Cronache dei giorni nostri: dalle violenze dei no Tav alle elezioni in Russia
di Carlo Di Stanislao –
In Italia Monti a Palazzo Chigi interviene sui no Tav: “Il dialogo c’è stato e c’è ma non possiamo farci condizionare dai violenti”. In Russia a un giorno dal voto presidenziale vige una calma apparente. Putin è il favorito ma l’opposizione teme brogli
(UMDI UNMONDODITALIANI) Nonostante i diversi episodi di violenza e le varie contestazioni dei no Tav a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, il premier Mario Monti ha confermato ieri, in occasione del vertice straordinario presso Palazzo Chigi, la sua decisione di portare avanti i lavori per l'asse ferroviario Torino-Lione, "per verificarne lo stato di avanzamento nelle necessarie misure di sicurezza", dichiara che la linea del governo non cambia e che non saranno “tollerate violenze”, mentre "il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ribadisce la linea della fermezza. Quanto alla protesta, sarà pugno duro: “Ci sono state, in particolare nei giorni scorsi, manifestazioni di protesta con forme di violenza. A questo riguardo vorrei essere molto chiaro – ha detto secco il premier - la libertà di espressione è un bene fondamentale ma non saranno consentite forme di illegalità e contrasteremo ogni forma di violenza”. Parlando direttamente ai no Tav, Monti ha aggiunto che: “Il Paese si stava staccando dall’Europa” e continuato che “chi vede la Tav con astio o timore tenga presente che anche queste opere sono necessarie”. Parole che non sono piaciute affatto al leader del movimento Alberto Perino, che ha risposto a distanza al premier: “Monti ha detto un sacco di cose roboanti e ha mostrato i muscoli, gli vogliamo bene. Ma eviti le prove di forza con noi. Non servono. Si sprecano solo soldi. Se vuole farci fare ginnastica su e giù per la valle - ha aggiunto - noi siamo pronti”. Nel frattempo, la quinta notte di "mobilitazione permanente" dei No Tav in Val di Susa, dopo l'assemblea del Movimento che si è svolta a Bussoleno, si è svolta senza disordini, mentre stamani si è appreso che Luca Abbà, il trentasettenne no-Tav caduto dal traliccio il 27 scorso, è fuori pericolo. Dicevamo della notte trascorsa tranquillamente, piena di una calma mista ad apprensione per quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni e che aleggia sopra la lunga assemblea alla quale hanno dato vita, in tardissima serata, oltre 400 persone nel Centro Polivalente di Bussoleno. Oggi sono previste in tutt’Italia manifestazioni no-Tav, a partire da Roma, dove si svolgerà a partire dalle 15, dopo una manifestazioni di edili ed in contemporanea a quello de La Destra di Storace. Si temono scontri e disordini, con rinforzi in arrivo da altre sedi, impiego massiccio di forze di polizia in tutte le città dove sono state comunque annunciate agitazioni ed un piano generale per impedire ai dimostranti di avvicinarsi a sedi istituzionali o di raggiungere linee ferroviarie e tangenziali. Oltre agli attivisti no Tav, alla manifestazione prenderanno parte studenti, esponenti dei centri sociali e movimenti della galassia antagonista, tra cui i "Blocchi precari metropolitani" e i "Movimenti di lotta per diritto all'abitare". In occasione del corteo romano nella zona Prenestina non circoleranno, per ragioni di sicurezza, i tram, con blocco, anche, della metro sia A che B. Previsti, naturalmente, disagi per i trasporti e la mobilità, con molti che saranno costretti a ricorrere alle proprie vetture e, naturalmente, grande disagio aggiuntivo generale. Poco preoccupato è il Sindaco Alemanno, non solo perché lui ha l’autista, ma perché, come emerge dalla prima pagina di Libero, nell’inchiesta sull’uso (e l’abuso) di auto blu, percorre ogni giorno dell’anno ben 150 chilometri, certamente una bella cifra, anche se di molto inferiori a quella di altri, come, pare, il sindaco de L’Aquila che, con la sua mobilità costante e consistente, smentisce alla grande “l’immota manet” del motto cittadino. Calma apparente, oggi, anche in Russia, ad un giorno dal voto presidenziale, con cinque candidati in campo ma un solo, certo, vincitore: Vladimir