Gentilissime Signore Ministre,
rivolgiamo principalmente a Voi la presente lettera perché per ovvi motivi sicuramente avete piena coscienza di quanto andremo a dire, e pertanto più degli altri componenti del Governo saprete fornirci le risposte adeguate ai nostri interrogativi e saprete intervenire in maniera convincente per porre rimedio ad una norma che colpisce le donne per il solo fatto di essere tali.
Come Vi è ben noto, l’apparato genitale femminile va incontro, dalla pubertà alla menopausa, a modificazioni cicliche regolari, il ciclo mestruale, cioè l'insieme dei meccanismi che portano la donna all'ovulazione e che avviene sotto il controllo dell'ipofisi (una ghiandola situata alla base del cervello, che fabbrica gli ormoni necessari all'ovulazione), e dell'ipotalamo (anch'esso situato nel cervello, che regola la produzione degli ormoni da parte dell'ipofisi).
Il ciclo mestruale dura in media 28 giorni e si divide in due fasi.
Nella prima fase, che va dal primo al 14° giorno del ciclo, l'ipofisi produce due ormoni, l'FSH (follicolo-stimolante) e l'LH (luteinizzante). Il primo serve a far giungere a maturazione il follicolo, una specie di sacchetto contenente la cellula uovo, e a stimolare lo stesso follicolo a produrre gli estrogeni (gli ormoni che rigenerano la mucosa uterina sfaldatasi dopo l'ultima mestruazione, e che stimolano l'ipofisi a produrre l'LH). E' proprio l'elevata concentrazione dell'ormone luteinizzante a provocare l'ovulazione: il follicolo scoppia facendo fuoriuscire la cellula uovo che entra nelle tube di Falloppio (piccoli condotti che collegano l'ovaio all'utero) ed è pronta ad essere fecondata da uno spermatozoo.
Nella seconda fase del ciclo mestruale, nel caso sia avvenuta la fecondazione, la parte del follicolo che è rimasta nell'ovaio (il corpo luteo) inizia a produrre, oltre agli estrogeni, anche un altro ormone, il progesterone: quest'ultimo prepara la mucosa dell'utero a ricevere l'uovo fecondato, favorendo l'immagazzinamento di sostanze nutritive e un maggior afflusso di sangue. Nel caso invece l'uovo non sia stato fecondato, il corpo luteo degenera e cessa la produzione di ormoni. Parte della mucosa uterina si stacca e viene espulsa assieme all'ovulo non fecondato, dando origine ad una perdita di sangue che dura alcuni giorni e che non è altro che la mestruazione…. l’argomento che qui interessa.
Nella maggior parte delle donne la prima mestruazione si verifica nell'età compresa tra i 10 e i 16 anni. Quando la prima mestruazione compare prima dei 10 anni si parla di pubertà precoce, mentre quando compare tra i 16 e i 18 anni si parla di ritardo puberale o menarca ritardato. La mancata comparsa della mestruazione oltre i 18 anni di età viene definita amenorrea primaria.
Ebbene, Gentili Ministre, come a Voi è certamente chiaro, le donne non possono scegliere se avere o meno le mestruazioni, ma le hanno punto e basta, e sebbene esse siano il mezzo che hanno per procreare, quindi è un dono prezioso, spesso sono costrette a sopportare alcune patologie delle quali certamente farebbero a meno, e vale a dire la dismenorrea e, molto peggio, la endometriosi.
La dismenorrea è una mestruazione particolarmente dolorosa di cui soffre ben il 60% e più delle donne, mentre una percentuale fortunatamente minore accusa dolori talmente importanti, nel corso dell'evento mestruale, da dovere sospendere il lavoro o qualsiasi altra attività.
L’endometriosi invece, secondo una stima fatta da talune associazioni nate per sostenere le donne che ne sono affette, colpisce il 10-17% delle donne in età fertile, ma soltanto una percentuale molto più bassa sa di esserne affetta. Infatti l'endometriosi è una malattia non soltanto sconosciuta alla maggior parte della gente, ma poco nota anche in ambito sanitario. Essa può manifestarsi con sintomi diversi. A volte predomina il dolore, in altri casi una sterilità o danni ad altri organi (ad es. reni, intestino), provocando lesioni progressive d’organi interni, spesso senza essere diagnosticata.
Insomma, dismenorrea ed endometriosi sono malattie che il Governo dovrebbe sostenere attraverso una adeguata ricerca medica e comunque non ritenendone colpevoli le donne che ne soffrono.
Eppure, Signore Ministre, il decreto-legge 112/2008, coordinato con la legge di conversione 6 agosto 2008 n. 133, ha stabilito all’art. 71 (una delle norme contro i “fannulloni”) una “tassa sulla malattia”, ed ha inteso includervi anche i giorni di assenza dal lavoro delle donne colpite dalle menzionate patologie.
Per questo Governo quindi la malattia è una colpa…. e sembra essere una colpa anche essere donna!!
Eppure assicuriamo che le nostre colleghe che soffrono di dismenorrea o di endometriosi acute donerebbero volentieri tali patologie agli estensori di quell’art. 71 piuttosto che essere costrette ad assentarsi dal servizio per una malattia non voluta né da loro provocata, e di doverne anche pagare le conseguenze in forma economica.
Beh, cosa chiediamo a Lor Signore? Semplicemente una Vostra opinione a riguardo, che non mancheremo di pubblicizzare, ed più che altro un Vostro fattivo impegno per modificare una norma assurda che ha abbandonato il principio fondante di punire i finti malati traducendosi in un sistema per fare cassa ai danni di chi dovrebbe essere invece tutelato dallo Stato!
In attesa di cortese riscontro, si inviano Distinti Saluti.
Il Segretario Generale del Co.I.S.P.