Muore Giuseppe Galasso: lo storico che riscoprì Croce

di Romina Nocera -

Studioso del Regno di Napoli e fervido interprete di Benedetto Croce, lo storico Giuseppe Galasso si spegne a Pozzuoli a 88 anni. Mattarella: “alla vastissima cultura sapeva unire una ricca umanità e una incrollabile passione civile”

(UMDI-UNMONDODITALIANI) Grande appassionato di storia e vivace intellettuale, Giuseppe Galasso, studioso napoletano, è scomparso nella sua abitazione di Pozzuoli all’età di 88 anni; era forse l’erede più fedele uno degli interpreti più acuti del pensiero storicista di Benedetto Croce. Vedeva la storia come dimensione nella quale tutti noi ci muoviamo, operiamo, costruiamo e distruggiamo. Verrà ricordato come un autentico gentiluomo meridionale che, come ha osservato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio di cordoglio, alla vastissima cultura sapeva «unire una ricca umanità e una incrollabile passione civile». Lo studioso non accettava che si potesse pensare di far confluire la storia nelle scienze sociali o renderla appannaggio di altre discipline. Nutriva qualche riserva anche sulla prestigiosa scuola storiografica delle «Annales», che a suo avviso aveva un po’ troppo ceduto sul fronte della contaminazione con altre forme di conoscenza, lui che pure aveva dedicato una studio denso e originale come L’altra Europa. Nato a Napoli il 19 novembre 1929, era figlio di un artigiano e orfano di madre. Da ragazzo aveva fatto un po’ di tutto, anche lo sguattero e il facchino, per aiutare a mandare avanti la famiglia fin quando non si manifestò l’intenso amore per la lettura. Si laureò in Storia medievale. La sua carriera accademica lo rese una figura emergente della storiografia dell’età medievale e moderna. In seguito, dal 1972 al 1979, divenne preside della facoltà di Lettere e filosofia all’Università Federico II di Napoli, poi tra il 1978 e il 1983 presidente della Biennale di Venezia. Anche l’attività politica rientrava tra i suoi interessi, aveva affiancato Francesco Compagna nella rivista «Nord e Sud», intraprendendo un confronto serrato con la sinistra comunista, Fu poi Consigliere comunale del Partito repubblicano. Più tardi passò alla politica nazionale, terminando la sua esperienza a Montecitorio con il crollo della Prima Repubblica nel 1994.

Vita artistica

Massimo studioso del Regno di Napoli, era affezionatissimo alle usanze della sua terra, nel bicentenario della nascita di Cavour aveva scritto la prefazione per una raccolta di scritti del conte piemontese curata da Adriano Viarengo (Bur, 2010), sottolineando con forza la vocazione nazionale della politica seguita dal grande statista. Non più tardi dello scorso 12 novembre aveva attirato un pubblico ben nutrito al teatro Bellini di Napoli con una lezione sulla Repubblica napoletana del 1799. Il suo ultimo editoriale, che uscirà postumo era dedicato al voto politico del 4 marzo. Qui segnalava con una certa apprensione il pericolo che l’Italia, dopo il verdetto delle urne. Fu tra gli artefici principali della riscoperta di Croce, curando per Adelphi la nuova edizione delle opere del filosofo idealista. Impressionante il ritmo con cui, in età ormai piuttosto avanzata, Galasso aggiornava i suoi libri o ne produceva di nuovi. Da ricordare: la rassegna Storici italiani del Novecento (il Mulino, 2008), la Prima lezione di storia moderna (Laterza, 2008), la serie di cinque volumi L’Italia nuova (Edizioni di Storia e Letteratura, 2011-2012), il libro La Calabria spagnola (Rubbettino, 2012), le riflessioni contenute nel saggio Liberalismo e democrazia (Salerno, 2013). L’ultima opera risale allo scorso anno: Storia della storiografia italiana.

13 / 02 / 2018

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