Picchi (PdL) a Italia chiama Italia, candidato a Sindaco di Firenze: "La Fondazione Italiani nel Mondo di De Gregorio? Staremo a vedere"
- di Francesca Toscano -
“Se il partito dovesse scegliermi come candidato del centro destra a sindaco di Firenze sarei onorato,

ma anche se non dovesse accadere sosterrei comunque il candidato della mia coalizione. Quello che ci interessa è ribaltare il risultato in una
città ‘rossa’ come Firenze”. Con queste parole
l’on. Guglielmo Picchi, deputato del Pdl per la circoscrizione Europa, commenta le voci di una sua probabile candidatura alle prossime elezioni nel capoluogo toscano.
Per il momento “l’idea è stata presentata da alcuni amici” spiega Picchi “e bisogna discuterne con il partito”. Amici che, grazie a Facebook, stanno verificando il sostegno che avrebbe la candidatura dell’esponente del Pdl e a quanto pare i riscontri sono positivi, anche da quello che emerge dal sondaggio telefonico fatto da un giornale di Firenze: “Sono al terzo posto tra i candidati del centro destra, a pochissimi voti dal secondo”, ha raccontato Picchi.
A colloquio con Italia Chiama Italia, il deputato del Pdl ha precisato che quello per gli italiani all’estero “è’ un impegno che io in ogni caso comunque porterei avanti”. E parlando della Fondazione Italiani nel mondo di De Gregorio ha detto: “Rispetto a queste organizzazioni non ho nessuna preclusione, ma le giudico sui fatti, se portano dei risultati ben vengano”.
On Picchi, si parla di una sua candidatura a sindaco di Firenze, è vero?
Diciamo che c’è un folto gruppo di amici di Firenze che ha presentato questa idea di candidarmi sindaco. E’ una cosa che mi onora e chiaramente mi piacerebbe fare, non mi tiro certo indietro. Ovviamente c’è da discuterne all’interno dello schieramento e del partito per indicare chi è la figura più idonea per cercare di vincere in una città che tradizionalmente ‘rossa’. Per cui fermo restando la mia disponibilità, l’onore e il piacere nel tentare questa avventura rimane sempre il partito che deve decidere.
In che modo sta sondando il terreno? Su Facebook c’è già un gruppo di sostegno per lei...
L’ipotesi di Facebook l’ha portata avanti questo gruppo di amici che volevano verificare se esisteva un sostegno più o meno ampio sia a Firenze che anche fuori, per avere una condivisione politica. Anche io mi sono mosso per cercare questo sostegno, senza tirarmi indietro. A lato dell’impegno degli italiani all’estero mi sono sempre occupato della città di Firenze, con tutte le iniziative di partito che avvengono sul territorio. Per ora siamo ancora in una fase di continuità con quello che ho sempre fatto. Il discorso di Facebook è per segnalare in maniera più forte questo mio impegno nel partito.
Ci spiega questa storia dei messaggi che chiedono se la vogliono come Sindaco?
Un giornale di Firenze ha lanciato per le primarie del centro destra questa iniziativa per cui i cittadini potevano indicare le preferenze per il loro candidato ideale. Abbiamo utilizzato anche questo strumento. Il sondaggio sta andando abbastanza bene, sono al terzo posto tra i candidati del centro destra, a pochissimi voti dal secondo. Se il trend continua così lo supero: secondo posto alla mia portata di mano.
Quale candidato potrebbe temere di più?
All’interno del centro destra si è parlato sempre, senza mai fare mistero, di una candidatura dell’on. Bonaiuti e per noi sarebbe quello che sicuramente potrebbe vincere tra tutti i candidati del centro destra con più facilità a Firenze. Ancora non ha voluto sciogliere questa riserva, se sarà o meno lui. Io spero di sì, perché significherebbero buone probabilità di vincere. Se dovesse tirarsi indietro io sono disponibilissimo ad andare avanti. Non temo un candidato, qui si lavora tutti per cercare di ribaltare un risultato che va avanti da quindici anni.
Dominici, eletto per due mandati consecutivi è un ex Ds, secondo lei che possibilità ha il Pdl?
