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CONCERTO CAPODANNO, GRANDE SUCCESSO PER L’ORCHESTRA SINFONICA DEL MOLISE E PER IL SUO DIRETTORE, FRANZ ALBANESE

di Mina Cappussi -

Checchè se ne dica, la Festa del Molise e l’idea di portare a teatro i cittadini è piaciuta alla gente. Indovinata la scelta degli appuntamenti, dal Concerto di Natale con le sonorità eccezionali, calde e coinvolgenti di Piero Ricci e gli Ecletnica Pagus, fino al Concerto di Capodanno, passando per la Turandot di Puccini.

“La Regione Molise – ha ricordato Scarlatelli portando il saluto del governatore, Michele Iorio – è nata nel dicembre del 1963. E la festa in ricordo di quella data è stata istituita con legge regionale, perché fosse istituzionalmente ricordata quella che si è rivelata una conquista storica, dopo due secoli di lotte”. Applausi e ringraziamenti anche per il Conservatorio Perosi di Campobasso, che fornisce la materia prima per l'unica orchestra stabile della Regione Molise e che ha organizzato l'evento assieme alla Regione.

E il Concerto di Capodanno, presso il restaurato Teatro Savoia di Campobasso, si è aperto con la Storia di Babar l’elefantino, di Poulenc. Davvero bravo Lino D’Ambrosio, voce narrante dalle eccezionali qualità vocali e comunicative in grado di evocare immagini e atmosfere, coinvolgendo il pubblico in una simpatica narrazione fatta di ritmi sostenuti, di pause sapienti, toni incalzandi, incredibili modulazioni timbriche in grado di tratteggiare scene e personaggi. Il piccolo Babar gioca nella foresta, cullato dalla proboscide della mamma. Poi la dramma, il cacciatore cattivo, i flauti, gli oboi, le trombe e i tromboni a sottolineare la tragedia, sapientemente diretti da Franz Albanese.

L’Orchestra Sinfonica del Molise ha fatto da filo conduttore alla narrazione, colorando di suoni e di atmosfere le pagine di un libro invisibile, lette e interpretate da Lino D’Ambrosio. Babar se ne va in città, accolto da una simpatica vecchietta, che gli compra un’auto e un vestito nuovo. E quando Babar piange ricordando la sua infanzia felice, piangono tutti, dal Direttore d’Orchestra ai singoli musicanti.

La trovata coreografica ha sortito l’effetto voluto e il pubblico ride, applaude, partecipa. Ed ecco che violini, trombe e tamburi incalzano: sono le mamme elefante che corrono dietro l’auto di Babar, con le proboscidi in alto, per non respirare la polvere.

L’epilogo è di quelli classici, Babar viene incoronato Re della Foresta e la dolce Celeste diviene la sua Regina. C’è il vecchio, saggio Cornelius, la pranzo nuziale e la festa per l’incoronazione, con il gorgheggio degli uccelli interpretato dal trillo dei violini, spezzettato, segmentato, etereo come una nuvola di piume.

Il ghiaccio è rotto, il successo è decretato.

Il concerto è proseguito con la Serenata di Tosti interpretata dal tenore Antonio D’Uva, accompagnato dal vibrato del mandolino di Tiziano Palladino. Segue “Non ti scordar di me” di De Curtis e “Pizzicato Polka” di Strauss, che regala alla serata l’atmosfera della festa, la leggerezza e la briosità degli strumenti, le cui voci si mescolano, si intersecano, si fondono con quella del tenore.

Per il bis, la replica dell’aria della Turandot, “Nessun dorma” che tuona dal palcoscenico, rimbalza in platea e tra i palchi nell’incredibile resa vocale di Antonio D’Uva. Il pubblico in piedi reclama un altro pezzo, e alle note della Marcia di Radesky comincia a battere ritmicamente le mani.

E’ un’onda che avvolge e coinvolge, quella che si leva dal palcoscenico del Savoia: violini, viole, violoncelli, flauti, contrabassi, oboi, clarinetti, fagotti, corni, trombe, tromboni, tuba, arpa e percussioni seguono l’incalzare della partitura in un crescendo di emozioni.

Franz Albanese ringrazia il pubblico, si emoziona.

Lui che è abituato alle grandi plateee, quando dirige davanti al “suo” pubblico si lascia prendere dai sentimenti, si abbandona al lirismo, lascia parlare il cuore, sottolineato dai gorgheggi di stile di Antonio D’Uva: voce dalle sonorità calde e avvolgenti, che riesce a calamitare l’attenzione generale. “Sul bel Danubio Blu” , “O sole mio” e “Torna a Surriento” sottolineate dal vibrato del mandolino, hanno regalato istanti di pura emozione all’auditorio.

Con il Concerto di Capodanno, ripetuto all’Università di Isernia, si è chiuso il programma delle manifestazioni per il 45esimo anniversario dell’istituzione della Regione Molise.

Ed eco la composizione dell’orchestra:

VIOLINI: Pasquale Farinacci, Antonio Sefanelli, Maximiliano Santomauro, Tatiana Nurtdinova, Angela Di Biase, Carmela Grandillo, Endrit Haxhiaj, Anna Folliero, Simona Soriente, Federico Valerio, Francesca Messore, Samantha Vitale, Roberta D’Angelo, Gianpaolo Meffe, Flavia Civico e Alessandra Micatrotta.

VIOLE: Stefania Manocchio, Pierluigi Minicozzi, Alberto Albino, Mariateresa Fierro, Lujigi Pandolfi, Ermanno Niro.

VIOLONCELLI: Fernando Nese, Remo Ianniruberto, Sergio Di Biase, Viviana Persichilli, Giampiera Di Vico, Adorel Haxhiaj.

CONTRABASSI: Morris Capone, Nicola Giovannitti, Tiziano Palladino.

FLAUTI: Silvia Mandraffino, Maria Pina Persichilli.

OBOI: Irene Apollonio, Fabiana Caterina.

CLARINETTI: Loris Fiore, Michele Nardolillo.

FAGOTTI: Antonio D’Abate, Andrea Ciullo

CORNI: Pasquale Reale, Giuliano Melchiorre, Michele Rosito, Francesco Petrarca.

TROMBE: Luigi Ialenti, Bruno Gianmarco.

TROMBONI: Luigi Michele Mariano, Andrea Menna, Antonio Carbone.

TUBA: Giuseppe Tantaro

PERCUSSIONI: Alberto Romano, Fabio Palumbo, Massimo Di Cristofaro

ARPA: Giuseppina Ciarla

MANDOLINO: Tiziano Palladino

DIRETTORE: Franz Albanese

TENORE: Antonio D’Uva

Il 25 marzo 2002 l’orchestra, diretta dal maestro Franz Albanese, ha inaugurato il Teatro Savoia restaurato, alla presenza del Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi e di Lady Franca (originaria, quest’ultima, proprio del Molise)

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diretto da Mina Cappussi

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scrivi a minacappussi@gmail.com


04 / 01 / 2009




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