Facebook people: Cristian Perrella tra i palloncini rosa sul Matese passando per eBay e My Space

di Mina Cappussi -

INTERVISTA ESCLUSIVA - L’arresto di 1024 pedofili, il CV a eBay, galeotta fu la passione per la crittografia, il bivio che ritorna. Lasci un posto sicuro presso il Ministero per un’azienda sconosciuta che non arriverà alla fine dell’anno? Gli uffici di Menlo Park sono pieni di energia, divertenti, creativi, solari e magici: abbiamo perfino gli skate-board e le pareti per l’arrampicata sportiva! Ogni giorno ci confrontiamo su come migliorare quello che ci circonda. Zuckerberg visto da vicino. La mia vita la immagino là dove ho le mie radici. Non si può stare sempre lontani, mi piacerebbe fare qualcosa di speciale per Bojano.”

(UNMONDODITALIANI - UMDI) Facebook ha un nome e un cognome più vicini a noi di quel che possa sembrare. Tra i fondatori di eBay Italia, attualmente responsabile relazioni Law Enforcement EMEA e Brasile per Facebook, Cristian Perrella è nato e cresciuto a Bojano, in Molise. Incontriamo Cristian in un pub, luci basse, un gruppo di ragazzi accoccolato sulle poltrone a raccontarsi, ogni tanto qualche risata, il barman che ci porta un the speciale. Cristian non se la tira, un ragazzo normale, nonostante una carriera che l’ha portato al centro del mondo e risponde con piacere alle nostre domande rivelando particolari inediti di una vita che molti gli invidiano.

Un personaggio di spicco nel mondo dei social network, il tuo percorso di studi?

“Ho frequentato le superiori a Bojano, Istituto Tecnico Commerciale, poi Economia e Commercio a Pescara, ma la vera formazione me l’ha data la mia curiosità e l’apertura a nuovi orizzonti, che mi hanno portato in giro per il mondo. I miei coetanei parlavano di esperienze all’estero dove trasferirsi, io invece avrei voluto restare a Bojano. Poi è capitata l’opportunità di un’esperienza presso una società allora sconosciuta, per la quale avrei dovuto tradurre il sito in italiano.”

Come si chiamava questa società sconosciuta?

“eBay”

(Ride, ridiamo…)

Un nomade 2.0?

“Faccio la spola tra Bojano e Londra passando per la California

Mi ero arruolato in Polizia per svolgere il servizio militare obbligatorio e per pura coincidenza ero stato assegnato alla Scuola di Polizia di Campobasso. A quei tempi la Polizia Postale andava riorganizzandosi per far fronte alle minacce legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e cercava esperti nel settore tra i giovani arruolati. Dopo tre mesi di corso a Campobasso fui chiamato ad entrare nel Nucleo Operativo di Polizia delle Telecomunicazioni a Roma (NOPT). Potevo andare a Roma o restare vicino casa Campobasso: ci ho pensato su e ho scelto il NOPT, Servizio Speciale della Polizia Postale. Ai tempi cercavano giovani per per trasformare la Polizia Postale nella cyberpolizia attuale. Quelli erano gli albori per internet, io per connettermi chiamavo in teleselezione ad una BBS di Milano, quanti soldi ho fatto spendere di telefono a mio padre per quelle connessioni lentissime!

Arrivata la chiamata al NOPT mi sono trovato davanti al primo vero bivio nella mia vita: la scelta se restare a Campobasso o prendere la strada per Roma.

Che hai scelto?

Ho scelto di restare curioso. La curiosità mi ha sempre portato ad allargare gli orizzonti, a comprendere culture differenti dalle nostre, Roma – per uno che voleva restare a Bojano – era tanto lontana ma l’opportunità era interessante.

Portavi la divisa a Roma?