Diciamo che in città si respira un pesante malcontento per delle scelte dell’amministrazione comunale che non vengono condivise dalla collettività. C’è un forte malessere, da lì a riuscire a tradurre questo in consenso per un centro destra alternativo ce ne vuole. Negli ultimi tempi poi c’è stata una bufera giudiziaria che ha portato alle dimissioni di un assessore, molti sono indagati e hanno avuto avvisi di garanzia, per cui anche di fronte all’opinione pubblica fiorentina c’è un Pd in affanno per come ha amministrato, ma anche per guai giudiziari. Alle primarie poi ci sono quattro candidati del Pd che si contendono la poltrona di sindaco, creando delle divisioni e delle lacerazioni all’interno del centro sinistra che lasceranno il segno. I fiorentini si trovano davanti una cattiva amministrazione, guai giudiziari, divisioni totali dei candidati che pongono posizioni di forte discontinuità con quelli di Domenici. L’elettore è in forte imbarazzo e questo secondo me con un buon programma e le idee giuste che noi abbiamo si potrebbe ribaltare il risultato.
Questo come cambierà il suo impegno con gli italiani all’estero?
Il mio impegno per gli italiani all’estero è totale, però mi sono sempre impegnato anche per la città di Firenze coniugando molto bene questi due tipi di impegni. Certo se dovessi diventare sindaco di Firenze si creerebbero dei problemi di incompatibilità dei mandati. Tramite la promozione di Firenze però potrei cominciare a fare del bene alle comunità di italiani all’estero. E’ un impegno che io in ogni caso comunque porterei avanti.
Cosa ne pensa della proposta della riforma dei Comites presentata dall’on. Zacchera?
Quella di Zacchera sostanzialmente è la stessa proposta che io avevo depositato qualche giorno prima, con delle modifiche sulle funzioni dei Comites che io avevo volutamente omesso per una più rapida approvazione. Le aggiunte fatte da Zacchera sono abbastanza condivisibili. La riforma dei Comites deve essere condivisa, non c’è nessuna preclusione nei confronti di nessuno, a maggior ragione per quella di Zacchera che è al 95% identica alla mia.
Cosa ne pensa della Fondazione Italiani nel mondo di De Gregorio?
Non ho ben capito cosa vogliono fare, con chi e dove vogliono andare. Io aspetto: se fanno qualcosa di buono per gli italiani all’estero bene, altrimenti è una delle tante iniziative che nascono e poi bisogna vedere dove arriveranno. Rispetto a queste organizzazioni non ho nessuna preclusione, ma le giudico sui fatti, se portano dei risultati ben vengano altrimenti non cambia nulla perché sono iniziative private che non utilizzano soldi pubblici.
Ha avuto modo di confrontarsi sulla vicenda di Eluana con gli italiani all’estero con cui è in contatto? Avevano seguito il caso? E che idea si sono fatti?
Su Eluana non abbiamo avuto gran che occasione di confrontarci. Nella conferenza che ho tenuto a Londra volutamente abbiamo deciso di non parlarne, anche se l’argomento è stato affrontato quando ci è giunta la notizia della scomparsa di Eluana. Secondo me l’argomento è stato molto politicizzato in Italia. All’estero ho notato quello che ho visto anche in Italia: la coscienza non è una cosa di cui i partiti si possono appropriare. Ho sentito grande considerazione di sostegno al padre, ma anche critiche per la sentenza.
Ma lei era favorevole al ddl salva Eluana?
Quello al Senato non sarebbe stato un voto facile, volevo vedere il testo finale. In linea di principio sono per salvaguardare la vita umana. Invidio tutti quelli che hanno preso una posizione a favore o contro senza dubbio di sorta. Io dubbi ne ho e cerco di guardare la vicenda da tutti i lati e di comprendere i diversi punti di vista.
Secondo lei com’è spiegabile che la sera che è morta Eluana il GF9 abbia avuto il boom di ascolti? E che Mediaset non abbia cambiato il palinsesto, mandando in onda un programma commerciale?
Secondo me si era creato un interesse morboso nei confronti della vicenda ed è stato giusto che dopo la morte di Eluana sia calato il silenzio, anche per stemperare gli animi e i dibattiti. Infatti sono contento che sia stato ritirato il ddl, che anche se verrà discusso a breve termine, avremo tempo di riflessione su quello che andremo a fare. Io ci penserò molto prima di formulare il mio giudizio.
Da- Italia chiama Italia
UN MONDO D’ITALIANI - Italian International e-magazine Network
diretto da Mina Cappussi
12 / 02 / 2009
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