Istituto F. AMATUZIO-PALLOTTA presenta: NESSUN PARLI

di Romina Nocera -

Musica Unità e Sintesi In Cento Anni d’Arte. Viaggio artistico-musicale interdisciplinare che parte dalla battaglia di Caporetto ed approda alle “prigioni” di Caparezza (1917 – 2017). Una galleria temporale, in un piano-sequenza in cui i decenni si avvicendano per ripercorrere il “secolo breve” ed i suoi molteplici appuntamenti miliari storici, culturali, artistici e musicali.

(UMDI-UNMONDODITALIANI) - L’Istituto Comprensivo Amatuzio-Pallotta di Bojano su iniziativa del MIUR, nota n. 35927 del 21 settembre 2017, denominata “Nessun parli…” in collaborazione con il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica, parteciperà all’iniziativa programmata per martedì 21 novembre prossimo. Il progetto prevede di dedicare una giornata allo svolgimento di attività musicali e artistiche e vede coinvolta tutta la comunità scolastica (dirigenti scolastici, docenti, personale ATA, studentesse, studenti e famiglie) e la partecipazione attiva di artisti e musicisti, il cui ruolo sarà quello di stimolare e motivare i soggetti coinvolti all’apprendimento pratico della musica e all’utilizzo di forme di linguaggio alternative. La scuola rimarrà aperta al territorio durante le attività scolastiche ed extrascolastiche a partire dal pomeriggio del giorno 20 novembre 2017. Il tutto si svolgerà contemporaneamente in tutte le scuole aderenti a livello nazionale e presso la sede centrale del Ministero. L’idea dell’istituto Comprensivo è quella di ripercorrere il “secolo breve” ed i suoi molteplici appuntamenti miliari artistici, storici e culturali trasportando il pubblico in una galleria temporale, un piano-sequenza in cui i decenni si avvicenderanno senza soluzione di continuità. M. U. S. I. C. A. A. (Musica Unità e Sintesi In Cento Anni d’Arte), l’idea progettuale dell’Istituto, sarà un viaggio artistico-musicale e interdisciplinare che partirà dalla battaglia di Caporetto fino ad arrivare alle “prigioni” di Caparezza (1917 – 2017). Per la creazione di questa enorme macchina del tempo, la Scuola Secondaria di 1° grado, sita in via Pallotta (Bojano), per l’occasione si trasformerà in un gran TEATRO, e tutti gli ambienti della scuola, atrio, scale, corridoi ed aule saranno il palcoscenico su cui artisti, musicisti, studenti, comunità scolastica, scenografi e writers affermati ricreeranno un secolo di storia, di arte, musica e scoperte scientifiche e tecnologiche. Inoltre, alcuni degli arredi scenografici resteranno anche dopo la manifestazione, in maniera permanente, ad adornare e decorare il plesso scolastico, oltre che a testimoniare la grandezza di questo centenario artistico-musicale, analizzato e rappresentato in maniera trasversale, in una gigantesca “mappa concettuale”. Lo spettatore potrà quindi rivivere gli ambienti, le atmosfere, la moda e i costumi tipici degli anni attraverso i tratti salienti della nostra storia, nonché soffermarsi sui passaggi fondamentali, decennio dopo decennio; il tutto sarà legato da performance musicali e artistiche i cui protagonisti saranno la comunità scolastica e il territorio. In questo modo, tra scoperte scientifiche ed opere letterarie, tra la prima Fiat 500 e la teoria della relatività, tra la pop art e la storia dei fratelli Cervi, si avrà un unico, grande caleidoscopio che racchiude tutte le aree tematiche interdisciplinari che compongono la consueta didattica scolastica. Ci si potrà tuffare nelle varie scansioni artistiche ed espressive del Novecento, saranno il fil rouge lungo tutto il percorso. Nell’ambito dell’arte molti saranno i linguaggi utilizzati: dalle parole (poesia) alle immagini (pittura), dai suoni (musica) ai movimenti del corpo (danza) e così via. Alcuni linguaggi, come la musica, posseggono una intrinseca universalità, parlano una lingua che può in genere essere compresa da tutti. Ecco perché sarà proprio la musica a guidare attori e spettatori di questo progetto tra le varie battaglie del ‘900, tra le guerre attraverso le quali si è compiuta la democrazia occidentale e tra i turbamenti umani che hanno portato a grandi rivoluzioni ed a nuove sfide, tuttora aperte. Il piano-sequenza partirà dalla disfatta di Caporetto, la più grave subita dalle truppe italiane nel primo conflitto mondiale, della quale nel 2017 ricorre il centenario. Sinonimo di sconfitta collettiva, Caporetto fu anche l’inizio di un moto di riscossa e di orgoglio nelle truppe italiane. Si arriverà a Caparezza, e alle sue prigioni esistenziali, poetiche e metaforiche di un secolo dopo. Anche in Prisoner 709, un moderno concept album, c’è la pianificazione di una liberazione, dove la fuga può avvenire solo con l’accettazione di sé, dei propri limiti. In mezzo, ci sono gli anni ’50, il be-bop e la voglia di vivere dopo Hiroshima e Nagasaki, i ’60 del boom economico, dell’uomo sulla Luna e delle prime minigonne, della rivoluzione sessuale e dell’indignazione contro il Vietnam, gli anni ’70 dei Beatles e della cortina di ferro, gli ’80 di Blade Runner e la caduta del muro di Berlino quando Rostropovich suonò Bach, gli anni ’90 dell’avvento di internet e dei primi cellulari.

Ultima tappa

Infine, ultima tappa del “Ritorno al futuro”: il presente, il XXI secolo. Un mare di questioni nuove ci attendono, sfide fondamentali ed aperte da cui dipende il destino del genere umano: lo sgretolarsi della comunicazione propria dell’era dei social e dell’informazione, i dilemmi aperti da una globalizzazione che polarizza in maniera diseguale le risorse del mondo, i cambiamenti climatici, le migrazioni, la consapevolezza che quella occidentale sia solo una delle interpretazioni del mondo, forse neanche la migliore. E poi il terrorismo di chi vuole impedire un proficuo incontro tra civiltà a favore di uno scontro continuo su cui lucrare e la sicurezza, che non è soltanto quel desiderio di non sentirsi minacciati in aeroporto, alla stazione o su London Bridge, ma anche di non morire sotto le macerie di una scuola costruita male, come è successo a San Giuliano di Puglia, proprio qui in Molise, a 27 studenti e una maestra. Allievi, ragazzi, proprio come i protagonisti della storia che andremo a ricreare, nella speranza che per loro e per tutti noi la Storia non rimanga soltanto un insieme di nozioni fredde scritte sui libri, ma diventi il racconto di emozioni vere a noi vicine, umane, reali.

14 / 11 / 2017

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