Motogp: FMI ritira la licenza e sospende Romano Fenati

di Andrea De Marco -

Il Tribunale Federale della FMI (Federazione motociclistica italiana) ha stabilito che il pilota Romano Fenati, in seguito al folle gesto nel Gp di San Marino ai danni di Stefano Manzi, dev’essere sospeso da ogni attività sportiva e federale.

(UMDI-UNMONDODITALIANI) I guai non sono finiti per Romano Fenati. Dopo aver perso tutto per quel folle gesto al Gp di San Marino ai danni di Stefano Manzi, oggi è arrivato il colpo di grazia alla carriera del giovane pilota italiano. Il Tribunale Federale della FMI, la Federazione motociclistica italiana, infatti, ha esaminato la richiesta di misure cautelari nei confronti del centauro marchigiano presentata dal Procuratore Federale, Antonio De Girolamo, e ha disposto "vista la gravità dei fatti, di accogliere integralmente la richiesta e la sospensione di ogni attività sportiva e federale con conseguente ritiro della tessera e della licenza velocità di Fenati, fissando inoltre l'audizione dello stesso - che ha facoltà di farsi assistere da un difensore - per il 14 settembre 2018. Ma a Romano Fenati sembra interessare poco il tornare a correre.

Intervista a Romano Fenati

Licenziato dal team Marinelli Snipers e scaricato dalla MV Agusta con cui aveva un accordo a partire del prossimo anno, il pilota ascolano spiega in un'intervista cosa gli è passato per la testa in quel momento. "Ho fatto una cavolata, fondamentalmente. Ho fatto quel gesto come per dire 'levati'. Era più un buffetto per farlo calmare, per toglierlo, non è come stato detto. Il discorso della provocazione arriva fino a un certo punto e non può essere giustificato se questo gesto fosse stato fatto per fare del male. In realtà non farei del male neanche a una mosca, era solo per dirgli basta. Non rifarei quello che ho fatto- spiega Fenati- che su un possibile esposto in Procura in cui si parlerebbe di tentato omicidio, risponde: Sono termini che mi fanno sicuramente paura, ma mi sono sembrati molto eccessivi. Sul licenziamento da parte del team: Non lo so se sia giusto o sbagliato, ma è così. Non ci si può fare niente. Quello che so è che ho fatto una cavolata, ma sono stato giudicato troppo pesantemente, afferma l'ormai ex pilota di Moto 2, visto che conferma l'intenzione di appendere il casco al chiodo. Mi tocca tornare a scuola. Finirò gli studi, mi manca solo l'ultimo anno. Su un possibile ritorno in pista, conclude: A sangue freddo dico no. Tra cinque anni come mi vedo? Non lo so".

13 / 09 / 2018

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