Genitori e figli: alle prese con dipendenze dal web

di Romina Nocera -

Nomofobia, Fomo, Vamping sono tutte sindromi che tengono incollate le persone agli smartphone portandole ad allontanare i rapporti interpersonali diretti sfociando in isolamento sociale, definito anche Hikikomori.

(UMDI-UNMONDODITALIANI) - Il 51% dei ragazzi tra i 15 e i 20 arrivare a controllare lo smartphone in media 75 volte al giorno. Addirittura il 7% lo fa fino a 110 volte al giorno. È quanto emerge da un sondaggio online condotto dall'Associazione Di.Te. (Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullism) su un campione di 500 persone di età compresa tra i 15 e i 50 anni. L'obiettivo è di porre l'attenzione sulle dipendenze tecnologiche e sul loro corretto utilizzo. In particolare, hanno ammesso di non riuscire a staccarsene per almeno tre ore nel 79% dei casi. Un bisogno che non li abbandona neanche di notte. La triste realtà è che anche gli adulti soffrono questa dipendenza. Il 49% degli over 35 non sa stare senza cellulare, verifica se sono arrivate notifiche o messaggi almeno 43 volte al giorno. La Nomofobia, ovvero la paura di non avere con sé il cellulare e di non poterlo controllare, la Fomo, la paura di essere tagliati fuori da qualcosa, il Vamping sono tutte sindromi che tengono incollate le persone agli strumenti digitali portandole ad allontanare i rapporti interpersonali diretti. Rischioso infatti è l'isolamento sociale, che può sfociare nell’Hikikomori, ossia la chiusura in se stessi e il rifiuto di contatto che non preveda l'uso mediato del mezzo tecnologico. Una sorta di auto-esclusione dalla società odierna, le cui pressioni e richieste vengono percepite come insostenibili. Gli ultimi casi di cronaca hanno dimostrato quanto le nuove tecnologie ci allontanino dall’essere empatici, anzi ci rendono piuttosto indifferenti al dolore altrui. Tutto quello che si fa lo si vuole condividere subito. Senza pensare alle conseguenze. La tecnologia ci fa vivere in modo mediato, persino la paura o un evento traumatico, eliminando la dimensione corporea. Non c’è spazio per le emozioni nella virtualità e nulla è realmente condiviso. Si è centrati sul bisogno immediato. Gli ultimi anni hanno visto una diffusione del fenomeno degli Hikikomori nei paesi europei, compresa l'Italia. Anche se non ci sono dati certi sulla prevalenza del fenomeno nel nostro Paese, secondo alcune stime non ufficiali il numero di giovani coinvolti sarebbe compreso tra i 30.000 e i 50.000.

Norma o Patologia?

Come comprendere se la dipendenza che caratterizza i ragazzi è nella norma o stia diventando patologica? Alcuni segni caratteristici ci aiutano a capirlo. Ad esempio l'alterazione del ciclo sonno-veglia, il modificarsi di alcuni tratti caratteriali. In breve, si potrebbe dire che quando c'è un'alterazione delle abilità relazionali e sociali bisogna interrogarsi su cosa ci sta succedendo. Il primo passo che i genitori dovrebbero fare è quello di prendersi il tempo per chiedere loro cosa fanno online. Senza giudicarli in anticipo, con tatto. Inoltre, dovrebbero stabilire un momento di stacco, condiviso da tutti i membri della famiglia. Insomma, concedersi almeno tre ore in cui si abbandona il touch e si torna al contatto.

05 / 12 / 2017

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