Putin, l’ultimo zar di quel Paese. “Prima di Pietro il Grande la storia russa è stata un funerale. Dopo, un caso criminale", hanno detto in un video estremo, andato ieri in rete, gli oppositori, scegliendo il verso del poeta e diplomatico della seconda metà dell'Ottocento, Fedor Ivanovic Tjutcev, per ribadire l'intenzione di spezzare la catena di potere che da anni vede alternarsi alla Duma il tandem Putin-Medvedev. Il risultato del voto, però, appare scontato e gi ultimi sondaggi governativi danno il candidato di Russia Unita, il grande amico di Berlusconi, intorno al 50%. Dato, che se confermato, potrebbe comunque non essere sufficiente per conquistare la maggioranza assoluta al primo turno. Sicché le attenzioni di tutti non è sulla vittoria, ma sull’entità della stessa e sono in molti a scrivere che se Putin prenderà anche meno del 50%, questa elezione segnerà l’inizio di una inesorabile decadenza. L'opposizione teme brogli, come avvenuto a dicembre e in un manifesto dal titolo esplicito. “Putin ha trasformato la Russia nella terra di Mordor, chiama tutti ad una battaglia epica a sostegno della legalità e contro le forze oscure, ispirata alla saga del Signore degli Anelli e durante la quale l'avanzata del partito Russia Unita viene arrestata al grido di “vogliamo una Russia senza Putin”. Comunque vadano le cose, in queste elezioni grande protagonista è stata la Rete, che con i suoi 50,8 milioni di utenti unici (rilevazione Comscore, società americana leader nello studio del comportamento della rete, relativa al settembre 2011), pari a circa il 44% della popolazione, fa della Russia il primo Paese in Europa per numero di internauti. Protagonista si una lotta combattuta da una parte a suon di allusioni sessuali, come il video della giovane elettrice che a una cartomante chiede consigli per la sua prima volta (solo alla fine del video si capisce che intendeva la prima volta al seggio) e dall'altra attraverso la più aspra satira politica che mostra il primo ministro dietro alle sbarre. Tornando alla cronica di oggi, in Russia è il giorno del silenzio, in quando è vietata qualsiasi propaganda elettorale affinché gli elettori possano fare una scelta cosciente, non soggetta a pressioni esterne. E chi desidera seguire su internet la votazione ha a disposizione un giorno per farsi registrare su un sito speciale. Ieri la Commissione Elettorale Centrale della Russia ha dichiarato di essere completamente pronta allo svolgimento delle elezioni e che i risultati preliminari saranno resi noti già nella mattina del 5 marzo. Io penso a quanto fatidiche siano le date e come suoni sinistra, per Putin la data di un altro dittatore finito, il 5 marzo del lontano 1821. La celebre poesia di Manzoni è un’ode patriottica, scritta in occasione dei moti carbonari piemontesi, quando sembrava probabile che l'esercito di Carlo Alberto di Savoia avrebbe passato il fiume Ticino per liberare la Lombardia. Forse, dopo l’ennesima, scontata vittoria, qualcuno, in Russia, scriverà, rivolti a Putin, analoghi, immortali versi, in cui la Russia, nonostante tutto “riprende i suoi retaggi” ed “il suo ruolo”. Ma, in “Memorie del sottosuolo”, Dostoevskij ci ricorda come forze oscure agiscono nel profondo di ciascuno di noi, perseguendo fini che vanno ben oltre le categorie dell'utile, del buon senso, del vantaggioso per l'individuo e per la specie. La Storia, infatti e molto spesso, è un susseguirsi di irrazionali insensatezze e la consapevolezza finisce per generare inerzia, ci allontana dalla vita e dalla azione, ci rende estranei e diversi, a dire, vinti e disperati: Io sono solo, e loro invece sono tutti. Il Misantropo è un celebre dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1568, conservato nel Museo di Capodimonte di Napoli, più volte commentato dal grande storico dell’arte e sommo orgoglio della città de L’Aquila, Ferdinando Bologna. In basso una scritta in fiammingo, che è monito per noi tutti e che suona, in italiano: “Poiché il mondo è così infido / Mi vesto a lutto”.
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03 / 03 / 2012
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