CONCERTO DI CAPODANNO. ORCHESTRA REGIONALE DEL MOLISE DIRETTA DA FRANZ ALBANESE. UN VERO TRIPUDIO di Mina Cappussi –
RICORRE SEMPRE, PREPOTENTE, IL RIMANDO ALLA TERRA D’ORIGINE, A RICORDARE L’EMIGRAZIONE DI ARTISTI E DI CERVELLI. QUANDO UNA TERRA PERDE I PROPRI ARTISTI DIVENTA UNA TERRA POVERA. DOVETE SEMPLICEMENTE CHIUDERE GLI OCCHI E SENTIRETE IL CANTO DEGLI UCCELLI ARTICI CHE TRASMIGRANO. IL PUBBLICO È STATO QUELLO DELLE GRANDI OCCASIONI, IN UNA SALA INADATTA AD OSPITARLO TUTTO. DECINE E DECINE LE PERSONE IN PIEDI, IL PORTAVOCE, SCARLATELLI, DEL GOVERNATORE DEL MOLISE, MICHELE IORIO, MA NON HA FATTO CENNO ALLE RAGIONI CHE HANNO PRECLUSO LE PORTE DEL TEATRO SAVOIA. LA FESTA DEL MOLISE, UNA FESTA CHE APPARTIENE A TUTTO IL POPOLO MOLISANO, PERCHÉ IN QUELLA DATA CI SIAMO RIAPPROPRIATI DELLA NOSTRA IDENTITÀ. UNICO RAPPRESENTANTE REGIONALE PRESENTE, L’ASSESSORE ALLA CULTURA, ANGELA FUSCO.
Il flauto e il clarinetto ad introdurre il parlottio degli uccelli, nella nebbia dei sensi, infinito mistero di bianco e di blu sottolineato da note sommesse che si fanno suono or ora più definito, calma surreale che si fa musica per bussare alle porte dell’anima. Chiudi  gli occhi e ti ritrovi, viaggiatore emozionale, a sorvolare le lande sterminate del paesaggio artico punteggiato di voci: è il linguaggio, dall’armonia incredibile, degli uccelli migratori che attraversano quelle terre. Riprendono i violini, in crescendo, vibrando in un fremito d’ali scomposto.
Cantus Arcticus, del compositore finlandese Einojuhani Rautavaara, cuore del C oncerto di Capodanno dell’Orchestra Sinfonica Regionale del Molise, ha regalato emozioni a fior di pelle al pubblico che affollava la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, a Campobasso. L’eclettico direttore dell’Orchestra, nonché Direttore del Conservatorio di Musica “Mario Pagano”, Franz Albanese, ha scelto un’opera di grande suggestione, grondante di suoni atavici, colori, atmosfere rarefatte, sognanti.
Il pubblico è stato quello delle grandi occasioni, in una sala inadatta ad ospitarlo tutto. Decine e decine le persone in piedi, che assiepavano l’edificio, lungo le pareti, tra i banchi, fin quasi sul sagrato. In religioso silenzio hanno tributato il meritato successo all’Orchestra e al suo Direttore. Il portavoce, Scarlatelli, del governatore del Molise, Michele Iorio, non ha potuto che constatare l’inadeguatezza del luogo, ma non ha fatto cenno alle ragioni che hanno precluso le porte del Teatro Savoia, sede simbolo del Concerto di Capodanno. Unico rappresentante regionale presente, l’assessore alle Politiche Sociali, Angela Fusco.
“Il 27 dicembre 1963 – ha ricordato Scarlatelli – nasceva il Molise come regione autonoma dall’Abruzzo. Per sottolineare questo  evento fondamentale la Regione ha istituito la Festa del Molise, una festa che appartiene a tutto il popolo molisano, perché in quella data ci siamo riappropriati della nostra identità. Ringrazio il parroco, Iacobucci, per averci ospitato, l’Orchestra della Regione Molise, il direttore Franz Albanese”.
Il concerto di quest’anno ha avuto un programma multiculturale, con musiche provenienti da diversi Paesi: America, Finlandia, Ucraina, Repubblica Ceca, Moldavia, Slovacchia, Austria. Una vera tavolozza di suoni, colori, ritmi, un meraviglioso caleidoscopio di piacevolissimo ascolto. Non è mancata la musica molisana con “Jubilus” del compositore Piero Niro (nato a Baranello).
