZINE
Il Giornale Quotidiano Internazionale, diretto da Mina Cappussi,diffuso in ogni angolo del pianeta in cui vi sia una comunità italiana, sede di STAGE FORMATIVI per l’Università Roma Tre, collabora con l’emittente televisiva TRSP con il programma omonino UN MONDO D’ITALIANI visibile a breve in chiaro e su SKY in tutto il mondo, associato al quotidiano ORA ITALIA della Patagonia Argentina e all’emittente radiofonica pubblica del sud America, Radio Nacional.Nata come LRA, Estación de Radiodifusión del Estado, ha trasmesso per la prima volta il 6 Luglio 1937dall’ufficio di Posta e Telegrafia nella città di Bs.As.Oggi è più conosciuta come Radio Nacional e trasmette da Viedma a Ushuaia, da Bs. As a Formosa; ha sottoscritto un accordo con Radio Emilia Romagna, RER, per il programma Ora Italia su 93.5 FM
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31 / 01 / 2010
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