Il sismografo inventato a Bojano da Ascanio Filomarino della Torre utilizzato nell'eruzione del Vesuvio e nel terremoto del 1805 in Molise

di Mina Cappussi e Sabina Iadarola -

Lo strumento, denominato «pendolo sismografico», era sospeso ad un supporto infisso nella muratura. Al di sotto era posto un lapis in modo da segnare su un disco di carta, su cui era disegnata la rosa dei venti, ogni piccolo movimento del pendolo. Eccolo il sismografo inventato da Ascanio, perfezionato dal figlio Nicola. Il caso dei duchi di Bojano Ascanio e Nicola Filomarino della Torre, due scienziati dimenticati. La ricerca di Oreste Muccilli. Il progetto e il sito Molise Noblesse hanno bisogno del tuo aiuto!

(UMDI - UNMONDODITALIANI) L’eruzione vesuviana del 1794, il terremoto in Calabria del 1783 e poi quello a Bojano del 1805, videro l'utilizzo del «pendolo sismografico» di un insigne scienziato di Bojano, Ascanio Filomarino della Torre. Lo strumento, grazie ad un lapis, segnava le oscillazioni sismiche esattamente come accade oggi con i sismografi elettronici. Lo ricorda lo studioso Oreste Muccilli, architetto già responsabile della Soprintendenza Archeologica di Campobasso, nel suo saggio "Alle origini della moderna sismologia: Ascanio e Nicola Filomarino della Torre", nel volume a cura di R. De Benedittis, «Verso la modernità - Il Molise nel tardo Settecento», Atti del convegno. E Muccilli ha condotto una indagine genealogica sui Filomarino. "Fulvio di Costanzo, duca di Bojano dal 1712 - scrive l'architetto - aveva sposato Beatrice Moccia, figlia del feudatario di Colle d’Anchise, Giovanni Simone Moccia e di Laura de Cigala , dalla quale ebbe una figlia a cui fu dato il nome di MariaIl 6 febbraio 1723 la principessa Maria di Costanzo sposò Ascanio Filomarino , 4° duca della Torre, 3° duca della Torre a Mare, signore di Macchia ePalazzo Ducale a Bojano, sede dei Filomarino della Torre Patrizio napoletano. Dai due, l’11 dicembre 1723, nacque Pasquale, loro erede. Alla morte di Fulvio di Costanzo, avvenuta il 7 marzo 1724, Maria ed Ascanio entrarono nella titolarità della baronia di Bojano. Il 9 maggio del 1742 il duca Ascanio morì in Napoli e gli successe il figlio Pasquale. Questi il 15 febbraio del 1748 sposò la principessa Maria Maddalena Rospigliosi, figlia del principe Don Clemente e di Giustina Borromeo Arese dei conti di Arona. Dai due nacquero nel 1750 Maria Camilla, nel 1751 Ascanio e nel 1759 Clemente. A Pasquale, nel 1779 successe Ascanio. I Filomarino della Torre si distinsero, all’interno del mondo culturale napoletano, nel campo delle lettere e delle scienze. Aderirono, inoltre, al movimento illuministico insieme con molti altri notabili del Regno di Napoli".

La riabilitazione dei personaggi del Molise si deve a Molise Noblesse, Il Movimento per la Grande Bellezza di una piccola regione, che sta faccendo una raccolta fondi per mantenere ed implementare il sito MOLISE NOBLESSE. Il sito faceva parte del progetto approvato dalla Regione Molise nell'ambito di Molise Sperimenta, ma come al solito si è trattata dell'ennesima truffa ai danni dei cittadini e delle associazioni volenterose, costrette a rimetterci di tasca propria per cercare di promuovere il Molise!

IL SISMOGRAFO MOLISANO INVENTATO A BOJANO

"Ascanio Filomarino della Torre - prosegue Oreste Muccilli - fu matematico ed insigne vulcanologo, mentre suo fratello Clemente, sacerdote, era un apprezzato poeta e letterato. Di Ascanio sappiamo che era stato iniziato agli studi delle scienze naturali dal padre, amico del fisico e naturalista Giovanni Maria della Torre con il quale aveva condotto vari tipi di ricerche edStemma dei Di Costanzo a Napoli, via Toledo esperimenti. Divenne, per questo, un valente vulcanologo e si dedicò, in particolare, alla ricerca delle relazioni tra i moti dei pendoli ed i movimenti sismici, mettendo in pratica le sue conoscenze già in occasione del terremoto avvenuto in Calabria nel 1783 in cui sperimentò uno strumento da lui stesso ideato e realizzato denominato «pendolo sismografico», formato da un pendolo composto da un’asta verticale lunga otto piedi e da un peso sottostante di otto libre. Il pendolo era sospeso, tramite una catenella, ad un supporto infisso nella muratura di un edificio. Al di sotto era posto un lapis in modo da segnare su un disco di carta, su cui era disegnata la rosa dei venti, ogni piccolo movimento del pendolo. La punta grafica era collegata al peso mediante una molla a spirale che la teneva premuta sulla carta, in modo da annullare gli effetti della dilatazione termica. Accanto al pendolo era posto un orologio le cui lancette erano fissate sulle 24,00. Il suo bilanciere era tenuto fermo da un crine semirigido collegato all’asta dello strumento. Al sopraggiungere di una scossa, l’asta trascinava il crine che, a sua volta, liberava il bilanciere dell’orologio che, mettendosi in funzione, indicava il tempo intercorrente tra l’inizio della scossa e l’osservazione. Sul pendolo, inoltre, erano posti tre campanelli in grado di suonare al sopraggiungere di una scossa sufficientemente forte. Lo strumento fu di nuovo utilizzato da Ascanio durante l’eruzione vesuviana del 1794".

