A MILAZZO, IN SICILIA, SI MUORE PER TUMORE, ANCHE A FERRAGOSTO. LE RAFFINERIE NELLA VALLE DELLA MELA, A BOJANO LA LATERLITE

Scusateci se siete in ferie, ma questi numeri, se azzerati,
valgono più di qualsiasi 6 al Superenalotto.
A MILAZZO MORIAMO COSI’. LA SITUAZIONE DI ATTENZIONE NEL MOLISE, TURBOGAS A TERMOLI, LATERLITE A BOJANO. E CI AVEVANO PROPOSTA ANCHE L'INCENERITORE PER I RIFIUTI DEL NORD!
Cari lettori, scusateci, avevamo dimenticato che siete in vacanza. Ma forse i dati che vi stiamo presentando vi rimarranno più impressi. Speriamo che rimangano impressi anche a chi dice che da noi non si muore per tumore. Dal 2003 al 2008, tanto per cominciare… Ogni commento è superfluo. Per ordine di riga, sono riportati i morti per tumore nei comuni del Distretto dell’ASL, quindi quelli di Milazzo, poi la percentuale dei decessi a Milazzo rispetto all’intero distretto (il valore è alto, poiché la popolazione di Milazzo è maggiore: in una successiva tabella vi forniremo il tasso di mortalità per cause tumorali in tutti i comuni…). Abbiamo messo poi l’età media al decesso, sempre a Milazzo, e quella per tumore, suddivisa per maschi e per femmine. Quindi i decessi per tumore prima di giungere all’età media alla morte che, per inciso, è di gran lunga inferiore alla media nazionale (85 per le donne, 79 per gli uomini). La penultima e l’ultima riga riportano le morti totali a Milazzo, e la percentuale dei decessi per tumore rispetto al totale dei decessi: per il valore numerico vi rimandiamo a quanto detto prima. Mentre in tutta Italia si moltiplicano i tentativi di azzeccare il sei al Superenalotto, la nostra migliore vincita sarebbe quella di ridurre drasticamente tutte quelle morti per tumore. O non la pensate come noi?
(dati raccolti ed elaborati dal dott. Salvatore Formica, statistico
Nella zona di Milazzo si da alle stampe telematiche un giornale satirico online di statistica.
Si chiama Terminal e credo sia l’unica esperienza del genere in Italia.
Se non lo avete mai letto, ma vi state chiedendo il perchè dell’immagine da pacchetto di sigarette di questo post, allora sono riuscito a catturare nuovi lettori per Terminal…
Andiamo al sodo: questa comunità di appassionati della statistica del messinese, da qualche tempo, si è messa sotto a lavorare sui dati delle morti nella zona di Milazzo.
Zona nota ai più per lo splendido golfo, la raffineria e la centrale elettrica a olio combustibile. Cioè poco più che petrolio e poco meno che veleno.
Quelli di terminal, dati alla mano, hanno fatto una scoperta sensazionale: a Milazzo e nei dintorni ci si ammala, e si muore, di tumore molto più che nel resto d’Italia. O, almeno, molto più che nel resto dell’Italia che non ospita una raffineria, una centrale e tutto il resto che si vede a Milazzo…
Ma di quest’ultima nota ne parliamo tra un po’.
I dati: li ho intravisti in anteprima e non sono affatto belli… in sostanza, poichè non vi voglio togliere il piacere di spulciarli direttamente dal sito di Terminal, a Milazzo si muore prima: l’età media alla morte per uomini e donne è di 70-75 anni (in base all’anno preso in considerazione), contro una media nazionale di 79 anni per gli uomini e 85 per le donne.
A Milazzo si muore dieci anni prima…
Il numero dei decessi per causa tumorale prima dell’età media nazionale è, anche quello, abbastanza preoccupante: intorno al 40-45%.
Si dirà: “beh’? lo sapevano tutti…”
Certo, si risponde, ma almeno adesso sono disponibili alcuni dati su cui ragionare, visto che non è tanto facile trovare dati ufficiali già elaborati e strutturati riguardanti il comprensorio del Mela.
Ma se l’immagine in alto vi da troppo fastidio, potete continuare a fare come si è fatto fino ad oggi e andare in giro a dire: “a Milazzo e dintorni ci si ammala e si muore tanto quanto in ogni altro posto del mondo con una raffineria e una centrale ad olio combustibile“.
Come Direttore di UN MONDO D'ITALIANI aggiungo per i lettori del Molise e per tutti i molisani e italiani all'estero, che ciò che è accaduto a Milazzo è dietro l'angolo per ognuno di noi, in tutte le regioni; nei luoghi più belli e incontaminati d'Italia c'è qualcuno che vorrebbe mettere delle industrie inquinanti, con l'unico scopo di guadagnare soldi.
A Bojano (Campobasso) volevano mettere un termocombustore, un termovalorizzatore, un digestore per bruciare rifiuti industriali provenienti dal Nord, a Termoli ci sono già le industrie chimiche e hanno impiantato una Turbogas (proprio quello che ci voleva per dare impulso al turismo!) e sempre a Bojano per anni hanno bruciato sostanze tossiche, teratogene, ecotossiche, cancerogene e persino radiattive negli altiforni della Laterlite.
Grazie all'illuminato e coraggioso giudice Giovanni Falcione e all'integerrimo avvocato Alfonso Mainelli la Laterlite ha dovuto smettere di bruciare tali sostanze, è stata condannata al risarcimento del danno causato e potrà usare solo metano, così come fanno tutti i i cittadini. Ma ancora non si riesce ad avere un'indagine seria sulla mortalità e sulla frequenza dei casi di tumore, che hanno falciato la famiglia di Benedetto Di IOrio e degli abitanti di Bosco POpolo.
Certo è che le ceneri della centrale idroelettrica di Brindisi sono arrivate a Bojano e qui, nel centro del MOlise, sono state bruciate e finite sui pomodori, sui peperoni, sulla verdura e sull'insalata che mangiamo direttamente e con le quali abbiamo nutrito gli animali, e la radioattività è fnita pure nel materiale prodotto, la Leca Laterlite. Chissà quanti di noi l'avranno in casa, utilizzato per coibentare le pareti e le coperture!!
E come giornalista sono stata persino attaccata da mogli di dipendenti della Laterlite che militavano nel Comitato Asic per la sicurezza delle scuole, che veicolavano nascostamente le preoccupazioni per il posto di lavoro facendole passare per impegno sociale!
Quindi, cittadini, siate vigili, mi raccomando. E sostenete la gente di Milazzo che combatte contro i poteri forti, per il futuro di una terra bellissima, umiliata, offesa, stravolta da interessi che stanno troppo in alto, al di sopra dei fumi velenosi delle ciminiere...
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15 / 08 / 2009


 






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