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IVANA SPAGNA A MONTEVERDE DI BOJANO (CAMPOBASSO) PER LA FESTA DI SANT’EMIDIO

di Mina Cappussi

Ha riscosso un grande successo il concerto di Ivana Spagna che ha chiuso i festeggiamenti in onore di Sant’Emidio, protettore della borgata Monteverde di Bojano. Centinaia e centinaia di persone hanno affollato lo spiazzo davanti alla chiesa dedicata al santo dei terremoti, dando vita ad una serata di grande coinvolgimento sociale. Impeccabile l’organizzazione del Comitato Sant’Emidio, che si avvale del contributo prezioso della popolazione della borgata, nota per la grande compattezza che gli deriva, probabilmente, dai fatti legati alla storia di Bojano e della sua borgata più popolosa. Non a caso proprio a Monteverde ha sede la Falco, l’associazione socio-ambientale più rappresentativa della Regione Molise. Per Sant’Emidio, dunque, i bojanese si sono spostati nella frazione, hanno seguito le performance di Ivana Spagna, le coreografie eccezionali, le sue riconosciute doti canore e di spettacolo. Sul sagrato l’ingresso vestito a festa della chiesa nata da una vicenda dolorosa, che risale al 1805, quando la città di Bojano fu distrutta da un terribile terremoto.

La Chiesa cattolica ricorda Sant’Emidio il 5 agosto. Sant'Emidio è patrono di Ascoli Piceno, Leporano e co-patrono di Castel Bolognese. Ma è, per l’appunto, anche il protettore della borgata Monteverde di Bojano, perché qui migrarono gli abitanti dell’antica capitale del Sannio Pentro subito dopo il terribile terremoto del 1805. Gli sfollati del terremoto portarono con loro una pietra della chiesa di San Martino delle Monache, distrutta dal sisma, messa a gradino della porta principale della nuova chiesa dedicata a Sant'Emidio. Il santo è dunque molto venerato a Monteverde, come patrono contro il terremoto.
Le spoglie del Santo sono conservate nella cripta sotterranea del Duomo di Ascoli Piceno detta Cripta di Sant'Emidio, mentre il tempietto di Sant'Emidio Rosso ricorda il luogo dell'esecuzione.Al culto emidiano è strettamente associato quello minore di Santa Polisia (o Polesia) figlia del prefetto romano Polimio, che abbracciò la fede cristiana dopo aver ascoltato la predicazione di Sant'Emidio.

Nel 1703 la città di Ascoli fu risparmiata dal violento sisma delle Marche. La cittadinanza ne attribuì il merito a Sant'Emidio e in segno di gratitudine, eresse nel 1717 il tempio di Sant'Emidio alle Grotte, che fu il primo luogo della sua sepoltura. La piccola chiesa custodisce al suo interno la grotta dove, secondo la tradizione, fu rinvenuta la tomba ricoperta dal basilico. La tradizione popolare e cattolica tende ad attribuire a Sant'Emidio una serie di miracoli, per lo più legati ai terremoti. Nella città di Treviri (Ascoli Piceno) dove era nato nel 273, Emidio sarebbe stato condotto con la forza, dalla sua famiglia, all'interno di un tempio pagano per rinnegare la sua fede cristiana, ma un improvviso terremoto distrusse il tempio; secondo un'altra versione questo miracolo avvenne ad Ascoli, quando Polimio volle costringere Emidio a sacrificare agli dei; una terza versione invece vuole che Emidio appena arrivato ad Ascoli, toccasse le mura della città e subito tutti e soli i templi pagani crollassero in conseguenza di un violentissimo terremoto. Ancora ad un terremoto è legato il culto di Sant’Emidio a Monteverde, dove la storia locale è interconnessa con la storia dei terremoti che, come racconta lo studioso Michele Campanella, ha condizionato in maniera anche pesante la storia del territorio. Le Memorie Cronologiche dei vescovi riportano di un disastroso terremoto nell’anno 853 in seguito al quale la città di Bojano subissò e nel luogo sorse un grande lago. Ancora un sisma rovinoso con formazione di un lago nel 1231, mentre “Bojano fu semi distrutto nel 1305” secondo l’Amati. Il più grande della storia di Bojano è però il terremoto del 4 e 5 dicembre 1456, che durò, come ricorda il Ciarlanti, circa sei minuti, in seguito al quale “Boxano spianato e quasi morti tuti li abitavano”. La cosa è confermata dall’Osservatorio Vesuviano “Queste terre sottoscritte – leggiamo – furno tutte spianate. Boiana (con morti) 2200. Tutte le case cascorno del tutto” Segue il terremoto del 1688, 5 giugno, e quello del 26 luglio 1805, che fece sprofondare la città in un immenso lago di cui parla G. Saverio Poli e o stesso Gabriele Pepe. Proprio a seguito di questo terremoto i bojanese sfollati andarono a ripararsi verso Sud, dove eressero la chiesa dedicata a Sant’Emidio, per ringraziarlo di averli risparmiati. Molti scelsero poi di rimanere lì e diedero vita alla corposa comunità di Monteverde che, di recente, ha inaugurato la sua nuova, splendida Chiesa.


29 / 08 / 2008





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