Molise Noblesse Movimento per la Grande BellezzaNICOLA, DUCA E PRINCIPE DI BOJANO E GLI STUDI SUI FENOMENI FISICI

"Alla morte di Ascanio, la titolarità di Bojano passò al figlio, Nicola Filomarino della Torre, col titolo ducale e di principe. L’eredità ricevuta, ovviamente, non fu per Nicola limitata al solo lascito di beni materiali e titoli nobiliari. Le conoscenze scientifiche del padre, infatti, rappresentarono una mole ingente di informazioni che, inevitabilmente, influirono sulla sua formazione culturale e scientifica. Egli, infatti, nel corso della vita realizzò numerosi studi sistematici su fenomeni fisici di varia natura, purtroppo non pervenutici nella loro interezza. Di lui ricordiamo, tra le altre cose, la serie delle medaglie coniate con nuove tecniche nella lava vesuviana del 1804 e del 1805 in onore di Ferdinando IV e la moglie Maria Carolina, riportanti le iniziali dei sovrani e la loro effigie; le targhe coniate nella lava vesuviana nel 1809 in onore di Gioacchino Murat e varie altre medaglie coniate del 1819, conservate nel Museo di Mineralogia in Napoli ed, inoltre, una pubblicazione intitolata «L’uccisione di Ascanio e Clemente Filomarino».

IL TERREMOTO DI BOJANO DEL 1805Stemma dei Di Costanzo nel Palazzo Ducale di Bojano

"La notorietà di Nicola Filomarino della Torre, per quanto riguarda il territorio molisano, è legata alle osservazioni scientifiche che fece nei giorni immediatamente successivi al terremoto del 1805 nell’area di Bojano e dell’alta Valle del Biferno. In quella occasione ancora una volta utilizzò, nella sua residenza bojanese, il «pendolo sismografico» ideato dal padre e da lui stesso opportunamente perfezionato.

I SEGNI DEL TERREMOTO

"Un archivio privato di Bojano - aggiunge Alessandro Cimmino - conserva un altro interessante manoscritto redatto da Nicola Filomarino, particolarmente dedito, come il padre Ascanio, agli studi scientifici. Esso riporta, in maniera sistematica, tutte le osservazioni sui fenomeni rilevati a Bojano prima, durante e dopo il terremoto del 26 luglio 1805: nell’atmosfera (caldo straordinario, vento cupo e fragoroso), nelle acque (intorbidimento, mineralizzazione, nuove sorgenti), sul suolo (apertura di crepe, sassi caduti dalla montagna). L’ultima parte riguarda le congetture e le ipotesi scientifiche che possono produrre scuotimenti della superficie terrestre. In particolare, per quanto riguarda le costruzioni della città, il duca afferma che i danni sono maggiori nelle fabbriche situate in pianura dove il terreno sottostante è «tutto ripieno», minori in quelle situate sopra roccia solida (ai piedi della montagna), minime in quelle costruite su rocce dove al di sotto vi erano spazi vuoti".

LA NASCITA DEL SISMOGRAFOsismografo primitivo di Zhang heng

L'invenzione del primo sismografo viene attribuita al cinese Zhang Heng nel 132 d.C. Un'anfora, con all'interno un pendolo che, se messo in oscillazione da una scossa sismica, urtava alcune levette, otto in tutto, disposte tutto intorno all'anfora, ed ognuna collegata alla bocca di un piccolo drago; se urtata, ne apriva la bocca, facendo cadere la pallina contenuta in un recipiente sottostante. La pallina, cadendo, faceva un rumore metallico, che fungeva da allarme. Tuttavia, è discutibile se questo apparecchio possa essere veramente considerato un sismografo, dato che la capacità di registrazione delle scosse è quasi assente (a seconda del drago che apriva la bocca, si poteva intuire la direzione della scossa, ma non l’intensità, la durata ecc). Dobbiamo arrivare al 1700 per il primo sismografo a mercurio di Jean de Hautefeuille. In Italia, la tradizione ha sempre attribuito l'invenzione e la creazione del primo sismografo al padre benedettino don Andrea Bina.

Nella sua pubblicazione “Ragionamento sopra la Cagione de’ Terremoti ed in particolare di quello della Terra di Gualdo di Nocera Umbra nell’Umbria seguito l’anno 1751” lo scienziato propose una sua teoria riguardo l’origine del fenomeno sismico, ispirata sulla base delle conoscenze di allora e descrisse il funzionamento del primo meccanismo a pendolo, di sua invenzione, atto a registrare il Terremoto. In un’epoca in cui il Terremoto era visto ancora dalla maggior parte delle persone come un castigo di Dio per punire e purificare le anime dei peccatori è facile comprendere le difficoltà che incontrò P. Andrea Bina in quello che poteva apparire un attacco alla religione. Il suo apparecchio costruito a Perugia verso la metà del Settecento, consisteva in una lunga fune appesa al soffitto di una stanza e con attaccato, all'altra estremità, un pesante masso. Tale masso aveva uno stilo nella parte inferiore, la cui punta sprofondava nella sabbia contenuta in una vaschetta, che a sua volta galleggiava in un ampio vaso pieno d'acqua. In occasione dei terremoti, il pendolo lasciava nella sabbia delle tracce

Ma lo studio sistematico dei terremoti, unito ad uno spirito critico eccezionale si deve proprio ad Ascanio e Nicola Filomarino della Torre, duchi di Bojano, e al loro "sismografo".

* (O. Muccilli,Alle origini della moderna sismologia: Ascanio e Nicola Filomarino della Torre, in «Verso la modernità - Il Molise nel tardo Settecento», a cura di R. De Benedittis, Atti del convegno (Campobasso 9/10 marzo 2006), Napoli 2009.)

30 / 01 / 2019


 






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