Italia non va oltre l’ 1-1 con l’Ucraina. Azzurri deludenti a Marassi

di Andrea De Marco -

Italia deludente nell’amichevole contro l’Ucraina: a Marassi la squadra di Mancini non va oltre l’ 1-1. Gli Azzurri, in vantaggio ad inizio ripresa con Bernardeschi, vengono rimontati quasi subito da un gol su palla inattiva di Malinovskyi. Sarà decisivo il prossimo impegno domenica in Polonia, valido per la Nations League.

(UMDI-UNMONDODITALIANI) Al minuto 43, a Marassi, il calcio si ferma. E scoppia un applauso. Commovente. Amaro. Doloroso. Non è mai scontato in questi casi. Genova si stringe attorno all'Italia e l'Italia lo fa per Genova. La parola d'ordine in fondo è la stessa: ricostruzione. Morale e materiale. Ci sono molte novità su entrambi i lati. Fasi di assestamento, si potrebbe dire. Tante novità, ed è normale che si sbagli parecchio. Ma l'Italia ci mette tutto l'impegno possibile, il problema - si sa - è la qualità. Ma le occasioni non mancano e il coro cerca l'intesa e si vede.

Primo tempo

In avvio i nostri difensori centrali che si "alzano" finiscono per schiacciarsi con i due playmaker voluti dal CT. Ci vuole un po' perché Jorginho, Verratti, Bonucci e Chiellini sistemino la cosa. Tutto ciò crea un certo traffico e poca precisione. L'Ucraina del resto non è da meno: poche idee, ma confuse. Col passare dei minuti, migliorano le distanze tra reparti in casa Italia. Il ritmo tenuto alto aiuta. E si vede. Ma il tridente di movimento, senza punta centrale classica, voluto da Mancini, non punge. Nella migliore delle occasioni, un pallone perso dai mediani in giallo al limite della propria area, Chiesa si mette in proprio ignorando Insigne solissimo davanti al portiere, tiro fuori e reprimenda. Per il resto, Pyatov contro tutti: si oppone alle conclusioni di Bernardeschi, di Bonucci, di Barella, tutti tiri che hanno un difetto: troppo scolastici. Piace però la pressione sulla trequarti, l'Ucraina è schiacciata e solo in due occasioni punzecchia Donnarumma, per il resto spettatore non pagante.

Ripresa

Nella ripresa sono attesi i cambi, si è deciso che ogni squadra ne possa fare sei. La girandola la inaugura Shevchenko che toglie Marlos, il brasiliano naturalizzato, e mette Tsygankhov, il giovane più interessante del calcio ucraino. Arrivano gli acuti mancati nella prima parte. Inaugura il tabelloni Bernardeschi al 10'. Si accentra, carica il sinistro, gli lasciano spazio, è un tiro velenoso, basso, forte e angolato, Pyatov ironia della sorte, fino a quel momento eroe nazionale, si impappina, perde palla e la stessa d'effetto finisce in porta. Giochi fatti? Proprio no. Mancini comincia la fase sperimentale proprio da Bernardeschi, ora con Immobile il 4-3-3 è puro, c'è anche "l'ariete". Ma l'Italia paradossalmente negli ultimi metri evapora di più. Chiesa cerca Insigne sul palo opposto ma non lo trova. E d'improvviso l'Ucraina si sveglia dal letargo offensivo. Tsygankoh va al tiro, Donnarumma ribatte in angolo. Sotto la pioggia più insistente arriva il pari da palla inattiva. C'è una sponda in area di rigore e Malinovskyi, il migliore dei suoi, si coordina per il tiro al volo. Nessuno esce a contrastarlo, la conclusione è sporca ma precisa, Donnarumma va in terra ma nulla può: è 1-1. Il gol subito è un contraccolpo negativo, sebbene l'Italia insista va più vicina al gol la squadra ospite, quando ancora Malinovskyi conferma che i riflessi di Donnarumma sono appannati calciando con potenza ma centralmente una punizione da molto lontano che il custode della porta tocca goffamente sulla traversa. Nonostanmte tanti cambi per alzare il poteziale offensivo, nel nostro taccuino abbiamo tanto centrifugato al limite dell'area di Pyatov e, al contrario, una conclusione ravvicinata di Petryak va fuori di poco. Non manca la volontà di tornare a vincere, manca la lucidità: Bonucci alza un colpo di testa su cross di Biraghi, Immobile viene fermato da un recupero perfetto in spaccata di Krivtsov: niente di più. "Ci dice male" chiosa Mancini. Dice peggio a Kravets che dopo un quarto d'ora di campo esce con un malanno al polpaccio. Ora il viaggio in Polonia, difficile trasferta di Nations League.

11 / 10 / 2018

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