Bojano: addio a Danilo Sabatino, ragazzo umile e dal cuore d’oro. Migliaia di persone in Cattedrale

di Mina Cappussi e Grazia De Gregoriomina cappussi direttore un mondo di italiani www.unmondoditaliani.it grazia de gregorio stagista www.unmondoditaliani.it

danilo sabatino bojano www.unmondoditaliani.it

Una chiesa stracolma, un mare immoto e silente di gente, amici, parenti. Un dolore composto, e forse per questo ancor più terribile, ha accolto il 29enne bojanese stroncato da un malore improvviso, proprio quando davanti a lui si chiudeva una brillante carriera. I colleghi giunti da Milano, la squadra di calcio e tanti altri amici.

(UMDI -UNMONDODITALIANI) – Lacrime, ma composte, dolore, che si leggeva nei volti, rabbia, forse, per un destino difficile da accettare. Stracolma di gente, la chiesa Cattedrale di Bojano ha accolto l’ultimo saluto di una intera città a Danilo Sabatino, il giovane bojanese morto a soli 30 anni a causa di un malore improvviso, che lo ha colpito il giorno dell’Epifania. “Se ne vanno i migliori” recita il proverbio e mai frase è stata così calzante. Perché Danilo era conosciuto e amato da tutti, allegro, solare, umile, con una intelligenza brillante e una volontà adamantina che gli aveva fatto precorrere tutte le tappe universitarie. Una città incredula, dicevamo, un caos di silenti domande alle quali si è inabili a dare risposta. Un popolo silenzioso, stretto in un dolore straziante, di quel dolore difficile da mandar via, ha accolto i funerali che si sono svolti nella Cattedrale di Bojano il 10 gennaio, e la commovente cerimonia funebre è stata celebrata dal parroco della chiesa di Sant’Erasmo, Don Giovanni Di Vito, il quale ha ricordato il giovane in un sermone solenne carico di amore e di tristezza per il tragico evento che ha colpito e scosso i familiari e l’intera comunità pentra. Parole che faticano ad essere pronunciate, timorose di cadere in facili cliché, sono quelle che nessuno ha il coraggio di esprimere. ‘’Un ragazzo umile, divertente e dal cuore d’oro’’ invece è ciò che tutti sono fieri di pronunciare. Il ricordo che Danilo ha lasciato nel cuore di tutti, anche di coloro che ne conoscevano solamente il volto, è immenso. Il Sindaco, Marco Di Biase, in segno di rispetto, aveva indetto il lutto cittadino. Saracinesche abbassate con un’ordinanza, dunque, ma è stata superflua, vista l’incredibile affluenza di persone che si sono strette attorno alla mamma, Eltinia, al papà, Antonio, ai fratelli, Fabiano, Sebastiano e Gabriele, alla fidanzata, Claudia Colacci, zii, nonni, cugini e parenti e agli amici.

L’ULTIMO ADDIO

Celebrati nell’Antica Cattedrale di Bojano, i funerali del giovane si sono svolti tra silenzio e commozione. Momenti come questi ci fanno riflettere su quanto la vita possa sembrare ingiusta a volte, e se davvero esiste un Dio lassù, al quale far ascendere la decisione di spezzare una vita così giovane e brillante. Pensieri condivisi dalla città di Bojano, ma anche da alcuni colleghi di Danilo giunti da Milano per salutare un’ultima volta l’amico. Parole d’ammirazione si sono avute anche dall’azienda per la quale Danilo lavorava, lette da un amico e collega milanese durante la celebrazione funebre. La compostezza dei familiari, i compagni di una vita, la squadra di calcio nella quale il ragazzo giocava: una fiumana di persone si è stretta triste e attonita al corteo funebre, che ha accompagnato il feretro in Cattedrale, portato in spalla dagli amici. Molte sono state, soprattutto nei giorni successivi la tragica notizia, foto condivise e ricordi scritti sui social network in memoria di Danilo. Il tempo si ferma davanti a drammi del genere, diventa statico e rimane lì, con i suoi dubbi. La volontà vorrebbe mandarlo indietro, anche solo per trascorrere quel secondo insieme, o solo per pronunciare parole non dette. Danilo amava il cielo che aveva sopra la sua testa, e amava la sua vita. Così dovremmo fare noi, amarla. Anche se ora ci appare crudele.

12 / 01 / 2018

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