MANIFESTAZIONE SCUOLE. SENZA VOCE CHI DISSENTE DAL DISSENSO di Mina Cappussi -
Non ha avuto voce chi dissente dal dissenso. Il gioco di parole ci è utile per illustrare la situazione registrata in concomitanza con la proclamazione dello sciopero generale contro la Riforma Gelmini.

Scioperare è un diritto sacrosanto, conquistato attraverso cruente battaglie nel corso dei secoli. siamo tutti d’accordo.
Ma anche non scioperare è un diritto.
Se così fosse non fosse cadrebbe anche il postulato della prima tesi, perché se non si potesse non scioperare, ecco che lo sciopero diventerebbe un atto dovuto, un obbligo.
Dunque, per garantire il diritto allo sciopero è essenziale garantire, parallelamente, il diritto al non sciopero e quindi, nel nostro caso, il diritto ad andare a scuola, a partecipare alle lezioni, il diritto, insomma, di scegliere.
Proprio questo è mancato in Italia, dalle Alpi alla punta della Sicilia, in occasione della manifestazione contro la Riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini.
Già, perché ai ragazzi che magari non condividevano le motivazioni degli scioperanti, agli studenti che avrebbero voluto fare lezione, a tutti coloro che dissentivano dal dissenso contro il Governo, non è stato garantito tale diritto. Scuole chiuse, bidelli che hanno incrociato le braccia, operatori che si sono rifiutati di aprire le aule, di suonare la campanella.
E’ accaduto un po’ ovunque, ed è accaduto anche a Bojano (Campobasso), dove centinaia di ragazzi, dagli 11 ai 13 anni, sono rimasti sotto la pioggia, per circa un’ora, finché qualcuno non si è deciso ad aprire i cancelli.
Quel mare colorato di zainetti, di giubbotti e di cappelli è entrato nei calcoli di chi ha registrato e ufficializzato, centellinandoli come pietre preziose, i numeri dello sciopero, senza sapere che a quei ragazzi non è stato consentito di scegliere, obbligati a scioperare pur avendo deciso di entrare.
C’è dunque qualcuno che può arrogarsi il diritto di scegliere per noi? Anche sul campo minato del dissenso, terreno d’elezione della soggettività?
Scuole Medie sotto la pioggia, insomma, finché non è stato chiamato un bidello da un altro plesso, che ha provveduto ad aprire i cancelli e le aule del Campus scolastico di Terre Longhe.
Alle 11 le lezioni sono finite e i ragazzi ne hanno approfittato per “assaltare pacificamente” una gelateria.
Che bisogna fare, oggigiorno, per permettersi un pensiero di dissenso dal dissenso generale!
scrivi a minacappussi@gmail.com
31 / 10 / 2008
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