INCONTROVERSO.GABRIELLA DUCA ARCURI AL CONVEGNO NAZIONALE MOVIMENTO FEMMINILE DEMOCRAZIA CRISTIANA. TEMI DI GRANDE ATTUALITA’ di Mina Cappussi –
SI E’ PARLATO DI IMMIGRAZIONE, DELLE CONDIZIONI DEGLI IMMIGRATI, E DELLA NECESSITA’ DI INTEGRAZIONE, DI EMIGRAZIONE E FUGA DI CERVELLI. LA DONNA VUOLE OGGI AGIRE PER CONSERVARE UNA DEMOCRAZIA APERTA ALLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI SOCIALI, SOPRATTUTTO LE ESIGENZE DELLE MASSE POPOLARI, ATTENTA AL MONDO DEGLI IMMIGRATI, COSTRETTI A LASCIARE LA PROPRIA TERRA IN CERCA DI UN’ESISTENZA POSSIBILE, AGLI EMIGRATI, AI NOSTRI ITALIANI NEL MONDO, A QUELLI PARTITI IERI IN CERCA DI LAVORO E FORTUNA, A QUELLI DI OGGI, ALLA TERZA GENERAZIONE, CHE RICOPRE ALL’ESTERO INCARICHI IMPORTANTI, MA ANCHE AI NOSTRI MIGLIORI CERVELLI COSTRETTI AD EMIGRARE IN CERCA DI OCCASIONI DI INSERIMENTO IN CAMPO SCIENTIFICO, INDUSTRIALE, PRODUTTIVO.
Caparbia e determinata. Si è presentata così al Convegno Nazionale Incontroverso la delegata nazionale del Movimento Femminile della Democrazia Cristiana, Graziella Duca Arcuri, che ha chiamato a raccolta le donne della DC per fare il punto della situazione in vista del XXI Congresso della Democrazia Cristiana, che sarà celebrato a Roma il 13 e 14 marzo del 2010, preceduto daun incontroteso ad approfondire il tema centrale del  Congresso stesso, con un appello che ha riservato ampio spazio alle questioni di stretta attualità, quelle dell’immigrazione, la fuga dei cervelli, gli italiani all’estero.
“Nel rivolgermi a voi, care amiche, voglio iniziare un dialogo già rimandato da troppo tempo” ha cominciato la Arcuri, ricordando le tante lotte per ottenere il diritto di voto, le pari opportunità, per partecipare, sia pure in maniera flebile, alla cosa pubblica. Pietre miliari nel lungo cammino verso l’acquisizione dei diritti civili. “In questo ambio – ha proseguito – la Donna vuole oggi agire per conservare una democrazia aperta alla soluzione dei problemi sociali, nel processo storico di movimento dello Stato, considerando soprattutto le esigenze delle masse popolari in genere, degli operai del Nord, dei lavoratori del Sud, attenta al mondo degli immigrati, costretti a lasciare la propria terra in cerca di un’esistenza possibile, agli emigrati, ai nostri italiani nel mondo, a quelli partiti ieri in cerca di lavoro e fortuna, a quelli di oggi, alla terza generazione, che ricopre all’estero incarichi importanti, ma anche ai nostri migliori cervelli costretti ad emigrare in cerca di occasioni di inserimento in campo scientifico, industriale, comunque in campi produttivi che non trovano in questa nostra disorganizzata Italia. Oggi l’Italia fatica molto ad operare una svolta culturale, prima che politica, necessaria a riportare la Donna al centro di politiche pubbliche e di crescita efficaci e credibili. La DC vuole provarci. La diagnosi è impietosa, ma il territorio può crescere solo e competere al meglio se includerà il lavoro femminile allargandolo verso varie dimensioni, riconoscendone i meriti e permettendo alle donne di giungere ai punti più alti della carriera. Bisogna superare la divaricazione tra l’Italia e gli altri Paesi europei, tra il Nord Italia e il Sud, dove la media occupazionale è del 56% al Nord, contro il 27% al Sud, soprattutto perché non esiste un riconoscimento del valore femminile nel mondo del mercato del lavoro; a tutto ciò  dobbiamo aggiungere un basso incremento demografico, il più basso d’Europa, un Welfare pubblico ingeneroso verso l’assistenza agli anziani, all’infanzia, la carenza di nidi: deficienze che penalizzano ovviamente l’impegno femminile.
In questi anni c’è stata una crescita economica molto timida, dovuto ad un ritardo colpevole di posizioni conservatrici e familistiche nell’economia, nell’impresa, nell’università. Ci vuole  un impegno maggiore ad incentivare le piccole e medie imprese femminili già esistenti e promuoverne di nuove (…) Per creare processi di sviluppo sono necessari processi formativi sul territorio e in questo momento storico è sicuramente il sistema delle università il luogo deputato a tale formazione.
La DC ci vuole provare.
Un particolare ruolo deve svolgere la donna che milita nella Democrazia Cristiana. Ad essa spetta il compito di vivificare questo partito, attenta alle esigenza e ai cambiamenti della nostra epoca, per comprendere quale strada dovrà percorrer la DC, nella considerazione dei suoi principi fondamentali il rispetto della vita, della persona, della Patria, della bandiera, del lavoro e della tutela del lavoratore…
L’eredità complessiva della Dc, la sua cultura, la sua tradizione sono materia viva, in grado di soccorrere, ma anche di metterci in sintonia con i tanti fermenti presenti nella società e nelle istituzioni, soprattutto quelle locali, più attente a percepire il moto della società.
Solo con il contributo fattivo e determinante della Donna, della sua azione responsabile e partecipativa, la Democrazia Cristiana potrà sostenere un ruolo attivo nella formazione delle scelte dell’Italia per il prossimo futuro”
Il convegno ha visto gli interventi, tra gli altri, del Presidente della Democrazia Cristiana, l’on. Alberto Alessi, dell’on. Samuele Piccolo, del portavoce del Sottosegretario Pizza, Nicola Di Monaco, della Presidente Femminile del Movimento Immigrati, Ermelina Habro, Roberta Cafà, Presidente Commissione Servizi Sociali di Anzio, Antonella D’Anniballe, Responsabile Movimento Femminile DC Latina e Provincia, Caterina Marchese, Direttore del Centro Culturale di Studi Italia Canada, Istituto Superiore Calabrese di Politiche Internazionali, Rita Oia, il prof. Leo Pellegrino, Annalisa Cerruti, Responsabile del Movimento Femminile della D.C. di Novara e Provincia.
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