“No, vestivo abiti civili, facevo indagini sulla pedofilia, cyber crime. A proposito di divisa. Un giorno mi hanno chiamato gli amici: “Ma stai sul giornale?” E in effetti il NOPT aveva portato a termine una brillante operazione con l’arresto di 1024 pedofili e sulla seconda di Repubblica – con mia grande sorpresa - c’era la mia foto. La divisa l’avevo messa per fare delle foto istituzionali ed il fatto che l’avessero usata per metterla sul giornale mi urto’ parecchio. Questo succedeva pero quando avevo già deciso di lasciare.

Ma torniamo al viaggio e al cammino verso Facebook

Da quel momento in poi ho cominciato a viaggiare e ad esplorare altre opportunita. Quasi per gioco avevo fatto application per un intership ad eBay in California che non ando’ a buon fine. Qualche meso dopo pero’ eBay decise di aprire le operazioni in Europa e aveno conservato il mio CV mi chiamarono. Io immediatamente pensai ad uno scherzo, non potevo credere che si interessassero proprio a me, era troppo bello per essere vero. Mi chiesero se ero interessato a quel tipo di lavoro, dopo pochi giorni sostenni il mio primo colloquio a Berlino. Accettai le condizioni senza trattare e mi trasferii a Milano, mi ritrovai in un attimo nel centro della New Economy, per fare una parafrasi calcistica era come se il Real Madrid mi avesse prelevato dal Campobasso Calcio (con tutto il rispetto parlando)

Altro bivio, altra decisione

Roma era il posto più vicino al Molise dove potermi esprimere professionalmente lasciando aperta la possibilità di tornar regolarmente a casa; non ero mai stato a Milano ma la voglia di andare era piu forte delle remore. Il primo ufficio milanese era ubicato in un centro business provvisorio in Via Cavriana.

Comincia l’avventura eBay

Ricordo ancora la perplessita’ di quando ho detto a casa che avrei accettato di andare a Milano a lavorare con eBay, . eBay all’epoca era un nome senza senso, un business oscuro e lasciare un posto fisso per qualcosa di aleatorio non e’ proprio nel nostro DNA. Ricordo però l’incoraggiamento di mio padre che non e’ mai mancato nei momenti delle scelte.

Qual è stato il tuo rapporto con le tue radici?

Scendevo a Bojano ogni fine settimana e tutti i miei colleghi sapevano di questo attaccamento viscerale per la mia terra e mi prendevano in giro

E quindi sei rimasto a Milano?

“No, ci sono stato solo una settimana. Poi mi chiesero di andare in Germania per una settimana di training ”

Una settimana decisiva?

“Beh, in effetti a Berlino dovevo passarci sette giorni e invece ci sono rimasto sei mesi. Qui ho conosciuto tutto lo staff internazionale di eBay, una ventina di persone con la mente aperta e curiose esattamente come me, è stata una esperienza fondamentale per la mia formazione e. sono stati sei mesi fantastici in una delle città che preferisco ”

Di che ti occupi?

Trust and Safety. In parole povere: creare un rapporto di fiducia con i clienti, supportare iniziative che migliorino la sicurezza e la percezione di questa delle piattaforme di pagamento e commercio elettronico, curare l’affidabilità nei sistemi di pagamento, prevenire frodi e truffe e rendere internet piu sicuro”

Arriviamo al terzo bivio decisivo:

Dopo il semestre berlinese tornai in Italia a svolgere il mio incarico di responsabile italiano per un breve periodo, successivamente mi fu offerto di gestire il team di Trust and Safety Europeo e si trasferirmi in Svizzera presso gli uffici centrali.

E via da capo, nuovo giro, nuova corsa.. Ancora una bellissima esperienza di crescita professionale nel corso della quale ho messo su il team Internazionale di Trust and Safety. 5 anni molto intensi e pieni di soddisfazioni fino a quando avverti il bisogno di prendere una pausa con il pretesto dedicarmi ad un progetto imprenditoriale personale.

Finalmente un periodo di tranquillità quindi?

