MADAMA BUTTERFLY. GRANDE SUCCESSO AL TEATRO SAVOIA DI CAMPOBASSO PER LA CELEBRE OPERA DI PUCCINI di Mina Cappussi -
Gli archi a sottolineare il duetto tra Butterfly e il tenente Pinkerton, ad uno ad uno i fiati, entrati in punta di piedi, hanno  dato vita ad un incredibile dialogo, leggiadro come il volo, per l’appunto, di una farfalla. Connubio perfetto, quello dell’Orchestra Sinfonica Regionale del Molise diretta da Franz Albanese con il cast d’eccezione che ha caratterizzato la “prima”, al Teatro Savoia di Campobasso, di Madama Butterfly, capolavoro del repertorio melodrammatico, una delle opere più significative (ed amate dal pubblico) che abbia prodotto la musica italiana del secolo scorso.
Il pubblico del Teatro Savoia ha sottolineato con lunghi e commossi applausi un’esecuzione incantevole, che ha tributato consensi per l’opera e per l’orchestra. Menzione speciale per il soprano Monia Massetti che i melomani conoscono bene per la sua splendida voce, gran tecnica, padronanza assoluta del ruolo. Ha dato il meglio di sé in “ Un bel dì vedremo” e incantato nel celebre, straziante finale, “ Tu, tu, piccolo Iddio”, prodromico alla scena del harakiri, in cui Madama Butterfly sceglie di non vivere senza l’amore, dopo aver conquistato il pubblico nell’ingresso con le amiche “ Oh quanto cielo, quanto mar..” ed anche nel difficile duetto che chiude il primo atto. Eccellente il tenore Ruslan Zinevich nei panni del tenente Benjamin Franklin Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti (che il pubblico campobassano ricorda per un magnifico Duca di Mantova di tre anni fa), che ha interpretato con grande bravura l’aria finale “Addio fiorito asil” che conclude l’opera.
Un plauso a Antonio Stragapede nel ruolo di Sharpless, un gradito ritorno, il suo, a Campobasso, dopo la grande interpretazione di Alfio in Cavalleria Rusticana. In splendida forma, voce possente, tornita, perfettamente intonata in tutti i frangenti dell’opera. Bravo anche Tommaso Norelli, a suo agio nel non semplice ruolo dello Zio Bonzo e Massimiliano D’Amato in Yamadori. Bella voce, chiara, limpida, quella di Vincenzo Sarinelli in Goro; eccellente Takado Yoshida perfettamente immedesimata nel complesso ruolo di Suzuki, che ha attirato le simpatie del pubblico ed anche la molisana Carmela Fascino in Kate, moglie del tenente Pirkenton, che nel finale è scesa dalla scalinata della scena tra le ovazioni generali.
Meritorio il coro lirico del Conservatorio di Campobasso diretto da Pio Di Meo che ha riempito la scena toccando punte di autentica eccellenza. In un sottile gioco di ombre cinesi, le luci distolte dal palcoscenico, ha lasciato il pubblico col fiato sospeso nel famoso coro a bocca chiusa che chiude il secondo atto.
Ottima come sempre l’orchestra regionale diretta da Franz Albanese. Protagonista della scena d’amore, nel rincorrersi dei violini, delle viole e dei violoncelli sospinti dal contrabbasso, grazie alla direzione calda e appassionata di Franz Albanese, ha dato vita ad un canto dalle tinte delicate e dalle sonorità dense e pregnanti. Con grande padronanza della partitura, ha fornito un’interpretazione ricca di contrasti e di coloriti, senza mai prevaricare, con effetti a tratti vorticosi e trascinanti, come nel preludio al terzo atto, dove a momenti di intenso lirismo si sovrapponevano frasi di drammatico contrasto e di virtuosismo sinfonico. “Ebbene, che fareste, Madama Butterfly, se egli non dovesse tornare mai più?”. La drammaticità della scena ha richiesto il silenzio, e come per incanto, hanno taciuto i violini, le viole, i violoncelli, i contrabassi, si sono ritirati in sordina flauti, oboi, clarinetti, fagotti, corni, hanno spento ogni eco tuba, arpa e percussioni, per rientrare prepotentemente nella partitura da protagonisti.
Una menzione è dovuta alle voci, per lo più molisane, di Incoronata Buttino, Flavia Colagioia, Daniela D’Angelo, Chiara Di Toro, Carmela Facino, Michele Fascino, Ji Woo Jang, Cagri Celik Mahmut, Simona Marzilli, Angela Mascia, Francesca Mignogna, Paola Petrella, Simona Federica Petrella, Ilaria Romano, Alessandra Rosa, Nausica Sabetta, Michael Santoro, Lorena Sbrocca, Lina Zappone.
Scenografie, essenziali, per la verità, di Alessandro Gatti-Gatto, responsabile trucco Rachele Manzaro, Light Design Ruggero Bogani, ideazione costumi, anche questi piuttosto essenziali, Carlo Antonio De Lucia, Maestro sostituto, Otello Visconti.
L’organizzazione è del Conservatorio di Campobasso, Marco Drago, Colomba Perrella e Sabrina Fino. Il libretto è di Giuseppe Giacosa e Luici Illica
La replica domenica 26 aprile.
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