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MORTA ELUANA ENGLARO. ERA IN STATO VEGETATIVO DA 17 ANNI. L’ITALIA SPACCATA SUL TRAGICO CASO D’ATTUALITA’. SCONTRO ISTITUZIOANALE IN PARLAMENTO

di Mina Cappussi -
Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo da 17 anni, è morta stasera nella clinica di Udine dove era stata ricoverata la settimana scorsa, per iniziare il protocollo di sospensione dei trattamenti che la tenevano in vita.
Eluana è morta intorno alle 20, secondo quanto riferito dalla sua curatrice, Franca Alessio.
"E' morta perché era giusto che morisse", ha spiegato per telefono la Alessio. "Non ci aspettavamo che morisse oggi", ha aggiunto, ricordando che i medici pensavano che il decesso potesse avvenire dopo 15 giorni dall'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione forzate, in un protocollo deciso da una sentenza della Cassazione.
"Ma poteva essere anche molto di più, sono cose difficili di stabilire", ha aggiunto. In realtà la morte per fame può sopravvenire dopo un periodo lunghissimo, come dimostrano i digiunatori di tutto il mondo, che si sostentano con la sola acqua anche per 40 – 60 giorni. La mancanza di idratazione è il pericolo maggiore per chi digiuna, in ogni caso la morte subitanea di Eluana indicherebbe che proprio da parte dell’organismo della povera Eluana, da 17 anni, lo ricordiamo, in stato vegetativo, sia stata manifestata la volontà di morire.
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi ha difeso più volte la decisione del governo di portare in tempi brevissimi all'approvazione del Parlamento il disegno di legge che puntava ad impedire la sospensione dei trattamenti che tenevano in vita Eluana, ha detto di aver appreso con profondo dolore la notizia della morte della donna.
"E' grande il rammarico che sia stata resa impossibile l'azione del governo per salvare una vita", ha detto il premier in una nota diffusa da Palazzo Chigi.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - che venerdì scorso si era rifiutato di firmare il decreto d'urgenza, poi trasformato in ddl dal governo - ha detto di sentire una profonda partecipazione per tutte le persone che sono state vicino alla donna.
"Dinanzi all'epilogo di una lunga tragica vicenda, il silenzio che un naturale rispetto umano esige da tutti può lasciare spazio solo a un sentimento di profonda partecipazione al dolore dei familiari e di quanti sono stati vicini alla povera Eluana", ha detto il capo dello Stato in una nota diffusa dal Quirinale.
Alla notizia del decesso, arrivata intorno alla 20:30, il Senato, riunito per discutere il ddl, ha osservato un minuto di silenzio.
"Desidero esprimere la partecipazione di tutti i membri del governo al dolore dei famigliari e a tutte persone che le sono state vicine in questi momenti", ha detto prendendo la parola in aula il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, auspicandosi poi che il Senato intenda proseguire con il calendario stabilito per l'approvazione della legge, "affinché questo sacrificio non sia stato inutile".
Il presidente del Senato Renato Schifani si è detto d'accordo ad andare avanti, in un'opera definita "il modo migliore per ricordare la scomparsa" della donna e per dare al paese l'immagine di un parlamento "che si assume le sue responsabilità, ora non più sotto l'incalzare degli eventi".
Ma la notizia della morte di Eluana ha acceso il dibattito a Palazzo Madama, il capogruppo del Pdl in Senato, Maurizio Gasparri, ha detto che "su questa vicenda peseranno per sempre le firme messe e non messe", in un chiaro riferimento alla mancata firma del presidente della Repubblica sul decreto.
L'esponente del Pdl Gaetano Quagliarello ha gridato in aula che "Eluana non è morta, è stata ammazzata".
Dura la replica del capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, che ha definito le esternazioni "un ennesimo atto di sciacallaggio politico", annunciando a questo punto di voler sospendere la discussione del ddl e di riprendere quello sul testamento biologico, fermo da tempo.
Dello stesso parere anche il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, secondo cui ora bisogna bloccare in parlamento i provvedimenti di urgenza sulla materia, e il leader del Pd Walter Veltroni, che in una nota, esprimendo la vicinanza alla famiglia di Eluana, ha detto che è necessaria, "in tempi brevi, una legge giusta sul testamento biologico che il nostro Paese attende da troppi anni".
Il Pd, che per domani aveva in programma una manifestazione in difesa della Costituzione e del Quirinale, dopo lo scontro istituzionale senza precedenti sollevato dalla vicenda di Eluana, ha annunciato stasera che per rispetto alla morte della donna ha "deciso di rinviare tute le iniziative pubbliche previste per domani".
E domani, martedì 10 febbraio, l’Italia ricorda un episodio raccapricciante della nostra storia, le migliaia di esuli istriani, dalmati, giuliani, torturati, massacrati, costretti all’esilio dalle truppe titine.
La morte di Eluana si inserisce in un dibattito che riaccende dolore e ricordi mai sopiti.
Il Giorno del Ricordo, dunque, sarà associato per sempre anche al Ricordo di Eluana.
UN MONDO D’ITALIANI - Italian International e-magazine Network
diretto da Mina Cappussi


09 / 02 / 2009





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