“Piu o meno, perché fui chiamato subito da My Space, che era all’epoca il social media più grande del mondo, cercavano un responsabile Trust and Safety per la regione Sud Europa” Riuscii a spuntare un contratto che prevedeva di cominciare dopo 10 mesi e continuai a ricaricare le batterie.

È qui che è avvenuto il sorpasso Facebook Vs My Space?

“Proprio così, ricordo ancora quel giorno! E ricordo con un misto di amarezza che noi di di My Space eravamo piu attivi su Facebook che sulla nostra stessa piattaforma in quei giorni, quasi a sancire il sorpasso imminente. MySpace chiuse gli uffici di li a poco e mi trovai di nuovo a dover decidere del mio futuro. Le cose non avvengono mai per caso, c’è un filo conduttore, a noi ignoto. Mentre percorrevo quel tratto della mia vita arrivava il momento più difficile tormentato da dubbi sul futuro. E, come per magia, mi si presento’ una nuova opportunità. Un ex-collega mi fa sapere che Facebook cercava qualcuno con il mio profilo per la regione Europa, Medio Oriente e Africa.

Ennesimo cambio di rotta dunque, e passaggio in Facebook?

Ho fatto le valigie per l’ennesima volta e sono partito per la California per un mese di training. La successiva destinazione è stata Parigi dove sono rimasto due anni.”

A complicare le cose anche la vita privata.

“Beh, le due correvano parallelamente e io stavo al centro. Nel frattempo avevo conosciuto la mia compagna che lavorava anche lei per eBay, ma per uno strano gioco del destino l’ho incontrata solo a Bojano durante la processione di Sant’Egidio. ”

eBay, a quanto ci risulta accoglie anche un altro Bojanese.

“Infatti, Gianni Petroro, anche lui lavora – ormai da molti anni - per la new economy. Gianni mi raggiunse quando ero a Milano, aveva la new economy nel DNA anche lui, visto che passavamo giornate intere a scoprire le potenzialità della rete da ragazzi.

Ma le sorprese non finiscono qui perché troviamo un ulteriore rappresentante di Bojano su e-bay.

“Vedo che è bene informata. Raffaella: sì, anche lei, dopo aver lavorato per Apple, e’ stata assunta da eBay a Londra ed è anche lei di Bojano.”

Se dovessimo fare una casistica?

“Non c’è dubbio. Bojano è la città che in proporzione ha fornito più talenti ad eBay (sorride). Le do un anteprima: anche la mia compagna è mezza Bojanese, quindi siamo 3.5 su un totale di 8000 abitanti! ”

Che cosa ti piace del tuo lavoro?

Penso di avere uno dei lavori più affascinanti del mondo. Mi occupo della sicurezza online di oltre mezzo miliardo di persone. In particolare sono orgoglioso del mio lavoro nella prevenzione degli abusi sui minori, un settore dove mi confronto con persone straordinarie che hanno un impatto indescrivibile sulla vita delle persone tutti i giorni. Alla fine della giornata sai che hai fatto qualcosa per migliora bambini, sai che hai fatto la tua parte!

Sempre in aereo?

“Sì, certo viaggio continuamente per incontrare Autorità ai quattro angoli del mondo, ma il bello di questo lavoro è che possibile connettersi da ogni angolo della terra posso interagire con qualsiasi persona anche nel più remoto paesino raggiunto da internet senza doverci andare di persona, lavoriamo anche per questo, rendere il mondo più interconnesso e più aperto.”

Cosa ti affascina di questo lavoro?

“Innanzitutto la gente con cui mi relaziono e la missione di Facebook che e’ quella di connettere le persone e dare accesso alle informazioni. La nostra visione tiene conto del fatto che abbiamo un impatto straordinario nella vita di milioni di persone tutti i giorni. Ci sono decine di testimonianze di persone che con l’accesso alla rete hanno fatto cose straordinarie, e ispirato cambiamenti rivoluzionari. Ma anche le semplici amicizie messe a dura prova dalla distanza, si rafforzano e rinnovano grazie alla rete. Le persone che si connettono su Facebook accedono ad un mondo di opportunità infinite.”

