S. Nicola da Tolentino era vegano. I segreti del Vanvitelli nella Chiesa di Cristo a Venafro di Carlo Brunelli

di Franco Valente -

Carlo Brunelli ha lavorato alla reggia di Caserta a stretto contatto con Luigi Vanvitelli. Per questo motivo c'è un'influenza vanvitelliana nell'architettura della Chiesa di Cristo a Venafro, vicinissima alla residenza reale dei Borbone

(UMDI-UNMONDODITALIANI) Poco si conosce di Carlo Brunelli (Firenze, ? -Caserta, 1806) ma le notizie rintracciate evidenziano che egli fece parte attiva della cerchia dei grandi artisti che lavoravano nella Reggia di Caserta a diretto contatto con Luigi Vanvitelli. Proprio questa circostanza è un’ulteriore conferma della diretta contaminazione vanvitelliana nell’architettura della chiesa di Cristo di Venafro che, peraltro, si trovava a poche decine di metri dalla residenza reale dei Borbone.

Seconda bibliografica

Dalla scheda bibliografica (Maria Carmela Masi) sappiamo che era fratello dello scultore Angelo Maria (1740-1806) e figlio di Domenico Brunelli, aiutante di Luigi Vanvitelli nella fabbrica della Reggia di Caserta. Null’altro si conosce di Carlo Brunelli fuori di Caserta e di Carditello, se non il quadro principale della chiesa di Cristo e due ovali che gli vengono attribuiti nella chiesa di S. Agostino in Venafro con la rappresentazione dei due miracoli di S. Nicola da Tolentino. I due tondi sono firmati da C. B. 1788. S. Nicola da Tolentino è vestito con l’abito nero degli Eremitani di S. Agostino. Sul petto appare un astro radiante che ricorda quando, in sogno, vide una stella sorgere da S. Angelo in Pontano, sua città di origine, e fermarsi sull’oratorio degli Agostiniani a Tolentino, dove sarebbe stato sepolto dopo la morte.I due ovali venafrani si riferiscono a due episodi della sua esistenza.Nel primo si vede consegnare ad un suo confratello un panno dal quale escono fiori. Sullo sfondo una donna un bimbo ed vecchio richiamano la sua costante attività in soccorso dei poveri. Il secondo ovale è relativo al cosiddetto miracolo delle palombe. Il santo per tutta la vita evitò di mangiare carne, uova, latticini e frutta. Mentre era infermo gli furono servite due palombe arrostite. Nella raffigurazione si vede il santo disteso su un letto mentre un monaco sta per servirgli due colombe che, resuscitate, volano verso l’alto.

11 / 09 / 2019

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