Tennis, Roland Garros: ennesimo trionfo per Nadal, sconfitto Thiem in finale

di Andrea De Marco -

Lo spagnolo vince ancora a Parigi superando in quattro set l'austriaco(in 3 ore di gioco). Per Rafa è lo Slam numero 18 in carriera, dodicesimo Roland Garros.

(UMDI-UNMONDODITALIANI) C'era la Décima, poi venne la Duodécima. Gli daranno le chiavi di Parigi, a questo punto, allo spagnolo? Perché il 18° Slam di Rafa Nadal ha il sapore della leggenda: ben 12 li ha presi al Roland Garros. "E' un sogno, lo era già giocare la prima volta qui nel 2005, non pensavo a quel tempo di poter essere ancora qui oggi, nel 2019. E' un torneo molto speciale per me". Ci ha provato, Dominic Thiem, l'identico sfidante del 2018 al quale va comunque l'onore delle armi: rispetto a un anno fa ha vinto un set, ma quando si poteva immaginare una partita pari lo spagnolo ha alzato ulteriormente il livello, e il duello - fin lì solo muscolare - è praticamente finito. Lo spagnolo s'è fatto trovare pronto al momento del bisogno: un'annata grigia, fino a Roma, dove ha ottenuto la prima coppa dell'anno. E, ora, Parigi. Ode al re della terra, dunque. Oggi e per sempre. Di seguito, il racconto nel dettaglio della finale. Nadal b. Thiem 6-3, 5-7, 6-1, 6-1 in tre ore e un minuto.

Il match

Chi si attendeva una partenza a razzo di Nadal resta deluso: anche Thiem è bello carico, e gli scambi sono sin da subito durissimi. Si va al primo vero cambio, sul 2-1, con Nadal in vantaggio. Nessuna palla break, ma scambi tirati. Ottime accelerazioni, recuperi ancora più grandi: l'inizio della finale è di alto livello. Si arriva sul 2-2. Nadal al servizio: s'invola sul 30-0, poi torna Thiem e ottiene la prima palla break, dopo venticinque minuti di gioco, e l'ottiene. Si va al riposo sul 3-2 per l'austriaco. La prima sensazione è che sia Nadal, quello in difficoltà, contro la fisicità del 25enne sfidante. Stavolta lo spagnolo soffre le rotazioni dell'austriaco, alte come le sue, piene di effetto. A posteriori si cominciano a comprendere il perché dei problemi di Djokovic nella semifinale persa sabato. Ma la reazione è immediata: un colpo sbagliato, una disattenzione di Thiem ed ecco lo spagnolo sul 3-3. La novità è che i servizi non sono più così efficaci: Thiem si procura un'altra palla break, che però spreca con una risposta in rete. Il game continua, con Thiem che strappa applausi: è lui che fa il Nadal, con dei recuperi prodigiosi. Lo spagnolo deve profondersi, per tenere il servizio, e si va al nuovo minuto di stop sul 4-3 Nadal e 46 minuti di battaglia. Al ritorno in campo Nadal è più aggressivo e, con una controsmorzata con i fiocchi, ipoteca il break e quindi il set, sul 5-3 in suo favore, che ottiene dopo 53 minuti. Bisogna dare atto a Thiem che ricomincia come se nulla fosse accaduto: due aces, e inizia a condurre la seconda manche della finale. Ma Nadal non gli è da meno, e pareggia con autorevolezza: 1-1. È davvero una sfida di sciabolate, e nessuno dei due vuol essere di meno dell'altro: si continua seguendo i turni di servizio: 2-1 Thiem. Nella gestione delle battute resta migliore quella di Nadal che, di nuovo a zero, fa 2-2. Nulla accade, Thiem tiene a debita distanza lo spagnolo: 3-2 per lui. Tocca a Nadal servire e, per la terza volta consecutiva, non concede punti all'avversario: 3-3. Thiem comunque fa il suo lavoro: 4-3 e stop. Questo set fila via più veloce, forse i due finalisti cominciano a risentire della fatica del primo set: hanno oggettivamente speso molto fisicamente. Thiem interrompe la striscia di punti consecutivi di Nadal sul proprio servizio, ma non l'inerzia, e l'equilibrio continua: 4-4. Ottima gestione di Thiem, poi, e l'austriaco si porta sul 5-4, ed ora si entra nella fase calda del set. Ma se Nadal non trema (servizio a zero), gli fa eco Thiem: anche per lui turno a zero. E si assicura il tie-break, quantomeno. Ma cosa succede? Che Nadal, per la prima volta, si trova sotto nel proprio turno di servizio: 15-40, e sono due palle set. A Thiem è sufficiente la prima e, a giudicare dal boato del pubblico, si capisce con chi sta la gente del Roland Garros. 46 minuti di gioco e un set pari. Che finale. Appagato, o distratto, Thiem riprende male e si trova a dover fronteggiare uno 0-40 inatteso per lui e giocato malissimo. Nadal parte subito con un break, 1-0 per lui. Questi sono i numeri uno: non abbassano mai il livello, e reagiscono mettendo ulteriore pressione agli avversari. 2-0 Nadal con autorità. Thiem accusa il colpo, è in confusione ed è uscito dal match: 3-0 Nadal, con due break a favore. È bastato un momento di rilassatezza mentale di Thiem, uno solo, e lo spagnolo ha preso il largo. Fino al 4-0, e poi il primo game austriaco del terzo set. Ma non rallenta la fuga di Nadal, incontenibile: 5-1. Tanto da prendersi di nuovo il servizio del rivale, e chiudere 6-1 in altri 24 minuti di gioco. Ora a Thiem tocca resettarsi per tentare quello che non è mai riuscito a nessuno: rimontare Nadal in una finale del Roland Garros. Un tentativo c'è, di Thiem: si procura una palla break, ma non riesce a concretizzarla. E quando poi tocca a lui servire, cede di nuovo e la situazione ora è disperata: sotto di un set, e di un break. Thiem non si arrende, ma non sfrutta un'altra palla break. Ne ottiene ancora una, ma la sua risposta di rovescio si spegne in rete. E forse l'ultima speranza della sua finale. Nadal s'invola sul 3-0. Chi non si sarebbe rassegnato, a questo punto? Lo spagnolo, ormai libero e leggero, si prende totalmente il campo. Thiem appare impotente, pieno di dubbi e privo di un qualche schema da opporre. Resta in campo fisicamente, e questo gli va dato atto, ma per salvare più l'onore che il match. Recupera da 0-40, e si prende un game che gli evita un parziale da disfatta: siamo sul 3-1 Nadal. L'austriaco continua a cercare una qualche soluzione, ma non c'è più tempo: il padrone del match è Nadal, ormai a solo due giochi dal trionfo. Che arrivano senza sorprese: 6-1.

10 / 06 / 2019

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