E poi ci sono gli emigrati.

“Fa bene a ricordarlo perché questo è un “effetto collaterale Facebook” meno indagato, ma che ha svolto e svolge un ruolo sociale enorme perché ha favorito il riallacciarsi di rapporti umani, familiari e sociali strappati da milioni di partenze senza ritorno.”

La prima volta che hai visto Mark?

“È stato molto emozionante, Mark è una persona davvero speciale e riesce a trasmettere una carica incredibile. Ma gli uffici e le persone in genere sono pieni di energia, divertenti, creativi, solari e magici: sono posti creati per stare bene e divertirsi lavorando, ci si muove in skateboard!”

Raccontaci un po’ di questi uffici?

“Quello di Menlo Park è in continuo divenire, ogni volta che ci torno lo trovo diverso, e’ una fucina incredibile di creatività ed innovazione. Ma tutti i nostri uffici sono bellissimi, non hanno niente a che fare con quelli che si hanno normalmente in mente. Sì, la parola “normale” è pressoché sconosciuta. Ogni giorno ci confrontiamo su come migliorare quello che ci circonda. È un posto che fa librare la fantasia e la creatività, dove è piacevole recarsi tutti i giorni. Ci sono persone fantastiche e infinite sono le opportunità.

Allora questo matrimonio Facebook-Google?

“Se si riferisce agli amori sbocciati tra i dipendenti dei due colossi (sorride), confermo che le coppie della Silicon Valley sono piuttosto numerose e trasversali. Ma credo dipenda dal fatto che le persone uguali si ritrovino più facilmente e dunque si conoscano sul posto di lavoro.”

Il futuro?

Luminoso e sempre pieno di opportunità. Bisogna essere vigili continuamente per non lasciarsi sfuggire le occasioni che la vita ti riserva.”

La tua vita sarà in California, in Inghilterra, in Germania o dove altro?

“La immagino là dove ho le mie radici. Non si può stare sempre lontani, mi piacerebbe fare qualcosa di speciale per il Molise.”

Le radici. C’è qualche collegamento con Facebook?

Quando ero in Svizzera realizzai una piattaforma network che si chiamava piazzaroma.net. (come la piazza principale di Bojano, caratterizzata dalla presenza di platani secolari, NdR) Prima che esistesse Facebook avevo il chiodo fisso di collegare in qualche modo le persone. Vivevo nella realtà elvetica e avevo bisogno di mantenere i contatti con la mia comunità, di essere “presente” sebbene a centinaia di chilometri di distanza.Faccio un esempio. Maria Moffa dalla California, Giovanni Colalillo entrambi sulla Memoria Fotografica della Città di Bojano (animato Gruppo Facebook che lo scorso agosto ha organizzato una mostra di successo a Palazzo Colagrosso, NdR) si incontrano tutti i giorni e partecipano alle discussioni che riguardano un posto che hanno lasciato 30 anni fa. E come se non se ne fossero mai andati, sono presenti e vivono la vita della comunità. In questo modo si crea un nucleo virtuoso di persone che condividono ricordi, esperienze e speranze. È la nuova umanità. Chissà, in futuro arriveremo anche a votare tramite la rete e questo probabilmente garantirà una maggiore trasparenza ai governi!

Che ti ha dato Bojano?

