LA SICUREZZA IN UN MONDO GLOBALE. E' OGGI ESAURITO IL RUOLO DELLA NATO? SEMINARIO INTERNAZIONALE. ROMA, 22 MARZO 2010. DE GASPERI E LA DC
di Mina Cappussi –
SESSANT'ANNI DALLA FIRMA DEL PATTO ATLANTICO. SESSANT’ANNI DI STORIA IN CUI, GRAZIE A DE GASPERI, L’ITALIA FA IL SUO INGRESSO SULLA SCENA POLITICA MONDIALE. IL RICORDO DI GIULIO ANDREOTTI. io non sono uno
storico ma un diligente e quotidiano cronista.” E’ QUI CHE ENTRA IN GIOCO DE GASPERI E LA DC, PERCHÉ LA LUNGIMIRANZA DEL SEGRETARIO POLITICO DELLA BALENA BIANCA FU MESSA A DURA PROVA DALLE OPPOSIZIONI INTERNE. chi guarda lontano, in virtù di una lungimiranza che non è dei comuni mortali, si scontra spesso con le resistenze di chi vede poco oltre la punta del proprio naso. il bandito Giuliano, LE SOVVENZIONI STATALI ALLO SPETTACOLO E AL TURISMO, i patti agrari, la tragedia di Superga, la scoperta del metano in Lombardia da parte dell’ENI.
Sessant'anni dalla firma del Trattato istitutivo del Patto Atlantico e della Nato. Sessant’anni di storia d’Italia incuneati nella storia d’Europa, sei decenni in cui l’Italia fa il suo ingresso sulla scena politica mondiale. Per sottolineare la ricorrenza la Fondazione Alcide De Gasperi, in collaborazione con la Fondazione Konrad Adenauer, organizza il Seminario Internazionale La sicurezza in un mondo globale. E' oggi esaurito il ruolo della NATO?, che si terrà lunedì 22 marzo 2010 a Roma, presso la Sala delle Colonne - Palazzo Marini (Camera dei Deputati).
Il Trattato Nord Atlantico, anche conosciuto come Patto Atlantico,
fu un trattato stipulato a scopo unicamente difensivo tra le potenze dell'Atlantico settentrionale a cui poi aderiranno anche paesi non geograficamente atlantici, ossia senza sbocchi sull'Oceano Atlantico. Il Patto Atlantico viene firmato a Washington, negli Stati Uniti, il 4 aprile 1949. Le 12 nazioni che lo siglarono e che saranno poi anche le prime fondatrici della NATO furono: Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Francia, Italia, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Islanda e Norvegia.
In seguito vi aderirono anche:Grecia, Turchia, Germania Ovewst, Spagna, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia, Albania e Croazia.
Ma in cosa consisteva esattamente il Patto atlantico? Si trattava di un’ alleanza difensiva proposta dall’amministrazione Truman, cartina al tornasole della nascente contrapposizione tra i blocchi nella guerra fredda. Essa realizzava la dottrina del containment, cioè sul contenimento di risposta rapida all’avanzata sovietica. I firmatari sarebbero
dovuti intervenire in difesa di una delle parti aggredite, nel caso in cui vi fosse stato un attacco da parte di una potenza esterna. L’ipotetico destinatario di questa disposizione non poteva che essere l’Unione Sovietica, in quanto l’Urss rappresentava “l’unico possibile aggressore, nell’area garantita dal trattato”. Per l’Italia, d’altra parte, l’adesione al patto avrebbe implicato alcuni vantaggi, e, soprattutto, il prestigio che sarebbe conseguito dall’essere ammessi al club delle potenze filoamericane. Si trattava, in altri termini, di reintegrare l’Italia nelle relazioni internazionali. E’ qui che entra in gioco De Gasperi e la Dc, perché la lungimiranza del segretario politico della balena bianca fu messa a dura prova dalle opposizioni interne.
La chiave di lettura più importante del trattato risiede nell'articolo V in cui viene dichiarato che ogni attacco ad una nazione tra quelle appartenenti alla coalizione verrà considerato come un attacco alla coalizione stessa.
La nascita dell'accordo trova origine dal timore, non certo remoto all’epoca, di un possibile attacco dell' Unione Sovietica a una delle nazioni dell' Europa Occidentale. L'URSS ed altre nazioni a regime comunista costituirono a loro volta il patto di Varsavia. Era il periodo della cosiddetta guerra fredda.
Il trattato è stato richiamato recentemente, in occasione dell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 al World Trade Center e al Pentagono, in una nuova guerra, quella al terrorismo.
La ratifica alla firma del trattato da parte degli Stati Uniti avvenne con una votazione al Senato il 21 luglio 1949.
L’iniziativa delle due Fondazioni, dedicate rispettivamente a De Gasperi e Adenauer, realizzata in stretto collegamento con la Segreteria Generale - Ufficio Analisi e Programmazione del Ministero degli Affari Esteri, intende esaminare l'attività svolta dall'Alleanza atlantica, per valutare con obiettività il cammino percorso e per individuare le sfide che la NATO dovrà fronteggiare nel futuro a medio e lungo termine per assicurare la sicurezza internazionale, particolarmente alla luce del suo nuovo Concetto Strategico.