“ Ragioni politiche – ha sortito il Direttore Albanese – ci hanno costretto a chiedere ospitalità a padre Lino e padre Gaetano, alla stregua di San Francesco. Una chiesa non è il massimo per un Concerto di Capodanno, ma è certamente il posto più bello dove abbandonarsi. Mi scuso con i tanti che sono rimasti in piedi e con tutti gli altri che sono stati costretti ad andare via. Cominceremo questo nostro viaggio multiculturale in America con un brano di Gershwin, uno dei maggiori compositori d’oltreoceano, sulle note di “ Un Americano a Parigi”. Seguirà l’omaggio ad un compositore molisano, Piero Niro, nelle cui opere ricorre sempre, prepotente, il rimando alla terra d’origine, a ricordare l’emigrazione di artisti e di cervelli. Questa orchestra è un esempio di politica attiva nella direzione opposta, perché voglio che i nostri artisti, i nostri musicisti, non siano costretti a lasciare il Molise: ne ho fatto una ragione di vita, perché quando una terra perde i propri artisti diventa una terra povera. Ho diretto Jubilus, l’opera di questo compositore molisano, che vive a Roma e insegna al Conservatorio di Campobasso, in molte parti del mondo, con grande successo. Proseguiremo sempre fedeli al motto di San Francesco d’Assisi, che parlava agli animali, agli uccelli. Si intitola proprio Cantus Arcticus, concerto per uccelli artici e orchestra, l’opera del compositore finlandese che ci porterà lontano, migliaia di chilometri oltre il circolo polare artico, poco a Sud di Capo Nord. Dovete semplicemente chiudere gli occhi e sentirete il canto degli uccelli artici che trasmigrano, che hanno ispirato Einojuhani Rautavaara, riproposti grazie a Ugo Maccari e Massimo Muratori, due bravissimi musicisti che sono riusciti a catturare quel linguaggio arcano”.
Il concerto si è aperto dunque con “ Un Americano a Parigi”, in un crescendo di tamburi; i violini a condurre il filo narrativo interrotto ed esaltato dalle viole, dalle trombe e dai corni.
La seconda parte si è addentrata nelle atmosfere stupende delle Danze Slave di Antonin Dvorak. L’orchestra regionale ha dato prova di una esecuzione formalmente e stilisticamente impeccabile, riuscendo a creare momenti di straordinaria incisività: grande cantabilità nella celebre “ Dumka” (danza ucraina), ritmi serrati, trascinanti, che mandavano il pubblico in visibilio.
 “ La Regione Molise siete voi, siamo noi. – ha concluso Franz Albanese – Dall’Orchestra Sinfonica Regionale del Molise: Buon Anno”. Pronunciato all’unisono da tutti i musicisti che hanno regalato al pubblico un fuoriprogramma di grande coinvolgimento.
I presenti si sono lasciati trasportare dalla romantica esecuzione dell’opera di Strauss, “Sul Bel Danubio Blu” seguita dalla “ Marcia di Radesky” sempre di Strauss, sottolineata dal ritmare delle mani, cadenzato, esaltato dal maestro Albanese. E’ stato il trionfo, assoluto, di una sala stracolma in cui i musicisti si esibivano a diretto contatto con le persone dei primi banchi, condividendo suoni ed emozioni.
Questi i musicisti dell’Orchestra Sinfonica Regionale del Molise che hanno eseguito il Concerto di Capodanno:
VIOLINI
Pasquale Farinacci (spalla), Antonio Stefanelli, Francesca Messore, Matteo Iannaccio, Angela Di Biase, Carmela Grandillo, Antonella D’Andera, Cinzia Romano, Roberta D’Angelo, Endrit Haxhiaj.
Federico Valerio (primo dei secondi), Michele Vinciguerra, Gianpaolo Meffe, Flavia Civico, Saverio Lops, Giovanni dell’Ernia, Graziella De Francesco, Roberta Pranzitelli.
VIOLE
Paolo Castellitto, Stefania Manocchio, Michele Pinto, Pierluigi Minicozzi, Alberto Albino, Ermanno Niro
VIOLONCELLI
Fernando Nese, Remo Ianniruberto, Sergio Di Biase, Viviana Persichilli, Giampiera Di Vico, Alessandro Lumachi
CONTRABASSI
Morris Capone, Nicola Giovannitti, Tiziano Palladino
CELESTA
Loredana Venditti, Concettina Moffa
ARPA
Valentina Cimino
FLAUTI
Maria Pina Persichilli, Loredana Fatica (ottavino)
OBOI
Irene Apollonio, Fabiana Caterina
CLARINETTI
Loris Fiore, Michele Nardolillo
FAGOTTI
Antonio D’Abate, Andrea Ciullo
CORNI
Pasquale Reale, Gerardo Papa, Michele Rosito, Francesco Petrarca
TROMBE
Luigi Ialenti, Gianmarco Bruno
TROBONI
Luigi Michele Mariano, Andrea Menna, Antonio Carbone (trombone basso)
TUBA
Giuseppe Tantaro
TIMPANI
Fabio Palumbo
PERCUSSIONI
Alberto Romano, Massimo Di Cristofaro, Giuseppe Lamenta
SASSOFONI
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03 / 01 / 2010
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