COUNSELING: CONDIVIDERE UN DISAGIO RENDE PIÙ FORTI. di Manuela Forte* -
Desiderare di poter condividere un problema, una difficoltà, una sofferenza, con persone capaci di comprendere veramente, è un desiderio assolutamente lecito e nessuno dovrebbe sentirsi impedito oppure inibito di fronte alla possibilità di potersi finalmente raccontare senza vergogna alcuna.
 La paura del giudizio, dei pregiudizi, di non essere all’altezza rispetto alle aspettative degli altri, di non essere capiti dagli altri, spesso blocca la persona che sente una necessità vitale di potersi liberare dal peso, dal fardello causato dal disagio che sta vivendo.
Il sentimento di solitudine che invade la persona che vive un disagio può essere accentuato dal comportamento delle altre persone che gravitano intorno ad essa perché, pur volendo essere di aiuto, non sanno come affrontare il delicato argomento oppure adottano un atteggiamento di chiusura causato dalla paura e dall’insicurezza.
In un contesto protetto e rispettoso dell’individualità ed intimità di ognuno, il gruppo di incontro può essere un valido supporto per chiunque senta la necessità di esprimere, raccontare, condividere la propria esperienza di disagio, malattia, difficoltà.
Il gruppo dà sostegno e permette di rendersi conto che nessuno è immune da difficoltà e vivere un momento della propria vita particolarmente drammatico è “normale”. Piuttosto sarebbe anormale e dannoso per l’individuo fare finta di nulla, pensare che prima o poi passa da solo…
Impedire alle emozioni negative di uscire, alla voglia di piangere o urlare la propria solitudine di esprimersi, è farsi violenza rinforzando il sentimento che nessuno ci capisce e quindi rallentare, se non inibire completamente, la possibilità di auto-guarigione o del miglioramento della qualità della vita.
Viviamo una conflittualità paradossale, spinti dalla voglia di mantenere la propria libertà individuale e, nel contempo, fortemente attratti dal fare parte di un gruppo di riferimento. Cerchiamo amici con i quali parlare e condividere le nostre esperienze, ma non ci sentiamo mai veramente compresi da essi. Pretendiamo che il nostro partner ci capisca, ma non riusciamo ad esprimere in parole chiare ed inequivocabili i nostri sentimenti e pensieri più profondi…Vogliamo raccontare, ma abbiamo paura…
Scegliere di partecipare a un gruppo di incontro condotto da un counselor psicosomatico, è un passo evoluto e sicuramente conferma la presa di coscienza che ha a che vedere con il proprio senso di responsabilità. Chi è disposto ad aprirsi veramente e a donare la propria esperienza, vissuta come negativa, di fronte ad un gruppo di persone che intenzionalmente si incontrano, riesce a trovare in sé le risorse positive per affrontare e superare il momento del disagio.
Il gruppo diventa così un luogo in cui ci si sente completamente accolti, incondizionatamente accettati, rispettosamente ascoltati. Ci dà la possibilità di stringere amicizie ed alleanze, di trovare nuove strade di vita ed allargare la nostra visione del disagio, di iniziare a pensare che la sofferenza, qualunque essa sia, possa essere un segnale che ci manda la nostra anima perché ci siamo allontanati troppo dalla nostra vera natura.
* Counselor Psicosomatico
Gruppi d’incontro presso Terzo Spazio, Via Mazzini 38a, Campobasso
fortebenessere@gmail.com
scrivi a minacappussi@gmail.com
27 / 10 / 2008
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