Interverranno l'Amb. Giampiero Massolo, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri; l'Amb. Claudio Bisognero, Segretario Generale Delegato NATO; il Dr. Horst Teltschik, già Consigliere Politico del Cancelliere Kohl ed esperto di politica di sicurezza internazionale; l'Amb. Stefano Stefanini, Rappresentante Permanente d'Italia presso la NATO; il Dr. Franco Venturini, editorialista del "Corriere della Sera"; il Dr. Damon Wilson, Vice Presidente del Consiglio Atlantico; il Dr. Enrico La Loggia, Presidente del Comitato Atlantico Italiano. Modererà l'incontro il Dr. Stefano Folli, editorialista de "Il Sole 24 Ore", già Direttore del "Corriere della Sera".
Agli interventi dei relatori seguirà un dibattito, al quale prenderanno parte alcune personalità del mondo politico, diplomatico e giornalistico direttamente impegnate nel settore della sicurezza internazionale.
I lavori saranno aperti, alle 9.30 dall’on. Giulio Andreotti, Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi e da Luigi Guidobono Cavalchini, Vicepresidente della Fondazione. Proprio Andreotti è autore di un libro “1949. L’anno del Patto Atlantico”. In "1949", Giulio Andreotti ripercorre le tappe della contrastata adesione al Patto Atlantico, che segnò il debutto dell’Italia sullo scacchiere internazionale. Il processo con cui si formò l’alleanza militare fu irto di ostacoli, con il Paese profondamente diviso non solo per le resistenze dell’opposizione, ma per il dissidio intestino che su questo difficile tema lacerò i cattolici italiani “Non occorre ripetere che io non sono uno storico ma un diligente e quotidiano cronista.”
Il tema lanciato dalla Fondazione De Gasperi appare quanto mai attuale in uno scenario mondiale in cui la minaccia sovietica è stata rimpiazzata dal pericolo rappresentato dal terrorismo internazionale. Andreotti, nel suo libro, ripercorre i momenti salienti dell’arco temporale legato al Trattato, il bandito Giuliano, l’impulso dato al settore dello spettacolo e del turismo dalle sovvenzioni statali, i patti agrari e i dazi doganali, la tragedia di Superga in cui perì l’intera squadra del
Torino calcio, la scoperta del metano in Lombardia da parte dell’ENI. Il racconto attento, preciso, sagace dello statista esamina gli eventi e svela i retroscena attraverso una testimonianza diretta, di impareggiabile valore storico.
Il Patto Atlantico getta un fascio di luce su De Gasperi e sulla Democrazia Cristiana. Nonostante tutti i dubbi e i dissidi interni, il Parlamento italiano, si pronunciò favorevolmente all’adesione dell’Italia, confortando le speranze segrete di De Gasperi; chi guarda lontano, in virtù di una lungimiranza che non è dei comuni mortali, si scontra spesso con le resistenze di chi vede poco oltre la punta del proprio naso.
Ma l’adesione dell’Italia non fu facile, nonostante il “sì” del Parlamento. Si trattò di un’adesione sofferta. La stessa DC registrò, al proprio interno, un acceso dibattito. In linea di massima erano presenti tre correnti: i Dossettiani, neutralisti, che costituivano la sinistra del partito;
i Gronchiani, che invece propendevano per una posizione d’equilibrio tra Patto atlantico e COMECON, mentre altre componenti del partito erano favorevoli all’ingresso nell’alleanza. Nella primavera del 1949, tale dibattito divenne appassionato, per così dire, coinvolgendo figure come Gedda, e sul versante opposto don Primo Mazzolari e Igino Giordani.
Dopo la ratifica del Patto, De Gasperi seppe comunque mediare con gli alleati. Una personalità carismatica, come la sua ebbe infatti un ruolo decisivo nell’entrata in scena dell’Italia e negli accordi raggiunti.
Si torna a parlare di Patto Atlantico e del ruolo della Nato, dunque, grazie ad un Seminario che ha il Patrocinio della Camera dei Deputati e del Ministero degli Affari Esteri. L’importante iniziativa è
stata resa possibile dal contributo fattivo di Banca Carige, Cassa di Risparmio di Genova e Imperia e Intesa SanPaolo.
UN MONDO D'ITALIANI -- ITALIAN INTERNATIONAL DAILY MAGAZINE
Il Giornale Quotidiano Internazionale, diretto da Mina Cappussi,diffuso in ogni angolo del pianeta in cui vi sia una comunità italiana, sede di STAGE FORMATIVI per l’Università Roma Tre,Master post laurea in Scrittura, traduzione e comunicazione nelle professioni del web, del cinema e della televisione, collabora con l’emittente televisiva TRSP con il programma omonino UN MONDO D’ITALIANI visibile a breve in chiaro e su SKY
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20 / 03 / 2010
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