Un’infanzia felice a misura di bambino. Ho giocato per strada, ho fatto collezione di cicatrici come tutti i bambini della mia età e con loro condividevo le scoperte e le esperienze di quegli anni. Ricordo che quando cominciai a scoprire internet togliendo tempo ai giochi di strada gli amici mi prendevano in giro e generavo curiosità, erano in tempi in cui l’amicizia si consolidava esclusivamente sotto i platani e mi piace pensare che sia ancora cosi. Oggi non posso fare a meno dei boschi, delle montagne, dei fiumi. Torno appena posso e mi apposto per osservare la lontra, la faina e gli altri animali che abitano ancora questi posti. Passo le ore ad osservare la natura e a fotografarla. E’ famosa la mia foto con i palloncini rosa che avevo usato per mandare in alto la fotocamera per riprendere una scena. Non abbiamo bisogno di cose nuove, ma di nuove prospettive”

Già, la foto di Cristian con i palloncini rosa. Perfetto stile Facebook.

“Fa parte dell’esperienza Molise Avventura (associazione che ho contribuito a fondare durante l’anno sabbatico) dei viaggi in canoa alla scoperta di ambienti inesplorati, degli appostamenti in notturna, delle passeggiate nel borgo medievale di Civita, delle escursioni sul Matese, di quelle incredibili “avventure”, appunto, che ci offre il Molise se solo riuscissimo a guardare oltre l’ordinario. Solo così possono venir fuori non convenzionali”.

Come si lavora a Facebook con un background economico?

“Io certamente non sono un tecnico in una societa di programmatori ma ho trovato il mio spazio. I programmatori a Facebook sono l’ossatura dell’azienda e costruiscono la piattaforma giorno per giorno riga per riga…e devo dire che sono proprio coccolati, nel senso letterale del termine.. Qui il tempo libero e il lavoro hanno confini molto labili e spesso coincidono. Da noi valutiamo le capacità attitudinali, non il percorso di studi. C’è gente, per esempio, laureata in Filosofia. Le competenze si acquisiscono col tempo. Per cominciare c’è bisogno di inventiva, non di un sapere universitario. Sia Google che eBay, per esempio, accolgono con particolare entusiasmo gli stagisti, perché portano nuova linfa, idee nuove. I giovani hanno una marcia in più; io sono già vecchio, perché l’età media è sotto i 30 anni”.

Come vede l’Italia nello scenario internazionale?

“L’Europa, l’America sono piene di italiani in posizione chiave e ai vertici delle aziende. In Italia, purtroppo, non avrebbero avuto le stesse opportunità di esprimere le proprie potenzialità. In Italia lo schema è quello di una massa di persone che segue un capo: è la fotografia di una realtà chiusa, vecchia, stantia, non ancora pronta alla sperimentazione. Per crescere c’è bisogno di sperimentare cose, idee e proposte. I ragazzi che valgono trovano le opportunità di cui hanno bisogno all’estero. E’ triste ammetterlo, ma è così”

Per i suoi figli quale Paese sceglierà per nascere e vivere?

Le grandi città sono spersonalizzanti. Oggi, grazie ad internet, si può vivere in un paesino e restare connesso con il mondo. Io ho incontrato diversi bivi sulla mia strada, e ho dovuto scegliere. Lo faranno anche i miei figli, immagino. Tutto ciò che insegnerò loro sarà l’amore per la terra dei padri, e lo sprone a diventare cacciatori di opportunità. Ovunque si troveranno nel mondo”.

Salutiamo Cristian e ce ne torniamo con una bella energia. Sarà Facebook, sarà Mark, saranno tutti questi bivi e queste opportunità. Ma soprattutto sarà questa gioia di vivere che ci ha trasmesso Cristian, che nell’intervista ha declinato la gratitudine in tutte le forme, raccontando, con il cuore il mano, un’esistenza che ha dell’incredibile, eppure incredibilmente leggera e cristallina come l’aria che al mattino presto si respira sul Matese. Lui che incontra il mito del mondo moderno tutti i venerdì a Menlo Park è capace di incantarsi ancora e di attendere ore l’arrivo di una lontra, acquattato tra il verde. Ha proprio ragione lui, questo mondo può essere più bello se lo guardiamo con gli occhi giusti, attraverso la superficie traslucida in un palloncino…rosa!

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26 / 10 / 2014


 






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