Covid-19 basta fake news. Il virus non è da laboratorio

di Ilaria Sabbatino

Il Covid-19 è emerso inizialmente a Wuhan, in Cina, a fine 2019 e da allora ha causato un’epidemia, trasformatasi in pandemia, scatenando paure, accuse e fake news, tesi complottistiche e un’ipotesi che per un certo periodo è andata per la maggiore: il virus era sfuggito da un laboratorio. Il virus è talmente perfetto spiegano gli infettivologi, che non può essere altro che il risultato della selezione naturale e non il prodotto dell'ingegneria genetica

(UMDI - UNMONDODITALIANI) La pandemia in Italia e nel resto del mondo di Covid-19, la malattia causata dal coronavirus Sars-Cov-2, prosegue. In Italia i contagiati attuali sono circa 63mila e le vittime nel nostro Paese hanno superato quelle cinesi: siamo il paese con più morti al mondo. L'emergenza sta mettendo in ginocchio intere regioni, in particolare la Lombardia. Il Covid-19 è emerso inizialmente a Wuhan, in Cina, a fine 2019 e da allora ha causato un’epidemia, trasformatasi in pandemia, battezzata Covid-19, che si è diffusa in più di 160 altri Paesi, scatenando paure, accuse e fake news, tesi complottistiche e un’ipotesi che per un certo periodo è andata per la maggiore: il virus era sfuggito (o fatto fuggire, o diffuso) da un laboratorio. La prima malattia nota causata da un coronavirus è emersa con l’epidemia di sindrome respiratoria acuta grave Sars del 2003 in Cina. Un secondo focolaio di malattia grave è iniziato nel 2012 in Arabia Saudita con la sindrome respiratoria del Medio Oriente Mers. Il 31 dicembre dello scorso anno, le autorità cinesi hanno avvisato l’Organizzazione Mondiale della Sanità di un focolaio di un nuovo ceppo di coronavirus che causava gravi malattie, che in seguito fu chiamato Sars-Cov-2. Al 20 febbraio 2020, sono stati documentati quasi 167.500 casi Covid-19, sebbene molti altri casi lievi siano probabilmente non diagnosticati. Il virus ha ucciso oltre 6.600 persone. Ora lo studio “The proximal origin of Sars-Cov-2” pubblicato su Nature Medicine da Kristian Andersen, professore associato di immunologia e microbiologia alla Scripps Research, Robert Garry della Tulane University; Edward Holmes dell’università di Sydney; Andrew Rambaut dell’università di Edinburgh e W. Ian Lipkin della Columbia University, mette fine a ogni illazione: il coronavirus legato alla pandemia Covid-19 «è il prodotto dell’evoluzione naturale. L’analisi pubblica dei dati della sequenza del genoma di Sars-Cov-2 e dei virus correlati non ha trovato prove del fatto che il virus sia stato prodotto in laboratorio o progettato in altro modo». Infatti il nuovo coronavirus o Covid-19 sarebbe il risultato dell'evoluzione naturale di altri virus della stessa “famiglia” e non un prodotto di laboratorio o di ingegneria genetica, quindi non fatto dall'uomo manipolando geni virali in provetta come insinuato più volte dall'inizio dell'epidemia. “Confrontando i dati genetici ad oggi disponibili per diversi tipi di coronavirus - afferma Kristian Andersen - possiamo risolutamente determinare che il Sars-CoV-2 si è originato attraverso processi naturali”.

Secondo gli esperti

Gli esperti hanno in particolare confrontato il gene per una proteina chiave nel processo infettivo, una proteina dell'involucro esterno del virus chiamataspike, punta o spina, che gli serve per attaccarsi, entrare e infettare le cellule umane. Spike è dotata di un “uncino molecolare” (Rdb) con cui il virus si lega alle cellule umane incastrandosi alla molecola, (Ace2) un recettore importante nella regolazione della pressione del sangue. Il legame tra l’uncino molecolare del virus e la molecola umana, è essenziale per iniziare l'infezione. Inoltre spike ha anche una 'forbice molecolare' che aiuta il virus a penetrare nella cellula umana. Il legame tra Rbd e Ace2 è talmente perfetto spiegano, che non può essere altro che il risultato della selezione naturale e non il prodotto dell'ingegneria genetica.

25 / 03 / 2020


 






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