Cortisone orale ad alte dosi dannoso per la salute

di Andrea De Marco -

Presentati i risultati del primo studio italiano sull’impatto clinico ed economico del farmaco orale nell’asma grave. Su 4 milioni di italiani asmatici, il 64% viene trattato con corticosteroidi per via orale.

(UMDI-UNMONDODITALIANI) Il cortisone orale aumenta di 5 volte il rischio di osteoporosi e fratture, triplica il rischio di malattie digestive e raddoppia quello di diabete, obesità e insufficienza renale, con una spesa di 243 milioni ogni anno per la gestione degli effetti collaterali. È la conclusione a cui arriva il primo studio italiano che valuta i costi delle condizioni causate dall’uso del cortisone orale in alte dosi, spesso usato nella forma grave dell’asma. La ricerca, presentata oggi a Milano, è stata condotta grazie ai dati del Registro del progetto Sani (Severe Asthma Network Italy), è stata promossa da Siaaic in collaborazione con la Società Italiana di Pneumologia (Sip), le linee guida Gina (Global Initiative on Asthma) e i farmacoeconomisti dell’Università di Pavia.

Numeri

Dei 4 milioni di italiani asmatici, 200mila hanno la forma grave e il 64% di questi viene trattato con corticosteroidi per via orale. Sono questi i pazienti a maggior rischio di complicanze proprio a causa della terapia che assumono: già dopo 6 mesi, per esempio, aumenta la probabilità di fratture spontanee e aumenta la glicemia. “ll cortisone è gravato da un elevato rischio di eventi avversi, in particolare se utilizzato per via sistemica (orale o parenterale), che cresce all’aumentare del dosaggio e della durata della cura e diventa perciò consistente nei soggetti con asma grave", spiega Giorgio Walter Canonica, Past-presidente Siaaic: "Abbiamo quindi cercato di valutarne l’impatto economico, utilizzando i dati del registro Sani e del Sistema Sanitario Nazionale, in collaborazione con i farmacoeconomisti dell’Università di Pavia. I risultati, appena pubblicati sul World Allergy Organization Journal, ottenuti valutando il costo di ogni evento avverso correlato al tasso di probabilità che questo si manifesti, mostrano chiaramente un incremento nella spesa all’aumentare dell’impiego dei cortisonici per via orale”. Un soggetto non asmatico costa circa 1000 euro l’anno, chi soffre di asma grave invece circa 2000 euro. “Soldi spesi per gestire, per esempio l’osteoporosi, che colpisce il 16% di questi pazienti contro il 3% della popolazione generale; i disturbi della digestione, che riguardano il 65% contro il 24% di chi non ha asma grave; l’insufficienza renale, che dal 7% sale al 14%; il diabete, che arriva al 10% contro il 6% di chi non ha asma grave; l’obesità, che sale al 42% contro il 23% della popolazione generale”, sottolinea Canonica.

Alternative al cortisone

Gli esperti mettono in guardia dall’impiego del cortisone per bocca come terapia di prima scelta e raccomandano di eseguire correttamente le terapie inalatorie prescritte e di ricorrere ai nuovi farmaci biologici che “risparmiano” cortisone, con minori costi ed effetti collaterali. Il costo di 243 milioni l’anno per la gestione dei danni da cortisone orale, infatti, supera la somma della spesa per terapie inalatorie, pari a 138,5 milioni, e quella per i farmaci biologici, stimata intorno ai 50 milioni. "Stando alle linee guida internazionali, i corticosteroidi per via orale nell’asma dovrebbero essere utilizzati nelle crisi acute; in caso di asma grave si suggerisce di impiegarli ai minori dosaggi possibili e come trattamento di seconda scelta, dopo aver valutato l’opportunità di terapie biologiche, come gli anticorpi monoclonali anti-IgE o anti-IL5, attualmente approvati in Italia, ed altri in arrivo e già approvati da FDA”, aggiunge Francesco Blasi, Università Milano, Direttore Dipartimento Medicina Interna Pneumologia e Sezione Adulti Fibrosi Cistica Irccs Policlinico Milano. “I dati del registro Sani mostrano che in realtà il 64% dei pazienti con asma grave utilizza cortisonici in cronico, esponendosi quindi a un elevato rischio di eventi avversi. I risultati di questo studio confermano però che si tratta di un azzardo, sia clinico sia economico: i pazienti vanno incontro a problemi anche gravi, che potrebbero essere evitati limitando l’uso del cortisone e preferendo i farmaci biologici. In più la scelta non paga neppure dal punto di vista economico, perché espone a costi enormi proprio per la necessaria gestione degli effetti collaterali. Sarebbe perciò molto più lungimirante, per la salute dei pazienti e per la tenuta dei conti del Sistema Sanitario, favorire maggiormente l’impiego di terapie biologiche nei casi di asma grave”.

15 / 03 / 2019

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