OLIVER LUSTIG, 84 ANNI, EX DEPORTATO SOPRAVVISSUTO A BIRKENAU. A BOJANO IL RACCONTO DELLE ATROCITA’ PER L’ASSOCIAZIONE FALCO. di Alessio Papa *
“I CANTIERI DELLA MEMORIA” ORGANIZZATO DALLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO, ASSESSORATO ALLA CULTURA E DA BOULE'. PER I BISOGNI FISIOLOGICI CI FU CONSEGNATO UN RECIPIENTE CHE DOVEVA SERVIRE PER CIRCA TRENTA-QUARANTA PERSONE, CHE DOVEVANO USUFRUIRE DEI SERVIZI NELLA PIÙ UMILIANTE PROMISCUITÀ. IL VIAGGIO CON IL TRENO MERCI VERSO IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI BIRKENAU. LUSTIG HA AUTOGRAFATO LE COPIE DEL SUO RACCONTO “CUORE SANGUINANTE”. L’ESIGENZA DI FAR MEMORIA DIVIENE UNA RAGIONE DI VITA. RIPARTIRE DAL CUORE E DALLA SENSIBILITÀ DEI RAGAZZI
Nell’ambito delle manifestazioni dedicate alla giornata della memoria e al ricordo degli orrori della Shoah, una apprezzata iniziativa, I Cantieri della Memoria, è stata realizzata dalla Provincia di CAmpobasso, Assessorato alla Cultura e alle POlitiche Giovanili, in collaborazione con l'associazione Boulè di Maria Laura Lolli. La Settimana della Memoria ha fatto tappa a Bojano, lo scorso 28 gennaio, grazie all’ Associazione Falco di Bojano (CB), sodalizio impegnato nella tutela dell’ambiente, ma con un background caratterizzato da solide radici socio-culturali, che ha raccolto l’invito della dr .ssa Lolli, grazie alla grande attenzione e all’entusiasmo del parroco, don Adriano Cifelli.
Presso la chiesa di Sant’Emidio a Monteverde, dunque, si è tenuto, organizzato da Boulè, un incontro con il dott. Oliver Lustig, deportato a Birkenau, testimone oculare della tragedia dei campi di concentramento,. “ Chi saprà mai quello che mi è capitato qui?” recitava una frase anonima scritta su una pietra da un prigioniero del campo di Auschwitz. Proprio per non dimenticare quegli orrori, ed analizzare le cause che li hanno determinati, in moltissimi Stati il 27 gennaio viene celebrato il Giorno della Memoria. Questa esigenza di far memoria diviene una ragione di vita per coloro che come Lustig hanno sperimentato sulla propria pelle le atrocità dello sterminio ed hanno perso gli affetti più cari. Nell’ambito del progetto “ I cantieri della memoria” organizzato dall’Assessorato alla Cultura e alle Politiche giovanili della Provincia di Campobasso, il dott. Oliver Lustig è giunto in Molise per portare la sua testimonianza ed il suo messaggio di pace e di speranza.
 Il 28 gennaio ha incontrato la comunità di Bojano nell’ampio salone della chiesa di S.Emidio, dove è stato accolto da un nutrito gruppo di parrocchiani, giovani, anziani, maestri ed alunni dell’Istituto comprensivo. Dopo i saluti e le parole di ringraziamento del parroco è stata proiettata una parte della rappresentazione realizzata lo scorso anno dai ragazzi dell’Istituto comprensivo di Bojano (CB) proprio per il giorno della memoria. Le immagini ed il trasporto degli alunni, sempre molto sensibili al tema della memoria, hanno commosso il dott. Lustig, privato come tanti altri suoi coetanei della spensieratezza degli anni più belli.
La d.ssa Lolli ha presentato all’uditorio lo straordinario ospite  tracciandone un breve profilo biografico, evidenziandone in particolare le ferite ancora dolorose della perdita degli affetti familiari. Il dott. Lustig ha salutato cordialmente i presenti rivolgendo accorate parole di augurio ai ragazzi delle scuole, ricordando loro che aveva la stessa età quando avvenivano gli orrori dell’olocausto. Come tantissime altre volte ha nuovamente ripercorso la sua tragedia personale cominciando proprio dall’inizio, dall’indimenticabile viaggio verso lo sterminio. Con l’aiuto delle immagini e di una brava e premurosa interprete ha descritto il terrificante viaggio verso l’ignoto, un viaggio in treno durato quattro giorni e tre notti.
Le condizioni erano a dir poco disumane, con vagoni stipati di  persone pigiate l’una addosso all’altra senza finestre e solo con delle piccole aperture; in pratica si trattava di carri bestiame. Non è stato distribuito nulla da mangiare, solo un secchio di acqua da servire per circa cinquanta persone; qualcuno aveva portato con sé qualche panino, ma non immaginava che il viaggio fosse così lungo. Per i bisogni fisiologici è stato consegnato un recipiente che doveva servire per circa trenta-quaranta persone, che dovevano usufruire dei servizi nella più umiliante promiscuità e mancanza di riservatezza.
Dopo estenuanti disagi ed inimmaginabili sofferenze si è infine giunti al campo di concentramento di Birkenau dove l’orrore doveva purtroppo ancora cominciare. Il campo aveva infatti la funzione di sopprimere fisicamente i suoi ospiti che, con l’inganno, venivano avviati verso lo sterminio nei forni crematori; venivano fatti spogliare dicendo loro che dovevano farsi una doccia. Talvolta erano trasportati con dei furgoni camuffati da automezzi della croce rossa; i vestiti venivano riutilizzati come tutte le proprietà ed i valori degli ebrei.
Al termine di questa emozionante rievocazione il dott. Oliver Lustig ha risposto ad alcune domande del pubblico sempre con precisione e ricchezza di particolari. Poi quando un ragazzo gli ha chiesto come avesse  fatto a sopravvivere, il dott. Lustig ha risposto che è stata solo fortuna; un velo di emozione si è visto nei suoi occhi ed una leggera esitazione si è percepita chiaramente nel tono delle sue parole.
Avrà sicuramente ripensato alla fortuna che è mancata ai suoi cari, al papà, alla mamma, a due fratellini e a due sorelline, ma anche ai tanti amici e conoscenti che non ce l’avevano fatta.
E’ certo doloroso dover rievocare continuamente quei momenti, riaprire ferite mai completamente rimarginate, ma la missione di chi come Lustig ha sofferto gli orrori dell’olocausto, seppur dolorosa è proprio quella di rievocare, di ricordare affinché  simili atrocità non si ripetano mai più. Il rischio che non si impari dagli errori della storia è infatti tuttora presente e non è affatto da sottovalutare; il dott. Lustig ha giustamente ricordato che non è da escludere con certezza che simili cose non si ripetano in futuro e che ancora oggi vi sono nazioni che negano l’olocausto.
Al termine dell’incontro Oliver Lustig ha autografato le copie del suo racconto “Cuore sanguinante” in cui ripercorre le tappe del suo dramma e si è affabilmente intrattenuto con i ragazzi. Nei suoi occhi brillava una luce particolare, probabilmente era la consapevolezza di aver svolto la sua missione, la certezza che i  suoi cari non sono morti invano.
E’ da qui che bisogna ripartire, dal cuore e dalla sensibilità dei ragazzi; è negli occhi e nell’innocenza di questi giovani che dobbiamo seminare il rispetto dell’altro, la solidarietà, la dignità dell’essere umano, prima che sia troppo tardi.
* Presidente Associazione socio-ambientalista Falco
tutte le foto sono del Sig. Lustig, gentilmente messe a disposizione di UN MONDO D'ITALIANI.
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