NineEleven/New York 2001: una “lacer/azione” di Roberto Alborghetti per non dimenticare

di Mina Cappussi e Stefania Paradiso -
“Nessuna situazione di ingiustizia, nessun sentimento di frustrazione, nessuna filosofia o lacer/azione nineEleven religione possono giustificare una tale aberrazione. Ogni persona umana ha diritto al rispetto della propria vita e dignità, che sono beni inviolabili. Lo dice Dio, lo sancisce il diritto internazionale, lo proclama la coscienza umana, lo esige la convivenza civile”. Giovanni Paolo II
(UMDI UNMONDODITALIANI) Non esiste una data che si sia impressa così profondamente nella memoria collettiva come l'11 settembre 2001. L'attacco alle Torri Gemelle di New York è stato così sconvolgente per tutti da segnare in maniera indelebile quel giorno e quel mese del calendario, tanto da rendere superfluo specificare l'anno in cui quello schianto terribile avvenne.
Storie in cui il senso irrimediabile della perdita e la tristezza si mescolano a nuove,11 settembre 2001 insospettabili energie di rinascita per una vita tutta in salita, da ricostruire dopo quel drammatico evento.
Quel giorno tutto è cambiato. Nuove paure, insicurezze, disegni geopolitici ed economici, ma anche nuova forza e voglia di ricostruzione.
Nel decimo anniversario della strage, Roberto Alborghetti dedica una sua “lacer/azione” al ricordo dei 3.000 morti nell'attentato terroristico.
Un'immagine per ricordare. Un'immagine per non dimenticare. E' dedicata ai caduti dell'11 settembre 2001, nella strage delle Torri Gemelle, la nuova opera realizzata da Roberto Alborghetti per il suo progetto “Lacer/azioni”. Il decimo anniversario di una delle più atroci tragedie della storia contemporanea – 2974 i morti ufficialmente registrati – è riletto nella particolarità di un “artwork” che Roberto Alborghetti ha preso, come sua abitudine, direttamente dalle “lacerazioni” cartacee dei manifesti strappati o decomposti sui muri delle nostre città.
lacer/azione di roberto alborghettiL'immagine scelta per ricordare i caduti dell'11 settembre - “colta” da un cartellone pubblicitario a Milano,in via G.B. Vico - reca colori, forme e linee che richiamano, in un movimento vorticoso, l'atmosfera apocalittica di quella tragica giornata. Dopo l'attacco terroristico aereo, le Twin Towers del Word Trade Center di New York crollarono a terra, sollevando morte, distruzione e rabbia.
L'immagine – realistica, assolutamente casuale, come lo sono del resto tutte le oltre 30.000 immagini raccolte da Roberto Alborghetti nella sua ricerca sulla “(pubbli)città strappata” - è così “spiegata” dal suo autore: “Il rosso, del sangue e del fuoco, sprofonda dall'alto verso il basso, tracciando scie di morte e di dolore che, tra fumo e detriti, scemando nel grigio dei tralicci di acciaio e cemento armato, dove ancora la vita non è ancora stata sconfitta. E dove, la disperazione dei vivi, diventa desiderio di fare memoria dei morti, affinché altro sangue non sia versato”.
L'immagine è riprodotta su tela pittorica ed ha una dimensione di cm.42x62. Alcuni parti sono state trattate e rivestite da un leggero strato di resina. La stessa immagine è stata riprodotta anche su tessuto di seta, confezionata comeattacco alle torri una sciarpa grazie a Bruno Boggia, il noto textiles designer di Como, che ha all'attivo collaborazioni con i più affermati stilisti internazionali. Intitolata “NineEleven/New York 2001”, la “lacer/azione” di Roberto Alborghetti fa parte della serie “Vittime & Martiri / Le tracce del sangue”, dedicata al ricordo di chi è perito durante le pagine più buie e dolorose della storia umana.
Tela e sciarpa potranno essere ammirate dal pubblico a Londra, dal 14 al 16 ottobre prossimi, durante la “Parallax AF”, in programma a La Galleria / Royal Opera Arcade, nella centralissima Pall Mall. Roberto Alborghetti ha avuto infatti l'onore di essere selezionato dal curatore dell'evento, Chris Barlow, che l'ha espressamente invitato vittimeall'esposizione londinese durante la nota rassegna internazionale Frieze Art.
Quel giorno, quel dolore, quel colore è rimasto impresso in ognuno di noi in maniera diversa eppure indelebile. Qualunque sia la versione o l’interpretazione che si voglia attribuire all’evento dopo dieci anni è ancora vivida e forte, dolorosa e commovente la scena, il fumo, il colore, il dolore, il pianto e lo strazio di quanti hanno perso la vita, i loro cari, le loro certezze. A noi solo il compito di rammentarli, con tutto il rispetto e il tatto che alcune situazioni richiedono.
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mi dispiace, perdono, grazie, ti amo


05 / 09 / 2011


 






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