In viaggio per l’Italia in compagnia di un asino. Alberto, Greba e Gabriele fanno tappa nella piana di Bojano

di Jack

I tre ragazzi, prima di giungere nella piana matesina, si sono fermati a Gildone, dove hanno pulito un vecchio lavatoio, pieno di immondizia. Involucri e bottiglie di plastica, vetro e lattine, polistirolo, pannolini e una quantità enorme di rifiuti infilata in un buco di cemento: questo lo spettacolo offerto dalla discarica sulla strada provinciale 52.

(UMDI – UNMONDODITALIANI) Fratellanza, semplicità, non violenza, rispetto e amore per l’ambiente. Sono questi i messaggi che vogliono diffondere Alberto, Greba e Gabriele, tre ragazzi che stanno girando l’Italia solo con un asino e con lo stretto necessario. I tre giovani sono arrivati in Molise, dove hanno fatto tappa a San Polo Matese. Alberto ha 31 anni ed è sardo, mentre Greba e Gabriele hanno entrambi 21 anni e sono di Roma. “Per tanto tempo – ha dichiarato Alberto - ho vissuto con le mie ambizioni, sempre arrabbiato col mondo e con gli altri per gli orrori che quotidianamente uccidono la nostra splendida madre terra, finché un giorno ho finalmente capito che ero io la persona con cui dovevo avercela. Così, prestando finalmente attenzione alle voci che avevo dentro e al forte richiamo che avvertivo, ho lasciato la strada di plastica per cercare il vento. Libero dalle ambizioni e dall’ego è stato facile per il vento trovarmi e facile per me abbandonarmi a lui. L’ansia, l’inquietudine, la rassegnazione, la paura, la rabbia, sono state spazzate via dalla mia vita in un baleno e andando a piedi ho avuto la fortuna di poter godere di tutti i doni magici che l’intero universo ci fa. Il mio spirito ha preso il volo spinto dalla magia del vento e ho imparato a essere piccolo come una pulce e grande proprio come l’universo stesso. La felicità e la festa che vivo sono però ancora inquiete e sempre a vista della malinconia e della tristezza che il pianto continuo di nostra “madre” portano nel mio cuore”.

IL VALORE DELLA MADRE TERRA

“La nostra terra sta male, l’aria e l’acqua sono malate, la nostra civiltà che ha prodotto tanta scienza e tecnologia, - ha proseguito Alberto - ora sembra smarrita di fronte al rischio che sia in gioco la sopravvivenza stessa del nostro pianeta. Abbiamo creduto che l’uomo fosse il padrone della terra e ne potesse diventare il dominatore. Non è così: l’uomo è solo un elemento di un insieme più vasto, in stretta relazione con gli animali, le piante, il cielo e i mari. Se un elemento prevarica gli altri, non ne riconosce e non ne rispetta i ritmi e le esigenze, l’intero sistema perde la sua armonia. Fino all’anno scorso non sapevo nulla dei guerrieri dell’arcobaleno, della magia delle loro anime in festa, personalmente vivo ogni giornata come un gran regalo e per me impegnarmi a rispettare la vita e portare questo messaggio a chiunque incroci il mio cammino era tutta la festa che potevo permettermi senza sentirmi uno stupido superficiale che rideva e gioiva e festeggiava mentre nostra “madre” veniva violentata. Ma il vento mi ha fatto incontrare una sorella che canta, balla e lancia ponti arcobaleno leggeri come aria senza perdere la consapevolezza della profonda urgenza di agire per difenderla e il nostro incontro è subito diventato un sogno”.


TAPPA A GILDONE E NELLA PIANA DI BOJANO

I tre ragazzi, prima di giungere nella piana matesina, si sono fermati a Gildone, dove hanno pulito un vecchio lavatoio, pieno di immondizia. Chi lava i panni nella fontana lo fa usando saponi chimici che inquinano il canale che scarica nel terreno. Dopo la bonifica vi hanno appeso un cartello con la speranza che le persone se ne rendano conto e ci riflettano sopra. “Dopo la bellissima camminata nei sentierini in mezzo alle montagne che da Vinchiaturo ci ha portato quasi a Bojano e la notte passata sotto il solito cielo stellato – ha raccontato Greba - la mattina il vento ci fa intoppare in una schifosa discarica dispersa lungo una provinciale vecchia e poco trafficata, la strada provinciale 52. Lo spettacolo è stato triste e ora che ci siamo dati un nome, “Ra-cogli”, non avevamo scuse per passare dritti, anche se la raccolta era davvero impegnativa: involucri e bottiglie di plastica, vetro e lattine, polistirolo, pannolini e una quantità enorme di rifiuti infilata in un buco di cemento. In un primo momento abbiamo pensiamo che fosse fuori portata, ma determinati abbiamo raccolto tutto, ed abbiamo chiesto aiuto per ritirare le buste riempite”. I tre giovani hanno invitato la popolazione ad un incontro, lo scorso 4 settembre, per ridare al Molise un po’ della dignità persa nel tempo.

13 / 09 / 2017

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