Motogp: Marquez domina a Brno e allunga in classifica

di Andrea De Marco -

Lo spagnolo della Honda vince la sesta gara su dieci prove e aumenta il vantaggio in vetta alla classifica iridata. Il forlivese sul podio con Miller, Valentino mai in lotta per le posizioni di vertice

(UMDI-UNMONDODITALIANI) Gigi Dall'Igna giura di non volersi arrendere, perché in MotoGP può sempre accadere di tutto. Ma dopo questa disarmante vittoria di Marquez - la sesta in 10 gare per il catalano, che aumenta il vantaggio in classifica su Dovizioso a +63 - , forse per l'orgoglioso dg Ducati sarebbe ragionevole accettare la sconfitta. A metà campionato, con 9 corse ancora in calendario, il Cannibale ha messo in cassaforte il suo 8° titolo mondiale. Marc aveva già vinto ieri pomeriggio, con quella stupefacente pole sotto la pioggia: oggi ha semplicemente ribadito la sua imbarazzante superiorità, andando subito in testa e aumentando il ritmo a metà gara. Senza trovare la minima resistenza. Imbattibile. Coraggioso e determinato ma chiaramente più lento, Dovizioso se l'è visto filare via, sempre più lontano. Il forlivese ha chiuso a 2 secondi e mezzo con un onorevole 2° posto, confermando di essere da tempo il miglior pilota italiano. Valentino Rossi ha infatti tagliato il traguardo in sesta posizione: gara caparbia ma tristemente modesta, per un 9 volte campione del mondo. Sul gradino più basso del podio c'è un'altra Rossa, quella Pramac dell'australiano Miller. Morbidelli caduto all'inizio, Petrucci anonimo e 8°, Bagnaia 12° mai pervenuto, Iannone che vince uno sconsolante derby Aprilia: il pilota di Vasto è 17° a 37 secondi, davanti ad Aleix Espargarò. La pista di Brno denuncia la drammatica crisi del motociclismo italiano, sconfitto in tutte e 3 le categorie: tripletta spagnola, e 3 spagnoli leader delle rispettive classifiche.

Marc impone subito il proprio ritmo

Marquez racconta l'impresa con un sorriso: "Sono stato molto concentrato fin dall'inizio, ho deciso di fare subito il mio ritmo: avevo Dovizioso dietro però mi sono messo a spingere sempre di più. Ad un certo punto ho rischiato, ma nel frattempo Dovi aveva perso terreno e allora sono rimasto attento fino all'ultimo. E' bastato". Il commento di Dovizioso sembra una dichiarazione di resa. "Gara strana, molto dura. A metà gara lui ha spinto molto, io non potevo frenare a fondo: ero veramente al limite. Sono comunque felice di essere salito sul podio e non aver mollato mai. Ringrazio tutta la squadra". Poi il Dovi saluta Luca Semprini, l'addetto stampa Ducati scomparso improvvisamente nella notte di mercoledì.

Grinta Dovizioso, ma non basta

La pioggia, mezz'ora prima del via. Ma quando i piloti sono scesi in pista è tornato il sole, e allora - in attesa che la pista si asciugasse - la partenza è stata ritardata dalla safety commission per prudenza. Marquez è andato subito al comando, Dovizioso - che cominciava dalla seconda fila - gli si è messo alle costole. Alle spalle del forlivese dal 3° giro c'è intrufolato Rins con la Suzuki, stretto fra due Ducati (l'altra era quella di Miller). Un poker di piloti che ha subito mostrato di avere un passo diverso dagli altri. Dietro si è fatto vedere Valentino, migliore delle Yamaha: dopo aver vinto il duello con la M1 Petronas di Quartararo - significativa sfida tra passato e futuro: dicono che nel 2021, al momento del possibile futuro del Doc, sarà proprio il francese a prendere il suo posto sulla moto ufficiale -, il pesarese ha però ceduto a Crutchlow la quinta posizione. Morbidelli e Mir erano finiti gambe all'aria dopo pochi secondi di gara, Petrucci restava intrappolato nelle retrovie, Iannone navigava desolatamente in fondo al gruppo.

Austria: ultima occasione per la Rossa?

A metà corsa Marquez ha cominciato ad allungare, rischiando un capitombolo ma portando il suo vantaggio su Dovizioso da 2-3 decimi a quasi un secondo. Un secondo e 3 decimi a 7 giri dal termine: gp già finito? Sì, purtroppo. Miller con la Pramac ha vinto la battaglia per il podio con Rins, Crutchlow ha tenuto dietro Rossi. Davanti il Cannibale ha gestito con facilità, agitando il pugno sul traguardo: poi è sceso dalla magica Honda, saltellando euforico verso il pubblico e sventolando il suo bandierone rosso col numero 93. Ha stravinto, oggi è meritatamente il più forte e sembra destinato a diventare il migliore di sempre. Non resta che arrendersi? Domenica prossima si corre a Zeltweg, la pista austriaca dove negli ultimi anni la Ducati ha sempre dominato. Se Marquez vince anche lì, la risposta sarà sì.

05 / 08 / 2019

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